Un’edizione dei record la 44^ Spartathlon 2026

Fonte IUTA Italia

13 gli italiani finisher: in evidenza le debuttanti Bergamasco e Oggero

La 44^ Spartathlon si è svolta il 26 e 27 settembre 2026 sul tradizionale percorso greco lungo circa 246 km (D+ 2.600 m) da Atene a Sparta con tempo massimo di 36 ore. Descritta come la gara più difficile al mondo, lo Spartathlon si corre su strade di campagna e sentieri, attraversando vigneti e uliveti, scala pendii ripidi e la più impegnativa di tutte, con un saliscendi dal monte Partenio (monte della Vergine), ricoperto di rocce e cespugli, su cui si sostiene che il leggendario Fidippide abbia incontrato il dio Pan.

Quest’anno la prova ‘bagnata’ dalla pioggia è stata vinta dall’ungherese Tamás Bódis in 19h40’51” alla media di 12,499 km/h e dalla greca Despoina Simantrakou in 24h45’43”. Bódis ha realizzato la migliore prestazione maschile del percorso, mentre quella femminile rimane della statunitense Jacquelyn Camille Herron con 22h35’31” (2023). Bódis aveva già vinto nel 2022 in 23h28’37”, quindi quest’anno si è migliorato notevolmente. Registrati 403 partecipanti tra cui 19 italiani e 278 finisher (218 uomini e 60 donne), che rappresenta il record della manifestazione, che risaliva al 2017, quando erano stati invece 265; gli italiani al traguardo sono stati 13 (10 uomini e 3 donne):

La ‘pimpante’ veneta Elsie Cargniel Bergamasco (ASD Bergamo Stars Atletica) ha corso alla media di 7,925 km/h seguita dalla sua affidabile crew, Pier Giuseppe Monegato (Running Saronno), con il quale il weekend precedente aveva condiviso a Verona la 32^ Lupatotissima di 24 ore, vinta con 184.677 km. Abbiamo rivolto alcune domande a Elsie, di professione avvocato, 42 anni e all’attivo 39 ultramaratone, per comprendere come ha vissuto quest’esperienza agonistica senza dubbio straordinaria per diversi aspetti.

Come è andata la 44^ Spartathlon? È andata meglio del previsto anche in ragione del meteo non favorevole.

Soddisfatta della prestazione? Ritengo possa essere migliorata ma sono molto felice per le sensazioni che ho avvertito durante la corsa.

Nei 246 km del percorso quali punti erano più difficili e pericolosi? Senza dubbio la salita e la discesa al monte Partenio, resa maggiormente insidiosa dalla pioggia costante.

Cosa hai assunto in gara? Cibi solidi e abbondanti liquidi (frutta secca, cioccolata, formaggio, miele).

Ci sono stati momenti in cui hai pensato di non riuscire ad arrivare al traguardo? Le lunghe distanze di per sé non consentono una certezza di poterle portare a termine; tuttavia ero adeguatamente motivata per realizzarlo.

Spiega l’importanza della crew? La crew che mi ha accompagnato è stata fondamentale nel farmi sentire sempre al sicuro e priva di imprevisti, il che ha permesso di poter correre serena. 

Quali abilità bisogna possedere per essere finisher in gare impegnative come questa greca? Penso resistenza e perseveranza, unite alla curiosità.

Quali partecipanti hai apprezzato? Tutti i compagni di squadra italiani sono stati ottimi compagni di ‘viaggio’; ma non solo, anche tanti partecipanti stranieri con cui si sono condivisi tratti del percorso.

Soddisfatta dell’organizzazione? L’impegno di un’organizzazione non posso neanche immaginarlo, pertanto sì. Spettacolari sono stati anche i volontari incontrati lungo il percorso.

Le condizioni meteo hanno influito nella tua performance? La pioggia continua ha inciso negativamente sulle calzature e il piede costantemente inzuppato, da subito ha presentato vesciche importanti che, in condizioni diverse, non si avrebbero avute. La salita al monte Partenio è stata resa maggiormente insidiosa, tuttavia il meteo piovoso ha evitato i problemi derivanti dal gran caldo.

Quale tipologia di gara ritieni più idonea alle tue caratteristiche atletiche e personali? Da atleta dilettante ritengo idonee le gare di resistenza e non quelle di velocità.

Prossimi obiettivi? Preferisco evitare progetti a lungo termine e organizzare gli impegni del breve periodo, così vedrò più in là a quali eventi partecipare.

Simona Oggero (Club Super Marathon Italia) ha partecipato per la prima volta alla Spartathlon e si è onorevolmente classificata tra i primi 100 e al 16° posto tra le donne. Simona, che il 3 ottobre compirà 51 anni, coniugata con Paolo Francesco Gino, presidente del CSMI, negli ultimi anni si è distinta nelle ultramaratone italiane, riuscendo a partecipare a ben 56 gare in appena 4 anni di attività agonistica, iniziata per superare problemi di salute, collezionando vittorie in gare impegnative e titoli di campione italiano di specialità di ultramaratona. Ecco le sue impressioni post-gara.

Com’è andata la gara? La gara è andata molto bene!

Soddisfatto del tuo tempo e piazzamento in classifica? Sì, sono soddisfatta del mio tempo e del posto in classifica.

Difficile il percorso? Il percorso non l’ho trovato particolarmente difficile, essendo abituata a percorrere trail con svariati e importanti dislivelli oltre che con terreni difficili.

Le condizioni meteorologiche sono state favorevoli o meno? Per quanto mi riguarda, le condizioni meteorologiche sono state favorevoli, caratterizzate da pioggia e vento, che comunque non hanno creato problemi nel proseguimento della prova.

Cosa hai assunto in gara? In gara ho assunto una barretta energetica e ciò che ho trovato ai ristori, per lo più snack salati.

Nei prossimi anni parteciperai alla medesima manifestazione? Non so se parteciperò alle prossime edizioni.

Cosa dovrà essere migliorato nell’organizzazione? Quali le maggiori criticità?  Ho trovato attenzione all’accoglienza degli atleti, un’ottima e precisa organizzazione; nessuna criticità.

Quale episodio in particolare ricordi? Non ho in mente un episodio particolare; mi ha colpito il tifo e gli applausi rivolti ai partecipanti, dall’inizio alla fine, da parte della popolazione greca.

Cosa hai pensato in gara? In gara pensavo solamente a correre da Atene a Sparta!

Come hai preparato la gara? Durante l’estate ho partecipato a varie gare come le due settimane dal 1° al 14° agosto sul Lago d’Orta, che mi hanno permesso di accumulare chilometri. Poi in gara ho solamente ascoltato il cuore e la testa; ho assecondato le mie gambe, correndo per divertirmi, il resto è venuto da sé!

Che impressione hai avuto del panorama mondiale di ultramaratona? Il panorama mondiale dell’ultramaratona è assai variegato, come d’altronde ci si deve aspettare: s’incontrano atleti provenienti da altri Paesi, caratterizzati da culture diverse, quindi si approccia un interscambio di pensieri e opinioni, che altrimenti non avresti con i tuoi connazionali. Culture, colori e tradizioni s’incontrano per raggiungere un medesimo obiettivo.

L’atleta che più ti ha colpito in positivo? Tutti!

Che impressioni hai avuto della nazione ospitante? La nazione ospitante, ormai sicura del successo della ‘sua manifestazione’ ha dimostrato di essere all’altezza delle numerose aspettative di atleti e accompagnatori. Precisione, disponibilità, serietà, accoglienza hanno caratterizzato ogni chilometro prima, durante e dopo la gara.

Prossimi obiettivi? Devo ancora decidere!

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