di Paolo Gino

Scrivere articoli personali anche se non li legge nessuno fa bene lo stesso al cuore. C’è un profondo legame tra me e la Val d’Aosta Marathon soprattutto per i tanti anni passati in Valle e perché mia mamma era Valdostana. Il tracciato su cui si corre fu tracciato proprio il giorno dopo della sua morte 11 gennaio 2019, come se me lo avesse lasciato in eredità. Un legame profondo che rivivo ogni anno ritracciando con frecce e cartelli quelle strade. C’era le neve quel gennaio e oggi lunedì dopo la gara rivedo tutti quei momenti e mentre tolgo i cartelli è un po’ come farla morire un’altra volta.
Oltre a questi ricordi personali il circuito è legato anche ai soci Pitti e Ceseracciu , che reduci dalle 150 mezze maratone corse nel 2011 proprio su queste strade in onore del 150esimo della repubblica italiana, con Marco Dal Bard mi aiutarono nel 2019 a far decollare il sogno della prima maratona in Valle d’Aosta. Tentammo prima di recuperare il loro percorso delle 150 gare che partiva dalla piazza del Ponte Romano e andava verso nord sulla statale ed entrava nel Centro storico di Donnas. Poi passava sotto l’Arco Romano e seguendo la vecchia strada lastricata giungeva al Forte di Bard per poi seguire verso Hone e ritornare a ritroso.
Questa storica mezza maratona venne abbandonata perché proprio nel 2018 una frana portò via la strada che saliva la forte di Bard, e ripiegammo al percorso attuale che segue il Torrente Lys che scende da Gressoney e la Dora Baltea che viene da Courmayeur, circuito meno storico ma più panoramico e completamente pianeggiante (vedi foto primo tracciamento). Nelle tre edizioni poi è sempre stato migliorato per renderlo più veloce. Nella prossima quarta edizione del 2024 non si passerà dalla stazione e il giro della caratteristica frazione di Outrefer sarà fatto al contrario, più altre due varianti, spero che la Mamma non si arrabbi.

Un’emozione che riemerge coi tanti passaggi in Rai di mie interviste e servizi sulla maratona è legata al TGR regionale e ancor prima al Radio Giornale della Valle d’Aosta in italiano e Francese chiamato la Voix della Vallee, la voce della Valle. Aperto sempre dall’inno della Val d’Aosta che tradotto fa pressappoco così: Montagne Valdostane, Voi siete i miei amori, Borghi, torri, fontane, Voi mi piacerete sempre…
Questa semplice canzone è l’inno ufficiale della Valle d’Aosta. Diverso dagli altri Inni dimenticati e consunti. Lo si sente cantare nelle osterie o salendo i sentieri. Per me è legato al dolce ricordo della mia infanzia. Ci si sedeva a tavola a mezzogiorno. Alle 12:10 in punto tutte le radio della Valle partivano insieme sommessamente: “Montagnes valdôtaines, Vous êtes mes amours…”. Questa magia si è ripetuta per i 62 anni della mia esistenza.
La melodia deve proprio il suo successo al fatto che da decenni è la sigla del notiziario radiofonico “La voix de la Vallée” trasmesso dalla sede regionale della RAI. Ai tempi non c’erano i ripetitori per le TV e nemmeno le radio private. “La Voix” era sacra e imperdibile come una messa comandata. A queste dolci note associo automaticamente il profumo di una polenta appena servita o di qualche risotto che la Mamma portava in tavola. Mentre mangiavo, ascoltavo le notizie spesso in francese e guardavo di là dal vetro della finestra. Verde d’estate o bianco d’inverno, lui era lì e dominava da sempre il nostro mondo: Monsieur Zerbion, sede di una epica ecomaratona scomparsa nel 2017.
Sopra Pont Saint Martin invece domina il monte Crabun. Nome dell’Hotel che ci ospita da sempre sulla discesa verso Donnas. Quest’anno abbiamo notato meno gerani ai balconi e più nubi e ombre fuori dalle finestre. Purtroppo in una sera di marzo Ombretta, la garbata e gentile padrona dell’Hotel se ne è andata, e non sarà più lì ad accoglierci con le sue buone maniere e qualche racconto sul tempo in valle e le più belle passeggiate da fare. Ne serberemo il dolce ricordo e faremo buon uso che buon pro ci faccia per le prossime gare.
Torneremo in Valle il 23 Giugno 2024 ringrazio tutti e soprattutto mio figlio Carlo che quest’anno con Maurio Pitti (foto) hanno ritracciato il percorso con la mitica Vespa. Quanto a mia Mamma e ad Ombretta spero guardino giù dal Crabun verso il Ponte Romano. Arrivederci Ragazze!
Lo spot di VDA Marathon 23 con inno Montagnes valdôtaines https://youtu.be/g9j5EKrZVJA





W la Mamma, le Signore gentili e i bei ricordi….
Non è vero che non li legge nessuno i tuoi articoli personali ciao Gino Paolo
L’ho letto più che volentieri…e ti dirò che l’anno prossimo ci sarò ancora a correre sulle strade della Valle’..😉👋
bell’articolo… molto spontaneo…