Nell’Unesco Cities Marathon, il Friuli mostra i suoi tesori

Silvana Tosolini ci presenta questa nuova maratona. Nessuno meglio di lei, friulana doc, poteva descrivere le caratteristiche di questo fantastico tracciato, che da Aquilea porta a Cividale, passando per Palmanova. Il suo, è un atto d’amore verso la terra in cui è nata e vive.

Un esempio da imitare. Troppo facile voler pubblicizzare la maratona del proprio territorio con l’invio della semplice locandina! Per promuoverla, è necessario maggior impegno. (Redazione Clubsupermarathon)

 

Una maratona “a ciel sereno”

 

foto 2Era già nell’aria, c’era un vago sentore che magari si sarebbe potuta organizzare una bella maratona attraverso le città storiche del Friuli ed eccola qui, come fulmine a ciel sereno, la nostra UNESCO CITIES MARATHON.

Noi friulani, si sa, abbiamo prodotti di nicchia e una maratona per estimatori tutta nostra c’era già:

la “Maratona delle Città del vino” per l’appunto, fortemente voluta e amorevolmente organizzata dall’omonima associazione che, partendo ogni anno da un comune diverso, passa anche’essa da Cividale e rasenta il confine sloveno, attraversando i nostri più bei poggi a vigneto del territorio orientale.

Partire da Aquileia, però, ed attraversare tutta la pianura friulana, credetemi, sarà veramente strepitoso!

Il mio Friuli è un “posto strano”, un luogo della memoria diverso da tanti altri da me visti in Italia, un territorio unico con vallate chiuse nelle sue montagne, un po’ misterioso, cui fa da contraltare una ridente pianura e poi il mare. Di sicuro siamo stati tormentati nei secoli da continue invasioni: sulle nostre teste sono passati proprio tutti: Galli, Quadi, Marcomanni, Visigoti ed Attila. Uno sfacelo!

Anche perché i primi a subire l’ondata eravamo proprio noi, dopo, si sa, l’impatto si stempera in mille rivoli di conquista, ma la botta iniziale era sempre nostra.

Del resto so che molti supermaratoneti conoscono il Friuli per averci prestato il servizio di leva. Ricordo di aver accompagnato Francesco Capecci per un giro a Palmanova, dove lui c’era stato da “giovane militare”, ma molti mi raccontano di posti nostri e Giovanni Tamburini da Rimini mi ha parlato più volte delle numerose corse che si facevano nei tempi andati qui in Friuli.

foto 3In molti, dunque, già sanno delle cose belle che qui si possono trovare.

La grandezza ed esclusività di questa maratona sta nel comprendere nel suo tragitto le tre località più particolari e famose del nostro territorio. Del resto non è che l’UNESCO dia il suo accredito così a casaccio: vedrete in una corsa sola cose meravigliose!

Si, lo so, noi italiani siamo nati in mezzo al “bello” e dopo un po’ diamo per scontato anche monumenti che c’invidierebbero tutti nel mondo ma, credetemi, ogni volta che passo da Aquileia per recarmi al mare, per me è un’emozione! Il Foro, la Basilica con il suo campanile simbolo “vivente” della friulanità. C’è una canzone in “lingua madre”che dice: “Contadino che ari i campi di Aquileia fermati un momento! Fermati e pensa alla storia che è passata da qui, alla grandezza di questa città, alla sua maestosa bellezza! Onorala per sempre”.

Palmanova poi è davvero un “gioiellino”, una città fortezza a forma di stella perfettamente conservata, monumento nazionale dal 1960. La sua storia è fatta, anche per lei, di tutto un prendi e molla: veneziani, francesi, austriaci! Però nulla hanno potuto contro l’innegabile fascino della sua perfetta bellezza geometrica: 7 km di mura mirabilmente conservate e mantenute in modo encomiabile dall’amministrazione.

Io abito a 8 km da Cividale: è un posto magico!

Forse capitale dei Celti un tempo, fu fondata da Cesare come Forum Julii nel 50 a.c. Poco dopo il passaggio di Attila che rase al suolo Aquileia, Cividale subì l’invasione di re Alboino che la fece capitale del primo Ducato Longobardo d’Italia ed il Tempietto rimane una poetica e delicatissima testimonianza di questo periodo.

Ovviamente le scorrerie di tutti, ma proprio tutti i popoli barbari e non, l’hanno via via indebolita senza però nulla togliere al suo carattere concreto di città di confine: molto bello il Natisone che scorre incassato fra le rocce e il Ponte del Diavolo che ne unisce le sponde.

Credetemi, di sicuro ci saranno posti bellissimi da vedere!

Da parte mia accompagnerò mio marito alla sua prima maratona! Ci metteremo una vita forse,

ma che importa? Il bello è ESSERCI.

Ci vediamo il primo aprile.

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