100 km delle Alpi di Alessandro Petrini

50 km
Nella 50 km ha vinto una donna: Lisa Borzani è la prima assoluta.
Donne
Lisa Borzani (Bergamo Stars Atletica): 4:20:58
Laura Manzetto (ASD Run Fast): 4:47:56
Tiziana Elia Ciocca (A.S.D. Podistica Torino): 5:15:04


Uomini
Flavio Novarina (A.S.D. Ferrari): 4:26:14
Fabrizio Lavezzato (Pietro Micca Biella Running): 4:29:47
Michele Dalò (UTC ASD): 4:40:23


100 KM DELLE ALPI
Quest’anno si sono dati da fare, e si è visto: una bella gara fin dalla partenza. Davanti hanno corso forte fin dai primi chilometri, ma i 100 km sono lunghi e non perdonano, e la seconda metà ha deciso tutto. Hanno dato spettacolo, sia tra gli uomini che tra le donne.
E la competizione non è mancata nemmeno nelle retrovie, dove la gara si gioca contro la fatica, il freddo e la notte. Lì c’è chi ha corso fino a quasi 20 ore. Sono stati tutti bravissimi, dal primo all’ultimo.


Donne
Paola Adelaide Leardi (Bushido Tri&Run): 10:36:16
Marta Doko (G.S. Lamone A.S.D.): 11:08:07
Simona Oggero (Club Supermarathon Italia): 11:22:36


Uomini
Pasquale Nicolas (tesserato Runcard Fidal): 8:24:42
Marcelin Enascut (Tiger Sport Running): 8:42:49
Marco Girolami (Calcaterra Sport ASD): 8:55:09


Ieri il mio telefono se n’è andato, e con lui le foto di sabato e domenica. Ne ho salvate poche, dal telefono nuovo, e di certo non quelle della partenza. Quindi stavolta vi racconto la 100 km delle Alpi con le parole, che almeno quelle non si cancellano.
Si parte da Treviso, dal lavoro mio e di Barby. Passo a prenderla e via verso Torino, dove ci aspetta Claudio. Camera, una lavata di faccia e subito a mangiare in pizzeria, proprio davanti all’albergo. Ci raggiunge Max Faleo, due risate in compagnia e poi tutti a nanna.
L’indomani colazione alle porte di Torino, in un centro commerciale, e poi la partenza. Come sempre tanti amici, tanti abbracci e tanti scatti, anche se poi è successo quel che è successo. Si parte alle 10, quasi puntuali, direzione Saint Vincent.
La corsa è stata bellissima. Barby di velocità e simpatia ne ha da vendere, e con Claudio forma una coppia inseparabile: stesso passo, stessa voglia di arrivare. Io ho fatto la crew, ho dato una mano a tutti e due e ho scattato qualche foto lungo il percorso.
A Tavagnasco la consueta festa, quest’anno arricchita con la polenta concia, tra amici veri. Ho premiato la promessa dell’anno scorso con una bella cassa di prosecco, ed è stato un ritrovarsi bellissimo. Poi si è ripartiti verso Saint Vincent.
I ristori, sempre pieni di persone e di gioia. Ma uno, in particolare, non lo dimentico. Lo gestivano due persone anziane che hanno aspettato tutti gli atleti, fino all’ultimo, fino a tarda notte, al freddo, con la coperta sulle ginocchia. Nessuno è passato senza trovarli lì. Barby, davanti a quella scena, si è commossa fino alle lacrime: non aveva mai visto una cosa del genere, e il suo era rispetto vero.
Poi l’arrivo, nella piazza centrale di Saint Vincent. Barby ha tagliato il traguardo mano nella mano con Claudio, e gli ultimi hanno sfilato qualche ora dopo. Alla mattina le premiazioni: per Barby nessun premio, ma vabbè. Si è portata a casa il piatto e la maglietta da finisher delle 5 tappe, che ora sono diventate 8.
Ed è qui che voglio dirlo chiaro: i premi andrebbero dati anche a quelle due persone del ristoro, e soprattutto a loro. I primi arrivati sono bravissimi, ma chi aspetta l’ultimo al freddo, a notte fonda, merita un applauso più grande di tutti.
Una nota sulla sicurezza: quest’anno l’organizzazione ci ha puntato parecchio, con cartelli molto grandi e illuminati lungo la strada per segnalare la presenza di pedoni e invitare alla prudenza. Certo, chi sfreccia a più di 100 all’ora su quella strada difficilmente si lascia fermare da un cartello. Però carta canta: è scritto, è segnalato, e almeno loro hanno fatto la loro parte.
Bellissima festa, organizzazione Ok!!!

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