di Stefano Severoni

La 20^ edizione è ancora straniera. In una giornata calda e umida, alla partenza alle ore 16 a Firenze nuvole minacciose di pioggia. Per la seconda volta consecutiva il 28enne brasiliano Valmir Nunes vince in 6h53’02”, mentre nell’edizione del 1991 aveva siglato il record del percorso 6h35’35”, superiore al 6h35’ del russo Juri Starikov, l’atleta di vertice del gruppo di 12 atleti provenienti dalla Russia, presenti alla 20^ edizione. Nunes tagliava il traguardo con l’abituale salto di gioia, dopo una gara con fasi alterne e penalizzata dalla pioggia. Poi l’arrivo dei russi Stanislav Korablin 7h08’54”, Eugeni Karnaukov 7h08’54”, Nikolai Safin 7h21’32” e Sergey Kopylon 7h29’. 6° e 1° degli italiani Renzo Musso 7h32’11” davanti ad altri 4 stranieri. Nunes, nato il 16 gennaio 1964, è atleta ancora in attività ed è stato finisher in 66 ultramaratone (9.441,968km).
In campo femminile, 1^ la 18enne russa Irina Petrova 8h12’57”, 2^ Anna Zacchi 9h59’14” e 3^ Amabile Salarino 10h20’. La graziosa Petrova, esordiente sulla distanza, dominava la gara sin dall’inizio e si classificava 18^ assoluta con distacchi enormi su Zacchi e Salarino, le favorite della vigilia. Per la Zacchi era la 7^ volta sul traguardo di Faenza. Mentre per la Salarino la 9^ gara di 100km. Il 20 settembre Amabile avrebbe poi vinto la 100 km dei Gladiatori a S. Maria Capua Vetere (NA).
Così scrive un giornale sulla Petrova:
«Alt…! Bela burdela (Bella ragazza): stà bene. Fresca e campagnolo (attraente contadina… forse, può darsi, non ci ha detto che mestiere fa e se lavori in un kolkoz o in shovcoz), da con gli occhi e capelli neri come il carbone…). No! Proprio no! Non ci siamo assolutamente! Quest’ostrogoto che è il dialetto romagnolo deve fermarsi di fronte alla realtà fotografica, e si vede benissimo che Irina Petrova, russa, ha gli occhi azzurri e i capelli gialli come il girasole».
La Petrova nella sua carriera avrebbe corso altre 13 ultramaratone con altre 3 vittorie al Passatore (1993-94-96). L’8 ottobre in Spagna avrebbe realizzato il PB 7h34’05”.
La 20^ edizione registrò 918 finisher (864 uomini e 54 donne). Tra essi non si possono non menzionare due atleti che sono riusciti a concludere il loro 20° Passatore che, dal 1973 si disputa a maggio e che collega tradizionalmente Firenze-Faenza: i due romagnoli, il 51enne faentino Sergio Morini e il 55enne Vittorio Piva, di Lugo di Romagna, il quale durante l’anno Santo era partito da casa a piedi, con zaino sulle spalle e giungere nella Capitale, ricevuto da papa Giovanni Paolo II. Questo il suo giudizio sul percorso gara:
«Anzitutto il percorso è eccezionale. Si tratta di un tracciato molto tecnico che mette alla prova l’abilità del podista sia in salita che in discesa. Per vincere sono indispensabili caratteristiche di completezza e maturità atletica, ma è comunque di grande aiuto anche conoscere il percorso, così da poter pianificare al meglio l’andatura. Si dovrebbe cercare di correre al risparmio fino al Passo della Colla che si raggiunge, dopo una salita, al 50° km e poi stare molto attenti durante la seguente discesa a Marradi. É questo il punto chiave del percorso!».
CLASSIFICHE
https://www.100kmdelpassatore.it/?page_id=107
BIBLIOGRAFIA
DOLCINI A., Io c’ero. 100 km del Passatore 1973-1992, Edizioni del Passatore, Faenza (RA) 1993.
PRESSWELL R., E con questa fanno venti, in Correre, Milano XII (1992), 115, 76-80.
Foto di copertina Autore Picasa 2.7


