Qualcuno dice che è l’ombelico d’Italia e il percorso a gran boucle, grande ricciolo, ci ha fatto gravitare attorno a questo epicentro con tre giri sempre più larghi. Epicentro il famoso bellissimo campo di atletica dei meeting internazionali, per un giorno prestato ai nostri piedi profani. Non sapevo nulla di Rieti ma la dotta compagnia di Michele Rizzitelli mi ha illuminato lungo strada quasi su tutto.
Abbiamo stabilito il record mondiale di doppietta. Il giorno primo con Pino Tundo e Piero Ancora abbiam corso alla Maratona del Beaujolais a nord di Lione in Francia. Con un trasferimento notturno di 14 ore senza mai fermarsi, siam giunti un’ora prima della partenza a Rieti. 1.100 km durante i quali abbiam recuperato anche l’amata Baronessa Giovanna Carla Gavazzeni Viendcàrobi. Siamo arrivati dopo l’alba passando piano piano sopra le cascate delle Marmore. E vai e vai, finalmente siam arrivati a Rieti. Non sapevo proprio che fosse là sopra. L’unica cosa che mi ero ripromesso era di vedere i luoghi natali di Lucio Battisti.
Lucio Battisti è nato a Poggio Bustone, un paese di collina proprio sopra di Rieti, un giorno dopo Dalla, il 5 marzo 1943. L’abbiamo visto da lontano correndo, ma finito tutto è stato d’obbligo farci un salto. La casa si trova in via Roma al numero 40: oggi, vista l’affluenza dei curiosi, una scala appositamente costruita permette di osservare da vicino il balcone dove da giovane suonava la chitarra. Riguardo alla primissima infanzia nel paese natale si sa ben poco, e le rare testimonianze raccontano di un bambino tranquillo, abbastanza chiuso e grassottello. La famiglia era normalissima: mamma Dea casalinga, papà Alfiero impiegato alle imposte di consumo e la sorella di tre anni più giovane Albarita. Come tutti i Poiani, gli abitanti di Poggio Bustone, anche i componenti della famiglia Battisti hanno nomi abbastanza inusuali. A Poggio Bustone, comunque, il cognome Battisti è molto diffuso, non a caso mamma Dea si chiamava Battisti anche da nubile. Nel 1947 la famiglia Battisti si trasferisce a Vasche di Castel Sant’Angelo vicino a Rieti e tre anni più tardi a Roma; durante le varie vacanze estive, però, Poggio Bustone rimane una meta fissa. Ci sono statue e foto di Lucio dappertutto; c’è un parco dal nome evocativo “i giardini di marzo”. E’ stato un momento magico. Bello pensare che magari quella dolce armonia fosse nata qui.
Evento topico della giornata, il Cinquecentisimo dell’Illuminato Illustrissimo Super Mario Ferri che, dopo cotanto risultato come da tempo promesso, ha deciso di seguire le orme del mitico Hartmann Stampfer occupandosi solo di primizie e verginelle. Una strana ombra attraversava il Grande SuperMario Ferri. La tristezza del vincitore. Alla fine della giornata, mentre il tramonto calava su Rieti come un Napoleone a Wagram, lasciava il campo di battaglia sapendo che quella sarebbe stata l’ultima vittoria. Un velo di nostalgica tristezza lo adombrava mentre Mariolino Liccardi decantava i versi lasciati in memoria del memorabile giorno dal grande Pietro Alberto Fusari, il suo tanto amato Albertuccio:
500
Tanto ancora mi stupisci
Non come uccel di bosco
Ma per l’abbandono della Mitsubishi,
Che ti portava come il vento,
Tradita pe runa Cinquecento.
L’augurio è che tu possa navigar lontano
Mirando in avanti con lo sguardo.
Sicuramente andrai molto più piano
Per tagliar la linea del traguardo.
Finora ti sei fatto abbastanza onore
Meritando una medaglia al valore
(Albertuccio 23/11/2014)
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