10^ Marathon de Beaujolais. Allons Enfants de la Patrie

 

 

 

Allons enfants de la Patrie Avanti, figli della Patria
Le jour de gloire est arrivé! Il giorno della gloria è arrivato!
Contre nous de la tyrannie, Contro di noi della tirannia
L’étendard sanglant est levé (bis) La bandiera insanguinata si è innalzata (bis)
Entendez-vous dans les campagnes Sentite nelle campagne
Mugir ces féroces soldats? Muggire questi feroci soldati?
Ils viennent jusque dans nos (vos) bras Vengono fin nelle nostre (vostre) braccia
Égorger nos (vos) fils, nos (vos) compagnes! A sgozzare i nostri (vostri) figli, le nostre (vostre) compagne!
   
Aux armes, citoyens Alle armi, cittadini
Formez vos bataillons, Formate i vostri battaglioni
Marchons, marchons! (Marchez, marchez!) Marciamo, marciamo! (Marciate, marciate!)
Qu’un sang impur Che un sangue impuro
Abreuve nos sillons! Abbeveri i nostri solchi!

 

002I maratoneti si riuniscono davanti al palco osservando un minuto di silenzio, un silenzio religioso, in un’atmosfera densa di commozione. Il clima è quello tipico della Francia in autunno, la pioggia, il vento freddo e lontani sprazzi di sole. Lo stato d’animo è così: triste a prescindere, con lontani sprazzi di gioia. Ma la gente è calda, come mai si era visto prima. Travestita per un giorno di Festa, ma il ricordo degli amici morti non li abbandona. La bandiera francese “drapeau” tricolore, bleu, blanc, rouge domina su tutto come le parole: libertè, egalitè, fraternitè.

Il nostro drappello di Supermaratoneti giunto fin qui attraverso severi controlli alla frontiera, sapeva che non sarebbe stata la solita festa. Anche la cinquantina di componenti del Club francese Courir le Monde con cui abbiamo cenato la sera prima non aveva voglia di danzare e saltare sopra i tavoli come al solito. Anch’io son membro di questo Club e la mia felicità è stata condividere con loro questo momento particolare.

003Anche il nostro Guru de la Palud (alias Roby Trinelli) ha moderato l’effluvio di Beaujolais Noveau. Il nostro mentore spirituale dall’alto della sua decennale esperienza, ha fatto da moderatore, guida e testimonial ai tanti italiani per la prima volta giunti qui. Da “moderatore” dicevo anche se lo slogan dell’evento è “maratona senza moderazione”.

L’articolo continua con la descrizione didascalica degli anni scorsi, nulla è cambiato tranne l’arrivo che come l’anno scorso ha ben due chilometri di transenne in pieno centro con un tifo incredibile.

“Storia millenaria della viticultura e tradizioni popolari si sono legate da dieci anni ad una manifestazione così diversa ed astemia come la Maratona. Il mito del Beaujolais Nouveau, alimentato da imponenti campagne di advertising, è da tempo arrivato anche nei nostri ristoranti, oltrepassando le Alpi. Dalla mezzanotte dell’altro ieri e cioè il terzo mercoledì di novembre di ogni anno, il Beaujolais Nouveau viene spedito in tutto il mondo, con un rito ormai consolidato. Una data da segnare sul calendario per questi francesi come il Natale e il Ferragosto. E poi via a cinque giorni di festeggiamenti. Siamo a Villefranche sur Saône, 35.000 abitanti, nel dipartimento del Rodano, 100 km a nord di Lione, una delle capitali storiche della contea del Beaujolais. La Maratona arriverà qui dopo aver attraversato 11 villaggi, 19 ristori con vino novello e passaggi in castelli prestigiosi (Courcelles, Pizay, Ravatys …). La partenza avviene a Fleurie alle 10:00, l’arrivo appunto Villefranche sur Saône. Si va in bus a Fleurie.

005Quest’anno non fa un bel caldino, ho rispolverato il costume da Batman per l’occasione ma poi ci ho messo anche il Kway all’ultima salita poiché ha nevicato. Nel Palazzetto si entra a trovar ristoro. E chi esce più? Arrivano tutti. Ci si stringe e riscalda. Un po’ di coffee or tea. Ma ecco che l’orda stinta ed anonima si cambia. Dai bozzoli escono mille colori. Idee e anime cambiano. Comincia una sfilata di costumi, così desueta per noi italiani. Si va da fiori e funghi, a tutti i tipi di animali contenuti nell’Arca, per passare agli Umani frutti della storia, generatori di sogni o di incubi. Dalle fiabe, ai fumetti. Dalla Tv al Cinema. Dal Menestrello alla Rockstar. Prevalgono i cavalieri e le dame. Tanti i Castelli che dovremo visitare. C’è una banda di 20 cavalieri con mago Merlino: Elvis, Blues Brothers, SuperMario, Catwoman, Batman, Hippies, Cavernicoli, Alieni, Suore, Preti, Santi e Diavolacci, Gesù Cristi e anime candide magari con la maglietta del nostro Club. E’ l’apoteosi collettiva del rito del mascheramento. La palestra sembra che sia teatro da molti secoli della magia di questo tempio dell‘eccessivo. Senza che nessuno dica niente, qui ogni anno da tutte quelle borse sgorga una forza rituale. Per una mezz’ora arriva al massimo splendore. Il trucco, il mascheramento, il cambiare sembiante o colore è un processo di trasformazione antropologica, cui trovo i transalpini molto avvezzi.

006Km 0. E via. Sono le 10.00 . Dopo la commozione della Marsigliese. Si parte in discesa. I colori si muovono.

Km 4. Si arriva al Castello di Courcelles. Jean Cocteau avrebbe disegnato la rampa di scale del castello di Courcelles. In questo palazzo, Racine, La Fontaine e Dumas soggiornarono a lungo. Primi assaggi.

Km 10. Attraverso un bel vialone alberato, eccoci, forse, al posto più magico: il Château de Pizay. Ci accolgono magici giganteschi bossi potati a forme geometriche forse da giardinieri alieni, maestri dell’arte Topiaria. Qui bisogna fare attenzione. Si scendono delle scale ripide. Si entra nelle segrete del Castello. Meglio togliere gli occhiali e fotografare in fretta. Tutto si appanna subito. Anche noi, giù in fondo ci aspettano il Blanc de Blanc e il Nouveau. Poi un bel pezzo di formaggio e una banda che suona un walzerino. Fin dal Medioevo, i vini di Château de Pizay affascinarono gli amanti più esigenti del Beaujolais. Nel 1030, per la prima volta, il nome di Pizay apparve nelle carte dell’Abbazia di Cluny. Nel 1070, vi sono notizie di fortificazioni erette dai signori di Pizay. Nel XIV secolo, vi costruirono una torre e 100 stanze con l’aggiunta di un giardino. Nel castello vi è un albergo a 4 stelle con 64 camere, un ristorante da gourmet, posto ideale per scoprire il fascino dei piaceri del Beaujolais, anche per chi le gambe le usa solo per metterle sotto il tavolo. La proprietà si estende per 100 ettari intorno al castello, ove vi sono piantate 50 tipi di viti. Ma usciamo dai sotterranei, attenti alle scale buie, se ce la farete tornate alla maratona….

007Km 14, Chateau de la Terrière. E’ stato costruito in Cercié, nel cuore del centro storico Beaujolais, nel 13° secolo. Di fronte al Mont Brouilly, il castello e le sue vigne si sviluppa verso sud su una collina di porfido, al contrario di altre Brouillys che si trovano su terreni più sabbiosi. Questo è ciò che dà a questo vino un carattere unico. Dal 2003, Henry Plasse, il viticoltore e il suo enologo, Fréderic Maignet, sono riusciti a ottimizzare i vini attraverso un rigoroso controllo delle rese, un vecchio lavoro stile dei suoli e di un grande rinnovamento della cantina. Lo abbiamo assaggiato, non male…

Km 17. Dopo due colline, si arriva al Castello di Ravatys, ai piedi della famosa collina di Brouilly, acquistato da un ingegnere originario della Lorena, Auguste Solet, alla metà del XIX secolo, che aveva fatto fortuna in Algeria, dove aveva costruito i viadotti della linea ferroviaria Algeri-Costantine. Le sue mura divennero un ospedale militare, durante la guerra del 1914-1918, che ha ospitato 400 feriti. Il Castello di Ravatys venne donato all’Istituto Pasteur di Parigi nel 1937, con i suoi 30 ettari di vigneto. Nel 1990, il castello e l’Orangerie sono stati completamente ristrutturati per accogliere il pubblico: seminari nelle sale e nelle cantine; cene di gala, matrimoni, conferenze, mostre e concerti nell’orangerie; balli nel parco. Tutti i profitti derivanti dalla vendita dei vini e delle attività del castello vengono donati all’Istituto Pasteur per sostenere la ricerca.

008Km 20, Chateau de la Brassee. Il Castello è stato costruito nel 1830 con le pietre della cava appena dietro le mura. Nel 1987 la signora Romany con il marito acquista il Castello ai piedi del Monte Brouilly. Sulla proprietà sono stati piantati 7 ettari di vigneto. Nel 2007 Thierry Chalon bisnipote della signora ROMANY, di ritorno dalle Indie Occidentali dove aveva vissuto, riprende la magica cultura del vino . Nel 2009 inizia a commercializzare alcuni bottiglie di vino proprio. Ottimo il loro Brouilly del 2009.

Km 22.5, Chateau de Sermezy. Il corpo principale del castello è stato costruito nel 1776. Seguì l’aggiunta di due padiglioni con archi e un giardino. Ristrutturato nel 1927-1929 per l’installazione di impianti moderni dall’architetto Augustin Chaumel che rifà anche l’interno combinando diversi stili (Luigi 15, Cibo, Art Deco, neo-gotico). Il parco inglese si trasformò allora in un giardino alla francese. Il castello è un esempio di architettura delle case di artigianato locale. Si insedia, dal 1979, la Casa Famiglia Rurale Beaujolais utilizzando il parco di 16 ettari, per fornire a tutti gli allievi un ambiente piacevole dotato tutti i comfort necessari per un soggiorno di qualità. Bellissimi i disegni lasciati nel parco dai bambini come piccoli messaggi a noi che correvamo. Unico ed indimenticabile il passaggio in mezzo alle paludi in fondo al parco.

Km 30, Arnas. Ci si riunisce con quelli della mezza maratona, e ci partono sulle orecchie quelli della 12 km. Risultato: gran allegra compagnia che attraverso altre decine di “Raviteillment” e assaggi ci portano, dopo una lunga discesa, a 2 km dall’arrivo. Incontro Harry, presidente del CLM (Courir Le Monde) con tanto di corona e calice alzato, perchè non bere un altro CRU?

Km 42.195, Villefranche sur Saone. Si passa attraverso la scuola militare e il mercato coperto. Novità da due anni l’arrivo in pieno centro, davanti al municipio di Villefranche. Ci aspetta una bottiglia nouveau e la medaglia a forma di Tastevin, lo scodellino d’argento dei Somellier.

009Il gruppo dei Supermaratoneti italiani ha quindi continuato i festeggiamenti partecipando in serata ad una tipica festa locale quella dei Sarmontelles. Le sarmontelles sono i tralci della viti che vengono accatastati e poi bruciati in un grande falò la notte in cui viene aperto il nuovo vino, il Beaujolais Noveau. Nel grande salone predisposto si mangia e si balla e si tracanna Beaujolais. Finiamo la nostra Gita con un brindisi a base di Champagne. Arrivederci Beujolais.

[PS! L’ultimo foto sottostante riguarda la Marathon du Vignobles d’Alsace. Visto il notevole apprezzamento dei membri del Club partecipanti alla gita del Beaujolais, si è deciso di replicare!! Se il Consiglio approverà, sarà proposta una gita simile. Il 19 giugno 2016 si andrà ad una Maratona simbolo della cultura francese, quella dei Vignobles d’Alsace, in Alsazia vicino a Strasburgo. Partenza sempre da Milano. Vive la France!!] 

Clicca qui per le foto (di Paolo Gino)

 

 

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