Come sempre, Alfio Polidori sugli scudi. Non bastandogli la sofferenza insita nella maratona, oggi, vestito da capitano di vascello con salvagente perché il mare è vicino e male non fa, decide di incrementare la fatica caricandosi sulle spalle per tutti i 42 km il cartellone del fine corsa. Taglierà il traguardo in oltre 7 ore e si produrrà nell’oramai famosa esibizione a testa in giù che gli ha valso quest’anno l’onore della prima pagina nel volantino e nel sito dell’organizzazione.

Qualche cenno al nuovo percorso. Dopo qualche ghirigoro nel Parco XXV aprile ex Marecchia e in periferia, ci dirigiamo verso Viserba e Viserbella. Tornati a Rimini, imbocchiamo decisamente la litoranea verso Miramare e Riccione. Piacevole il tratto dal 25^ al 27^ km in viale Ceccarini, cuore mondano di Riccione e regno dello shopping, fra turisti che affollano bar, ristoranti e negozi alla moda.

Ritorniamo lungo la stessa litoranea infinita percorsa all’andata. Arrivati a Rimini, ci inseriamo nella parte finale del percorso dello scorso anno, attraversando il caratteristico Borgo San Giuliano caro a Fellini, Ponte di Tiberio, Piazza Tre Martiri e il traguardo dell’Arco d’Augusto.
Molti non hanno gradito i turisti lungo il percorso che spesso intralciavano la corsa degli atleti. Banchetti dei ristori abbondanti, ad eccezione di alcuni nel finale sprovvisti di acqua, cosa piuttosto seccante in una giornata caratterizzata da caldo afoso.
Un po’ lontano il deposito borse al Palasport Flaminio, circa 800 m dal luogo della piada e birra party. Ma vale la pena sgambettare ancora, perché il Palasport è provvisto di docce calde e spogliatoi accoglienti e puliti.
Pur con alcune sbavature, la Rimini Marathon è una manifestazione piacevole, adatta per divertirsi e fare festa.
Clicca qui per le foto (di Mario Liccardi)






