Partenza dal mare, con i piedi affondati dentro i ciottoli bianchi e argento della spiaggia di Marina di Cottone e arrivo a quota 3000 metri. Nel mezzo, tra partenza e arrivo, ci stanno 43 km di pura passione tra sole, caldo, asfalto, pendenze importanti, fino alle frescure dell’alta montagna, fino allo sterrato che cattura i tuoi piedi e sembra non volerli lasciare andare. E poi l’aria rarefatta, la voglia di arrivare in cima e poter guardare il resto del mondo sotto di te.
In tanti mi chiedono perché, dopo tutti questi anni, continuo a correre questa estenuante ed incredibile avventura.
La risposta è semplice. Io vivo sull’Etna, ho il privilegio di poter toccare ed ammirare la nera sabbia che sposa l’azzurro cielo e affoga nel bianco della neve.
Ebbene, correndo la Supermaratona dell’Etna, il mio piacere di correre si amplifica e diventa tanto più forte quanto più alta si fa la quota.
Solo chi ha provato, almeno una volta nella vita, questa esperienza, potrà capire quanto felici si può essere sull’Etna, la porta per il paradiso.



