1° Ultramaratona delle Fiabe a Rapone : la mia personale lotta contro lo Scazzamauriedd

L’idea della denominazione “Ultramaratona delle Fiabe” deriva dalle tradizioni popolari che raccontano di misteriosi e fantastici personaggi che si aggirano in questi luoghi; la stessa città di Rapone è definita ”il paese delle fiabe”. Il simbolo di questa prima edizione, rappresentato sulla medaglia e sulla canotta del pacco gara, é lo “Scazzamauriedd” un piccolo gnomo dal grande cappello rosso e possessore di un enorme tesoro di monete d’oro.

Arrivati a Rapone l’organizzazione si rivela subito efficiente con blocco del traffico e indirizzandoci verso i parcheggi. Al ritiro pettorali ci consigliano di andare in piazza per un innovativo colazione-party. Arrivato in piazza una foto con i simpatici bambini vestiti da Scazzamauriedd e poi mi tuffo nel “paradiso dei golosi”, una distesa infinita di dolci, specialmente crostate, ne trovo di tutti i colori, tante varietà di marmellate; gli amici provano a trattenermi, ma io evito la presa e ne faccio una bella abbuffata; credo di aver mangiato una decina di pezzi che poi per tutta la gara piangerò con lacrime da coccodrillo.

003Alle 10:00 il sindaco dà lo start alla competizione; per l’ultramaratona si corrono 15 giri da 2,9 km per un totale di 43,5 km, si corre anche una gara di 23,2 km. Si inizia dal centro storico; prima parte in discesa ed un paio di tratti impegnativi perchè discese ripide in corrispondenza di curve strette, si continua ai margini del paese con un tratto in falsopiano, poi si corre su ciclabile con parte finale in salita, difficile già dai primi giri e mortifera a fine gara, segue la zona ristoro, ristoro non solo per la pancia ma anche per i muscoli affaticati dalla salita ed infine lungo il corso principale si ritorna al punto di partenza. Riassumendo, un percorso molto tecnico ed impegnativo non adatto ad ottenere buone prestazioni cronometriche, ma apprezzabile dal punto di vista paesaggistico, che offre passaggi in punti caratteristici del paese e numerosi punti da cui godere dei verdi panorami collinari circostanti. Da sottolineare la completa chiusura al traffico.

Avevo preventivato, in modo ottimistico, di correre mediamente ogni giro in 20 minuti, per un totale di 5 ore, partendo un po’ più veloce e proseguendo con un naturale rallentamento, ma dopo aver corso il primo giro mi rendo conto che sarebbe stato difficile terminare la gara nel tempo prefissato. Il percorso impegnativo, la mia condizione atletica tutt’altro che ottimale e soprattutto una strana sensazione di pesantezza allo stomaco ed un insolito affanno determineranno una gara tutta in “salita”.

002Riflettendo sul mio stato, ripenso ai racconti popolari sullo Scazzamauriedd ed ho come una illuminazione rivelatrice: sono preda delle burle di questo personaggio fiabesco. Infatti ci sono diverse storie su questo gnomo. Si racconta che afferrandogli il cappello rosso si possano chiedere le monete d’oro come riscatto. Un’altra storia dice come si diverta a spaventare i bambini golosi ed un’altra ancora racconta come di notte cerchi di soffocare le persone nel sonno posandosi sullo stomaco.

Queste ultime storie calzano a pennello con la mia situazione; bimbo goloso che si é rimpinzato di crostate prima della partenza ed ora si sente soffocare da un enorme peso sullo stomaco. La mia gara prosegue stancamente ed impietosamente i top runner sfecciano al mio fianco doppiandomi ripetutamente. Percorro i primi 3 giri in 54 minuti, nei tratti in cui cammino alcuni amici si intrattengono con me e mi descrivono le bellezze naturalistiche di queste zone: Alessandro Minerva mi racconta della sua visita ai Laghi di Monticchio e Anna Maria Matone, ottima seconda nella classifica assoluta finale, mi descrive le Cascate di San Fede. Dopo 3 ore e 2 minuti ho percorso 9 giri e sul tracciato di gara siamo rimasti solo noi della ultramaratona. Da notare che il vincitore della gara Alberico Di Cecco taglierà il traguardo in 3 ore e 3 minuti. Termino il giro 13 in 4 ore e 35 minuti mentre sento dagli altoparlanti l’inizio delle premiazioni. Gli ultimi due giri li percorrerò quasi completamente al passo e terminerò in 5 ore 27 minuti e 2 secondi.

Giudizio più che positivo sulla gara; ottimo coinvolgimento di tutto il paese, con le signore che hanno preparato i numerosi dolci e lo stesso sindaco presente dallo start fino alle premiazioni. Buono anche il ristoro con varietà di bevande e cibi solidi e a fine gara il consueto pasta-party. Possibilità di usufruire del servizio docce negli spogliatoi del vicino campo sportivo. Il percorso, come già detto impegnativo ma panoramico, ci ha dato modo di apprezzare le bellezze del paese ben curato e degli ambienti naturali circostanti da “fiaba”. Per quanto mi riguarda per il prossimo anno mi riprometto di prepararmi meglio per fronteggiare in modo adeguato lo Scazzamauriedd ed anche tutti gli altri personaggi fantastici delle fiabe di Rapone.

P.S. Come tutte le fiabe anche questa ha la sua morale: é bene fare il carico di carboidrati prima della maratona, ma senza esagerare. Scazzamauriedd docet.

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