Giuseppe Verdi alla 6 ore di San Giuseppe

La manifestazione, organizzata dall’A.S.D. AMATORI PUTIGNANO, è inserita nel Calendario Nazionale Fidal e IUTA 2014, è valevole come Grand Prix IUTA e possiede il riconoscimento “Bronze Label” della IAU.

Per informazioni si può chiamare il 329 8511268 (Francesco Ricchi), 3358716301 (Vito Intini) oppure 335 1426794 (Gianni Derobertis, Promoter Regionale IUTA della Puglia). http://www.amatoriputignano.it – E-Mail: societa@amatoriputignano.it

Naturalmente, i carri allegorici dedicati a “Verdi e il suo Tempo”, di grande impegno economico e ideativo, non sono stati preparati ad esclusivo uso della 6 ore di San Giuseppe. Rientrano nella grande organizzazione del Carnevale di Putignano, uno dei più importanti d’Italia, certamente quello storicamente più antico e più lungo come durata dei festeggiamenti. L’evento sportivo è l’occasione per renderli nuovamente fruibili.

Non sarà stato facile per la Fondazione del Carnevale “mettere d’accordo” Giuseppe Verdi, autore drammatico, con il Carnevale, festaiolo, chiassoso, satirico.

Da queste parti la musica lirica è di casa. A Martina Franca, pochi chilometri da Putignano, il Festival della Valle d’Itria, quest’anno, celebra la 40^ edizione. Una manifestazione musicale che si caratterizza per il largo impiego di giovani artisti, per la coraggiosa riproposta di opere sottovalutate o inedite e per la fedeltà agli spartiti originali. Molti artisti diventati famosi, sono passati dalla Valle d’Itria. Tutto il Festival costa molto meno di una singola rappresentazione del Teatro Alla Scala.

Da sempre la melodia verdiana accompagna le feste patronali pugliesi, grazie alla ricchissima tradizione delle bande cittadine. Piccolissimo, mio padre mi portava in piazza ad ascoltare opere intere. Erano rappresentate solo con gli strumenti, non c’era il canto e le scene, eppure tutti stavano in piedi, quasi sull’attenti, in religioso silenzio. Gli spettatori erano contadini dal viso bruciato dal sole e dalle mani nodose, perché, una volta, con la zappa si arrivava in profondità per piantare le viti, con la zappa si scavavano le cisterne per raccogliere l’acqua piovana. Molti erano analfabeti, ma l’opera la conoscevano a memoria e la canticchiavano tra le labbra.

Inutile dire che io mi annoiavo tremendamente. Una penitenza che durava tre lunghe ore. Non potevo disturbare quell’atmosfera assorta, quasi rapita dalla musica, e anche io rimanevo in silenzio, in piedi, immobile. Finita la Traviata, mio padre mi comprava il gelato da 30 lire, il più grande e il più costoso di allora. Ecco spiegato il motivo per cui riuscivo a sopportare quella musica noiosa!

Ci vediamo al Teatro, in Piazza Aldo Moro a Putignano, sabato, 15 marzo, alle ore 14:00, per vedere in successione Aida, Ballo in maschera, Rigoletto, Traviata, Nabucco e Falstaff.

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