Lunedì mattina. Il Bradipo si sveglia (piano, ovviamente)
Buongiorno a tutti. Anche oggi è lunedì, ma è un lunedì diverso: ho la sabbia nelle scarpe e un nodo alla gola. Il weekend a Pescara ci ha lasciato due belle pagine, una dietro l’altra, e io ho ancora il cuore lì.
Sabato, le 8 ore sulla sabbia. Un’idea del mitico Massimo Faleo, vicepresidente del Club Supermarathon, che l’ha inventata e diretta insieme ad Alessandro e, dove è servito, a Barby C’è: un direttivo attivo, che si rimbocca le maniche. È stata un’edizione da record, di iscritti e di arrivati: 60 al via e 50 al traguardo. Otto ore di vento, di caldo e di sabbia ovunque. Sì, anche lì. Un ristoro semplice ma sufficiente, tanti curiosi a guardarci e una giornata che ha aiutato tutti. Poi c’è Barby. Quando ha capito che poteva arrivare prima di categoria, ha messo il coltello tra i denti e si è messa a correre ancora più veloce del vento che soffiava. Ha chiuso le sue 8 ore sulla sabbia con un sorriso da mozzare il fiato. E il bello doveva ancora venire.
Le classifiche? Questa volta non scrivo né nomi, né tempi, né posizioni. Conosco bene quasi tutti gli atleti, ma non ricordo con precisione chi è arrivato dove e con quale tempo, e se dovessi andare a controllare uno per uno questo racconto diventerebbe un bollettino. Le classifiche ufficiali sono lì, complete e precise. Qui preferisco raccontare le facce, che nessuna tabella riesce a mettere in fila.
Domenica, la Maratona di Pescara. Ma la doppietta, all’inizio, non era nei piani. Barby non ci pensava proprio. È stato il mitico Luca Gelati a convincerla, mercoledì scorso, a fare anche la maratona. E si sa come vanno queste cose: un pensiero tira l’altro, e poi arriva lui, il maledetto tempo, quel pensiero fisso che ogni maratoneta conosce, “e se non ce la faccio in tempo?”. A togliere anche quel dubbio ci ha pensato Alberico, l’organizzatore della manifestazione: “Non ti preoccupare, aspettiamo tutti, ma apriamo il traffico.” E lei si è convinta.
Che bello sapere che ci sono ancora organizzazioni che onorano lo spirito della maratona invece di ostacolarlo. Grazie Alberico, sei un grande!!! 👏
E così, domenica, tra rettilinei lunghissimi e giri di boa a ripetizione, centinaia di atleti si sono sparsi su quattro distanze: la 10 km, la 21, la 42 e, quest’anno, una novità, la 32 km, inserita come terzo traguardo e ben popolata. Un caldo autunnale inaspettato che a qualcuno ha dato una mano e a qualcun altro l’ha tolta. Pacco gara ricco, premi belli, sorrisi ovunque. E poi la doppietta: Barby C’è, il giorno dopo, è arrivata ancora prima di categoria, insieme al mitico Ferdinando Gambelli. Due giorni, due gare, due sorrisi larghi così. Con la sabbia ancora nelle scarpe e quel coltello ancora tra i denti.
Il cronometro lo dirigeva il mitico Graziano, con l’aiuto di Alessandro. Di secondi ne hanno contati tanti, ma a fine giornata ricordano soprattutto gli abbracci. Perché alla fine è questo che resta. Non i tempi e non le posizioni: restano le persone. Quelle che partono, quelle che arrivano, quelle che aspettano e quelle che si commuovono davanti a un telefono alle sei del mattino. Come me adesso.
Grazie a Massimo, ad Alberico, a Luca, a Graziano, a Barby, a Gambelli, a tutti gli atleti e a tutta l’organizzazione. Una manifestazione fatta bene, con tanti sorrisi e tanto, tanto cuore.
Ora vado a svuotare le scarpe. Ci vorrà un po’.
Buon lunedì a tutti. Piano, ma con il cuore.
Alessandro


