1^ Artimino Ultramarathon. Il Duca sulla collina. Divertimento a quattro mani

02 bellinUna bella mattina di Primavera di 422 anni dopo, Samuel Bellin il Gran Duca De Podisti a caccia di uno dei suoi tanti colpi di genio pensò che un tracciato di una corsa che passasse nella Villa di Artimino non avrebbe avuto paragoni in tutto il mondo. E così nacque la 1^ Artimino Ultramarathon. Per i pochi che non lo conoscono, Samuel Bellin, che porta il nome di un famoso incisore Inglese, è l’organizzatore di parecchie gare con la Pontorno Runnig e il creatore della Otto Ore del Campano che quest’anno si correrà il 30 settembre.

partenza lauraOre 10,00. Laura. Eccomi alla scoperta di questo nuovo percorso uscito dal cappello a cilindro del poliedrico Samuel Bellin. Un circuito di 5,2 km per un dislivello di 1.600 metri. Le sue gare, si sa, sono più uniche che rare, per gli splendide luoghi in cui vengono tracciate e le insolite asperità che i podisti devono affrontare. Ci vuole l’amatore: non quello del Garmin, delle ripetute, delle tre maratone all’anno, ma quello a cui piace scoprire nuove emozioni a bordo delle sue scarpe-caravelle. Parto, come sempre, in fondo al gruppone. Paolo invece scatta a razzo, ma me lo ritrovo incagliato sull’erto pendio erboso che risale verso la villa nel chilometro e mezzo della parte finale del percorso. Calcolo che di questo passo lo dovrei riagguantare nuovamente al quarto giro ma è scomparso ….. non lo incontrerò più.

03 via 1 2Ore 10,01. Paolo. VIA ALLA GARA. La manifestazione alla sua prima edizione ha lasciato a tutti meravigliose sensazioni e uno stupefacente ricordo. 180 i partecipanti alle varie distanze, 8 ore, Maratona, Mezza e 10 km.  Pochi ma buoni i partecipanti alle numerose e ghiotte manifestazioni culturali di contorno. Panoramico il percorso, attraverso il vecchio borgo e le vigne. Percorso assai duro. Un giro di 5 km e 200 m con dislivello positivo di circa 200 m, l’agognata tacca della Maratona è al termine di 8 giri con 1600 m di dislivello. Artimino non è un Paese per vecchie ciabatte, ed infatti dopo tre giri son sciopà.

06 programmaOre 13,00. Paolo. BENESSERE. Mentre gli ardimentosi runners infilzano gli scoscesi anelli che li fan passare per il ristoro nella misteriosa cruna dell’androne al piano terra della Villa Medicea, riposte le mie ambizioni podistiche, ripiego su un più blando ma non meno emozionante pomeriggio culturale. Al Piano Nobile della “Ferdinanda” la società Artimino SPA, che gestisce il Complesso dal 2013 tutelato dall’Unesco, organizza la “Giornata del Benessere”. Con solo 10 euro divento parte in un sol momento delle Bellezze Medicee e di tutto il patrimonio enogastronomico, musicale, artistico figurativo proposto nel ricco programma: Ore 14 Zen Pilates, ore 14,45 Stage di Danza, ore 15 Visita guidata della Villa Medicea, ore 15,30 Laboratorio Erboristico, ore 16,00 Cooking Show, ore 16,30 Bagno di Gong, ore 17,00 Concerto di Pianoforte Planet Show. Vi sono inoltre una decina di espositori dei prodotti locali: vino, olio, miele, incenso, birra ..…

05 corsaOre 14,00. Paolo. LO ZEN E LA FELICITA’. Il cielo si rabbuia e scende qualche raffica di vento. Guardo dai finestroni della Villa passare senza alcun rimorso i tanti amici del cuore. Lo sguardo li segue fin che spariscono al fondo alla salita del Borgo di Artimino. Potevo essere là ..… ma son qui sdraiato a terra su questo antico cotto della Villa Medicea e guardo gli affreschi sul soffitto pittati 400 anni or sono dal Passignano. Son proprio sotto un tondo, che rappresenta una delle tante virtù affrescate. Nel tondo una bella fanciulla dalle chiome adorne di fiori, con una cesta di frutti e lo sguardo sognante. 07 lo zen e la felicità E’ appena cominciata la lezione di Zen Pilates. Brigitte l’insegnante Francese sussurra che ogni streching comincia dagli occhi e dai muscoli facciali. Respirate piano. Guardate su. Lascio che la mascella e le guance si sciolgano sul cotto del pavimento. Ora i miei occhi rilassati vedono oltre ..… una minuscola scritta emerge alla base del tondo. Sì, è una scritta nera semplice e maiuscola, sottile e precisa, effimera e necessaria, volatile ma nitida: FELICITA’. Il pavimento è freddo ma pulito, son sempre qui sdraiato. Ad ogni respiro, dei brividi vibrano nella schiena e sento i passi dei Duchi e i cavalieri che lo han solcato. La “erre” Francese di Brigitte scalda i brividi in “b..ividi”. Qui a dieci centimetri da terra la mente perde ogni sintonia con il corpo abbandonato a respirare da solo più giù, resto concentrato su quello che sta accadendo mentre ascolto i brividi e le vibrazioni che salgono dalla terra. Mi immagino di correre con gli amici che passano sconvolti al piano di sotto. Le gambe mimano il movimento senza acquisirne la coscienza e con un ben preciso ricordo ripercorro i 5,2 km del percorso comodamente sdraiato a terra spingendo in salita e frenando in discesa. Suggestione delle attività della mente ..… sento anche il chip suonare.

08 BaccoOre 14,45. Paolo. BACCANALE. Le stanze della villa si colorano delle musiche di Mozart, Cajkovskij, Ravel ..… Tutto risuona dei passi dei giovani danzatori della Effe danza di Empoli che rallegrano la compagnia ridando un tono celebrativo al Salone delle Feste nell’ala ovest. Tanti ballerini giovani e giovanissimi. Un ragazzo compie evoluzioni acrobatiche. Il saggio andrà avanti parecchio trasformandosi pian piano in una festa, scendendo in pista anche genitori e insegnanti. Un piccolo baccanale. Sarebbe contento il Caravaggio il cui famosissimo quadro Bacco fu appeso in queste stanze per anni ed ora è invece visibile agli Uffizi.

salitaOre 15:00. Laura. Il percorso mantiene tutte le sue promesse, con il passaggio attraverso il borgo di Artimino, sapientemente costruito in cima ad un cucuzzolo e fortificato da mura di pregevole fattura, con l’imponente porta principale. Sopra la porta, un orologio accanto al quale sono visibili le antiche impalcature e le scale di legno usate per la manutenzione. Purtroppo il meccanismo è rotto. La lancetta dei minuti è fissa sulle 11:00 e quella delle ore è mozza e inutile. Sembra ricordarci l’inconsistenza dei nostri progetti e aspettative. Durante le otto ore delle nostre fatiche l’orologio resterà immobile, come l’universo al cospetto dei moti di rivoluzione della terra. Il selciato è fatto di grandi pietre levigate che conducono a una fontana ottocentesca nella quale mi rinfresco ad ogni giro. Fortunatamente il cielo è coperto e la temperatura ideale. Raggiunto il punto più alto del paese, inizia una precipitosa discesa attraverso un uliveto dove i concorrenti sfrecciano come razzi mentre io saltabecco come un papero sperando che finisca il prima possibile.

10 villa 1Ore 15:10. Paolo. VISITA GUIDATA DELLA VILLA. Uno sparuto gruppo segue la Guida attraverso le tante stanze ormai spoglie ed adibite su prenotazione a Catering e convegni. Corridoi, vestiboli e scale risuonano ormai vuote da anni anche se la piccola comunità del Benessere assiepata qui oggi tenta di dargli calore. La Villa fu costruita in soli 4 anni alla fine del Seicento per capriccio del Granduca di Toscana Ferdinando de Medici. Ramo cadetto della Famiglia destinato a fare il Cardinale a Roma e tornato in fretta e furia a Firenze alla morte del fratello Francesco. Una nuova illuminata carriera lo attendeva. Si spretò e sposò per ragioni di stato Caterina di Lorena. Una festa memorabile il loro matrimonio per la quale fu scritta anche una famosa Commedia “la Pellegrina” inframmezzata da sei Intermezzi Musicali della Camerata dei Bardi, che furono i più ricchi e spettacolari di tutto il Rinascimento. 09 villa 2La villa fu progettata dal Bontalenti che ormai anziano e gottoso non ce la faceva a salire fin quassù e sovraintese tutto da Firenze. Era la residenza favorita di Ferdinando per il periodo estivo e il piano nobile fu fatto decorare ad affresco dal Passignano e Poccetti. Il Duca veniva a qui a cacciare. Fu creato il Grande Barco Reale, una enorme riserva di caccia recintata da un alto muro che correva per circa 50 km e che aveva come punto di riferimento e baricentro proprio la villa di Artimino che dominava tutta la Valle dell’Arno. 11 lunette 17 ville 1 Da qui il Duca aveva la percezione visiva dell’intero granducato, per questo Ferdinando commissionò al pittore fiammingo Giusto Utens una serie di 17 lunette con delle altrettante ville medicee di sua proprietà da collocare in un apposito salone detto appunto “delle Ville”; disperse nel Novecento oggi sono finite in un Museo di Firenze. Certo che a girarle tutte ci volevano 17 weekend e solo per andarci ad alcune come quella di Serravezza in Versilia ci voleva più di un giorno di carrozza: dura la Vita dei Duchi. La Ferdinanda è chiamata anche la villa dei 100 camini per l’inconfondibile sagoma coronata dai numerosi camini e comignoli quasi tutti diversi e disegnati in modo originale.

12 cucine paridisiacheOre 16:00. Paolo. CUCINE PARADISIACHE. Per sopire i languori, ecco il Cooking Show curato da Michela Bottasso executive chef del Ristorante della Villa che si chiama Biagio Pignatta, nome azzeccato appartenuto al primo Maggiordomo del Duca. La affianca una nutrizionista Monica Giovacchini che illustra le proprietà dei vari ingredienti e come si fondono e reagiscono. I cibi preparati e fatti assaggiare sono piatti classici rivisitati e preparati con prodotti che vengono direttamente dalla Fattoria di Artimino e da un orto specifico di 5.000 m2. La chef coadiuvata da due aiutanti portoghesi impartisce secchi ordini in inglese, mentre prepara tre piatti squisiti che ci fa assaggiare. Il soffritto del risotto alle erbe e il vapore del Baccalà danno un buon profumo alla enorme stanza ad Ovest. Ad Artimino ci son altri tre ristoranti famosi: Delfina, Cantina del Redi, e la Bottega Peruzzi in cima alla salita che i podisti affrontano e che li lascia storditi di un proibito appetito. Proprio qui ci rifaremo alla sera ..…

13 concertoOre 17:00. Paolo. CONCERTO. Dopo un esibizione di suonatori Gong, è la volta di Alessandro Pelagatti che si esibisce in uno strano concerto per pianoforte, molto didascalico con pezzi di sua composizione, chiamato Planet Soul. In pratica, per ogni Pianeta del sistema solare più luna sole e satelliti di Urano, ha composto un pezzo trascinante di circa 5 minuti. L’artista presenta il pezzo, cambia le luci in sala e fa partire un filmato del Pianeta in questione sul grande schermo. Ne scaturisce un ensemble vivace ed interessantissimo che produce l’illusione di uscire dalla stratosfera passando dagli affreschi delle volte e visitando gli angoli più suggestivi del sistema solare.

orologioOre 17.50. Laura. Ad ogni giro supero il tratto fangoso dove Elisabetta Franceschelli si è stata ferita da un lungo chiodo arrugginito conficcatosi nella pianta del piede che l’ha costretta al ricovero ospedaliero già dal primo giro. A lei i miei auguri. Raggiunto il punto più basso, si attraversa il ponte sopra un ruscello che mi allieta con il suo mormorio e prelude alla salita impegnativa per pendenza e lunghezza che si protrae fino alla fine del circuito. Dalle finestre del castello Paolo, come scoprirò in seguito, osserva gli atleti che corrono verso il ben fornito ristoro belliniano dove ho la sorpresa di riassaporare la spuma. Vi ricordate la spuma? Quando ero giovane bevevo solo quella!! Un bicchiere 100 lire. Finito il meritato riposo, si esce dalla Villa passando sul tappeto del chip per rigettarsi a capofitto verso un nuovo giro. Le emozioni sono tante, la principale è il senso di libertà di correre in una natura umanizzata dal lavoro di secoli, tra l’erba alta, i fiori primaverili e il vento profumato. Una bellissima gara dura e appagante. Emozionanti anche gli ultimi giri corti in cui si è corso tra due ali di figuranti e tamburi, belle dame, paggi e gran duchi. Per chi se l’è persa, consiglio di riagguantarla l’anno prossimo. L’orologio segnerà ancora la stessa ora improbabile con le sue lancette spezzate.

Ore 18:00. Paolo. GRAN FINALE. Arriva Laura dispiaciuta che sia già finita e gli amici delle 8 ore che hanno faticato tanto mentre io mi sollazzavo fra affreschi e risotti, zen, gong e pianisti. Il gruppo storico di Carmignano fa risuonare le trombe e i tamburi per accogliere i coraggiosi podisti. Fra gli altri, il MEMEDESIMO Morellino Massimiliano da Fucecchio, che si trasfigura nella gioia del coronamento del 450esimo traguardo. Premi per tutti e appuntamento al 18 marzo 2018 per una nuova magica giornata. Dall’alto della Scalinata il Duca osserva silenzioso tutti gli astanti, podisti e lacchè, chissà se dopo 422 anni potesse parlare ..…

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14 finale duca 1 

Divertimento a quattro mani

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