Eppure lì crescono le emozioni. Queste diventano ali leggere, invisibili, che sorreggono i partecipanti a questa manifestazione nel loro sforzo; le gocce di sudore sono le lacrime dei sogni inseguiti, quei sogni che, a volte, tolgono il sonno e che fanno più male della realtà eppure non si dissolvono neanche all’alba.
Chi corre l’ultramaratona è consapevole che incontrerà sicuramente il dolore sulla sua strada, ma sa anche che, se l’allenamento è stato lungo e proficuo, la sua mente troverà sicuramente un pensiero per eliderlo. E’ una corsa contro se stessi, per combattere le proprie ansie, le proprie paure, per riuscire a realizzare tanta strada quanta la può contenere il cuore; è una corsa insieme agli altri, tra i concorrenti ci sono sorrisi e battute che non diminuiscono la concentrazione.
Chi sta fuori pista può faticare a capire, può impegnarsi a vedere, può restare ad ammirare l’andatura dei favoriti, ma anche di chi semplicemente ha voluto esserci perché in questo sogno non ha mai smesso di crederci.


