10^ Marathon du Charolais – Gueugnon (Fra), 8/11/2014. Douce Borgogne

foto 2Se dopo il vino si pensa a cosa mangiare, questo è il menù: manzo alla borgogna, uova en meurette, asparagi di Ruffey, coq au vin, kir, pollo della Bresse, anice di Flavigny, senape di Digione, lumache alla Borgognona, prosciutto erborinato, pollo alla Gaston Gérard, tartufi di Borgogna, prosciutto à la Chablisienne, chaource (formaggio),Époisses (formaggio) e ratafià di Borgogna (liquore). Già l’anno scorso ero stato qui in Borgogna del sud alla maratona che si chiama Charolais.

La decima edizione ha cambiato il percorso. L’organizzatore mi aveva fatto vedere il nuovo percorso tutto fiero e felice della cosa. Quest’anno per il giubileo ci siamo spostati in una frazione a otto chilometri da Gueugnon, dove ci hanno portato con un pullman alle 8 di mattina. Il centro maratona, che è all’arrivo, è stato spostato dal bellissimo palazzo settecentesco sul fiume Auxerre in un ex macello. Squallida la location e purtroppo appena entrato si sentiva già odore di sangue, ecc…, caratteristico dei macelli.

foto 3Comunque è stata una grande occasione di rincontrare gli organizzatori che si ricordavano della mia presenza dell’anno scorso. La partecipazione è abbastanza numerosa perché, oltre alle circa 200 persone che partecipano alla maratona, ce ne sono altrettante che fanno una staffetta in duo o in trio. La partenza viene data verso le 9:30 e la giornata è splendida. Il panorama è fatto di un delizioso paesino e di una corsa che si sviluppa praticamente sopra il crinale di una collina, in modo da lasciare che l’occhio spazi su tutta valle dell’Auxerre.

La Borgogna del sud non è ricca di vigneti come quella centrale e quella del nord. Ci sono solo delle colline verdi, che ricordano un pò l’Irlanda, dove pascolano questi immensi bovini che sono la razza che da il nome alla regione. In qualsiasi ristorante chic potete trovare una Tartare Charolais, che vi dà il gusto e il profumo di questa zona. L’autunno è ancora tardo a venire. Si corre tra mucche e acquitrini in un dolce silenzio. E’ una zona quasi sconosciuta al turismo.

foto 4Nel silenzio dei nostri passi si sente solo il megafono di Pierre Guhur. Pierre è un personaggio tipico dei super-maratoneti francesi. Lo troverete sempre in fondo alle più famose maratone francesi con il suo megafono e tutta una compilation di marcette e di allegre canzoncine con cui si accompagna. Pierre è bretone e si veste da bretone con attaccata dietro un piccola bandiera della Bretagna, un gran cappellaccio e un gilet. E’ difficile non averlo incontrato in Francia.

Il nuovo percorso è davvero piacevole. Si costeggia il fiume e si entra in un altro paese, poi si scende fino ad una valle per poi ritornare su, per due volte. Quest’anno, per arrivare qui non ho potuto fare linea retta dal Monte Bianco, ma son dovuto passare da Marsiglia a ritirare il pettorale per l’indomani della Nizza-Cannes. A Nizza ho trovato il buon Mauro Firmani, fedele al suo stand della Roma Marathon con cui abbiamo bevuto un paio di assaggi offerti dagli organizzatori della maratona del Medoc. Così, per arrivare qui ho impiegato praticamente mezza giornata, con più di mille chilometri, ma è stato un bel viaggio. Peccato non potersi fermare di più e salire nella Borgogna del nord verso Chalon-sur-Saone, con tutti quei piccoli e deliziosi paesini, con chilometri e chilometri di vigne che danno vita ai più buoni e pregiati vini francesi.

Clicca qui per le foto (di Paolo Gino)

 

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