L’ultimo stinko. Gita del Club alla Maratona di Monaco di Baviera. 8 ottobre 2018

Partiti venerdì 6 dalla Stazione Centrale di Milano alle 11, via Brennero siamo giunti a Monaco di Baviera alle 18, passando dai 26 gradi milanesi agli 8 con pioggia di Monaco, 7 i partecipanti a bordo del pulmino del Club. Testa di serie ed ispiratore del Putsch di Monaco il nostro “Guru” Roby Trinelli, profondo conoscitore dei luoghi essendoci stato pochi giorni prima per l’Ocktober Fest, accompagnato da “Madam la Panther” Paola Gueli. Capomacchina eterno spipolatore e spigolatore dai molteplici interessi Domenico “Mimmo” Pino. I poliglotti coniugi Renzuglia con Giulia e Pershant han dato un tocco di internazionalità al gruppo. Infine “el Sindic” el simpatic Marco Simonazzi ha allietato i giorni e le notte dei gitanti.

La sistemazione low cost (28 €/notte) in un nuovissimo ostello (Wombats) nei pressi della stazione ci ha permesso di dormire in una camerata dai letti a castello che ricordava i bei tempi della naja. Meno fortuna ha avuto un’esile cinesina che ha condiviso la parte superiore del letto del “sindic”: narra la leggenda che durante la notte la cinesina fluttuasse nell’aria sospinta da un “flebile” solfeggio mantovano.

La maratona poteva aspettare e così venerdì sera via alla conquista di Monaco condotti dal nostro Guru, eccellente Sommelier al Beaujolais e mastro Birraio in Baviera, profondo estimatore di litri di storia locale. Ci introduce nella città della birra, e ci narra che è così da quando nel lontano 1516 Guglielmo IV di Baviera proclamò il famoso editto della purezza in base al quale la birra bavarese può essere prodotta solo con luppolo, malto d’orzo e acqua. Ci informa che nella Università di Monaco esiste la Facoltà della Birra oltre il Museo della Birra e che delle 25 fabbriche di 100 anni fa sono rimaste solo solo sei: Hofbräu, Spaten-Franziskaner, Hacker-Pschorr, Paulaner, Augustiner, Löwenbräu. Producono 600 milioni di litri all’anno. Il Mantra di ottobre è il magico richiamo dell’Oktoberfest, quando il Guru scende a fine settembre sul Theresienwiese, con altri 6 milioni di adepti.

La grande Oktoberfest è finita da poco e la città sonnecchia e si stira come se si volesse svegliare da una sonora ciucca stiracchiandosi e purificandosi con una Maratona. Camminiamo nella città ormai buia, dai vetri appannati e tra la pioggia si vedono festanti avventori sorseggiare birra in grandi boccali da un litro, i Masskrug o semplicemente Mass, seduti in compagnia su lunghe panche di legno sotto volte affrescate mentre qualche orchestrina suona.

002Ciascuna birreria merita una visita accurata con un occhio alla storia e uno alla tavola. Sono luoghi sacri, frequentati dai locali oltre che dai turisti: la birreria più ricca di tradizione è certamente la Hofbräuhaus, https://www.hofbraeuhaus.de/en/welcome.html che si trova in una piazzetta pedonale in pieno centro, a pochi passi da Marienplatz. Fondata nel 1589 dal duca Guglielmo V, la sua galleria storica al primo piano contiene un’esposizione in cui la storia della birra si intreccia con la storia della città. Da più di un secolo nelle sue sale, soprattutto in quelle più movimentate al piano terra, si festeggia ogni sera in allegra compagnia al suono di una piccola banda: i visitatori abituali hanno anche tavoli riservati (Stammtisch) con i propri nomi e i propri boccali, tenuti in apposite cellette sotto chiave.

Il Guru dice di aver dimenticato la chiave e ci fa accomodare su un amato tavolaccio non lontano dalla banda, oltre alla birra ci introduce alla cucina bavarese, salsicce di propria produzione, arrosti di maiale in crosta croccante, il guanciale di bue stufato alla birra scura, accompagnati da gnocchi di pane, cavolo cappuccio, cipolle cotte, patate lesse o al forno, radice di rafano, per finire con il tipico dessert bavarese lo strudel di mele servito con la panna montata, ma anche il gnocco tradizionale con crema di vaniglia dell’Imperatore (Kaiserschmarr), a base di uva passa e zucchero glassato e servito con mousse di mele.

Ma il debole del Guru è per il tradizionale stinco di maiale. Centinaia di stichi gravitano sui tavoli e preso da una strana consapevolezza vegetariana penso ai centinaia di maialini monchi che reclamano i lori arti, anch’io penso per la legge del contrappasso finirò un giorno zoppo, ma è uno scrupolo che dura poco: avanti stinchi per tutti!! Da tutte le parti piovono garretti di suino ricchi di collagene e grasso, cotti in un forno a bassa temperatura in modo lento e costante, così che i grassi si sciolgano gradualmente per andare ad ammorbidire il muscolo che altrimenti, con una cottura violenta, risulterebbe secco e stopposo. Schweinhaxe si dice stico in tedesco e può essere marinato, senza cotenna o alla bavarese con una bella cotenna croccante.

Mentre affonda il coltello. il Guru ci spiega il procedimento di cottura con la cotenna dello Schweinhaxe alla bavarese che deve essere incisa con un coltello ben affilato in tante strisce parallele formando una specie di grata. Il segreto dice e che la cotenna funge da schermo e salva la carne sottostante che rimane morbida e sugosa, mentre la cotenna risulta bella croccante. Guten appetit!

003La mattina del sabato è riservata alla visita dell’Expo presso l’Olympiapark quello delle Olimpiadi del 1972. E’ il grande stadio dove arriva la Maratona e dove si sono affrontate per oltre trent’anni le due squadre di Monaco: il Bayern München, uno dei club più forti e ricchi del mondo, e il meno conosciuto ma più antico München 1860. A partire dal maggio 2005 tutte le partite si disputano nel nuovo stadio futuristico Allianz Arena.

Anche se ha più di quarant’anni di vita, l’Olympiapark colpisce ancora oggi per la modernità delle varie costruzioni collegate tra loro da una copertura in plexiglas dall’andamento ondulante e che abbiamo provato proteggono bene dalla pioggia. Il parco e tutte le strutture sportive ospitate sono perfettamente attive e funzionanti: nel 2002 qui si sono svolti gli Europei di atletica e molti concerti delle maggiori star della musica internazionale riempiono gli spalti dello stadio e della Olympiahalle, proprio qui è ospitato l’EXPO che non è grandissimo e un po’ soffocante.

Appena fuori si sale sulla torre Olympiaturm di 290 metri d’altezza con una splendida vista su tutta Monaco e, condizioni del tempo permettendo, anche sulle Alpi, cioè mai perché qui piove sempre. C’è anche il ristorante girevole. Sotto se fa bello si può fare un giro in pedalò nel laghetto che divide in due il parco.

Per chi come me è stato BMWista da sempre, di fianco a Olympiapark c’è la sede centrale della BMW in un celebre edificio dalla forma di un motore a quattro cilindri con l’annesso museo che racchiude la storia e i più famosi modelli della casa automobilistica bavarese. La BMW è nata nel 1917 come fabbrica di motori per aerei, per poi produrre moto ed infine auto. E’ emozionante vedere tutti i modelli di motociclette appesi a un muro di cristallo, parecchi modelli dei quali ho cavalcato per molti anni.

Esagerato è il BMW Welt, il Mondo BMW, un gioiello dell’architettura moderna realizzato dallo studio viennese Coop Himmelblau che comprende sale conferenze, ristoranti, negozi ma soprattutto c’è la possibilità di assistere alla evoluzione tecnologica in corso delle auto e delle moto e di vedere, ed anche provare, tutti i modelli attualmente in produzione. Affascinanti gli stand Rolls Royce e gli Smart Box riservati ai nuovi modelli elettrici BMW I3 ed I8.

003 1El Sindic, Pino e Maria Sole (aggiuntasi al gruppo in loco) per espiare i peccati stincali della notte precedente decidono di raggiungere Dachau a piedi coprendo un tratto di 15 km a piedi, per una toccante visita. Il campo di concentramento di Dachau fu considerato dalle SS un campo “modello”, infatti fu da esempio per tutti gli altri campi di concentramento. Gli austriaci che furono arrestati dopo l’annessione della loro patria, il 13 marzo 1938, furono i primi prigionieri stranieri che arrivarono a Dachau. Tra il 1933 e il 1945, degli oltre 206.00 prigionieri registrati provenienti da oltre trenta nazioni diverse, ne morirono più di 40.000. In memoria dei morti, a Dachau è stato costruito un Memoriale con museo, archivio e biblioteca, fondato il 9 maggio 1965, in occasione del ventesimo anniversario della liberazione di Dachau.

Alcuni componenti della comitiva hanno preferito lo shopping, altri come me una visita guidata della città, molto coinvolgente e piena di curiosità. Il giorno dopo domenica scatta l’ora X. Alle dieci parte la Maratona e la staffetta, mentre la Mezza parte alle 13 da metà percorso della Maratona per arrivare poi tutti insieme allo stadio Olimpico. Alla partenza piove, ma poi si rabbuia e smette. Il percorso è bello ed immerso nel verde, con una lunga puntata nel parco dal 10° km fino al 18°, poi va verso la periferia e al 26° è di nuovo in città. Al 30° km passaggio festante a Marienplatz e si torna pian piano allo Stadio all’interno del quale si finisce. Tutta su asfalto (anche nel parco), pubblico caloroso, ma scarso.

Unica nota negativa: il mio ritiro per stinko KO al 25esimo, giuro è l’ultimo stinko ke mangio!!!

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