1^ 6 Ore del Mare – Castellaneta Marina (TA), 17/01/2015

Di norma, nel recensire fatti, personaggi, si può seguire una duplice chiave di lettura: descrizione succinta dei pregi, dilungandosi sulle negatività oppure l’inverso. Scelgo di dissertare sull’unico punto dolente: il cronometraggio, “sputando il rospo”.

Ufficialmente comunicato, ogni giro lungo 2 km; dopo circa tre ore di gara, “il dicitore” al supporto telematico, parla di 1.800 metri, dopo 1.750, dopo ancora 1.700. Naturalmente comunicando, in successione, un diverso numero di giri per completare 21 km, 30 km. In incognito, al momento, i giri occorrenti alla maratona: prima 25, poi, forse 24.

Intanto ci si avvia alle 4 ore di gara. Insomma: “mo fascimu a muzzu“. Intorno alle 4 ore e trenta, al passaggio, guardo la lavagna, non compare il mio nome. Per tre giri, niente. Lo comunico “ai digitanti”; al giro successivo mi cambiano lo strumento segnaletico (chiamato chip in termine esterofilo). Mi assicurano che la lavagna non è stata aggiornata, la classifica finale sarà comprensiva del mio nome. Miracolo! Alle 5 ore e 30, qualcuno declama al microfono nominativi e km percorsi, leggendo sulla lavagna: Carignani Vito, sarei Io, percorsi 29 km. Provo ad interloquire, risposta: “Così sta scritto, così ho letto“, a mo… di Charlton Heston – Mosè – i Dieci Comandamenti di Cecil B. De Mille.

Lascio pensare ciò che si prova nel sentire 29 km, dopo aver percorso oltre 45 sino alla fine. Appena terminato, mi sono rivestito, 25 minuti dopo già in macchina, con moglie e figlia, di ritorno a Lequile di Lecce. Non ho guardato la classifica finale. Il mio cronometraggio “mentale” conta oltre 45 km percorsi. Per difetto, ne comunicherò 45 km all’annuario del Club. La distanza in assoluto, anche senza supporto tecnologico, è il rapporto tra spazio/tempo. Sarebbe stato dovere professionale dei cronometristi accertare, prima dell’inizio, la lunghezza precisa di ogni giro, non…. 2.000, 1.800, 1.750 metri, recitando a soggetto, mancando di rispetto agli atleti. Soprattutto essendo in gara anche diversamente abili accompagnati da atleti guida. Non conosco, non intendo conoscere la denominazione della ditta che ha curato il cronometraggio. Quel che avevo da dire l’ho detto.

Passo all’organizzazione vera e propria della manifestazione. Bastano 30 secondi per farsi un’idea di persona mai conosciuta. La prima impressione, generalmente, anche se con margine di rettifica, ti porta ad un approccio definito con l’interlocutore. Due parole scambiate con Julius Iannitti, in piena bagarre pre gara, mi hanno fatto intravedere doti di: gentilezza, umiltà, educazione, sensibilità verso il prossimo di Julius. Ho chiesto come contribuire all’acquisto del defibrillatore per la scuola di Castellaneta. Si può fare volontariato, contemporaneamente, in Africa e tra “le mura domestiche”, senza pubblicità , ostentazione. Bravo Julius !

Dar vita ad una 6 ore, oggi, è un azzardo. La personalità di Julius, con annessa rete di conoscenze nel settore podistico, ha reso possibile l’evento ed il suo successo. Presenti circa 250 atleti tra 21, 30 km, maratona, con quasi cento che hanno concluso la 6 ore. A riprova, basta considerare la presenza di ben 17 atleti, d’ambo i sessi, della Podistica Amatori Corigliano D’ Otranto, assistiti dal loro presidente per tutte le sei ore.

Splendido il percorso lungo mare, ristoro assortito/tecnico, pasta party prima della gara, esteso anche agli accompagnatori. Premiazioni e convivio dopo la gara nell’auditorium, ubicato nel cuore della marina, in ambiente naturale, paesaggistico di rara bellezza. Un suggerimento a Julius: alla prossima edizione, un controllo al tornante lato sud del percorso. E’ noto l’Italia essere un paese di santi, navigatori e…. provetti “ tagliatori”.

Malgrado il periodo stagionale, cordiale, carica di umanità degli abitanti del posto. Basta pensare che per gran parte della gara, mia moglie ha avuto la possibilità di dialogare con altre signore presenti, conosciute all’istante. Mi auguro che la programmata maratona della domenica, 18 gennaio, abbia avuto regolare buon esito, naturalmente con auto cronometraggio “mentale“ degli amici partecipanti. Da parte mia, un caro saluto a Julius, spero di esserci alla prossima edizione, considerato il mio naturale limite di età.

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