100 km del Passatore. A mi me pias no

002Il pensiero dell’amico rispecchia perfettamente la molla che spinge la maggior parte dei centisti a soffrire lungo i massacranti tornanti della Colla e i logoranti rettilinei verso Faenza: PASSIONE.

Guardate i primi della classe: chi vince a New York diventa famoso e trova un tesoro. Quest’anno, alla 43a edizione, il fantastico Giorgio Calcaterra ha centrato il suo decimo successo consecutivo. Fino a qualche anno fa avrebbe portato a casa cento bottiglie di Sangiovese doc ed un trafiletto sulla cronaca locale del Resto del Carlino. Oggi qualcosina in più: oltre agli spiccioli di gloria nelle cronache di alcuni quotidiani sportivi e qualche approfondimento nelle riviste podistiche patinate, 1.000 € per il traguardo finale, un bonus di 300 € per la prestazione cronometrica, e 300 € per essere transitato primo al 50° km. L’organizzazione specifica che tali premi s’intendono “al netto di eventuali ritenute d’imposta”. Briciole, se si considera il grande impegno profuso negli infiniti allenamenti per raggiungere la condizione.

003E i centisti che finiscono oltre le 14 ore? Giungono al traguardo stremati, con il fisico strapazzato, più simili a Zombi che ad esseri umani. Giurano che la 100 km mai più, ma dopo un anno eccoli un’altra volta alla partenza di Via dei Calzaiuoli, pronti a versare lacrime e sangue nella lunga notte del Passatore.

TRAFFICO E INQUINAMENTO.L’organizzazione, esemplare quasi in tutto, non si sforza molto per risolvere il problema dell’inquinamento e il rischio di investimento. Il Regolamento recita:

I veicoli degli accompagnatori debbono attenersi assolutamente alle seguenti disposizioni: – Nessun veicolo al seguito fino a Borgo San Lorenzo (30 km dalla partenza). – Per evitare danni ai concorrenti derivanti dalle esalazioni di ossido di carbonio e dagli ingorghi, i veicoli degli accompagnatori non dovranno seguire i concorrenti ma attenderli lungo il percorso, in punti di riferimento a loro congeniali”. “IMPORTANTE!! Durante le ore notturne è obbligatorio indossare le fascette rifrangenti o avere la pila elettrica.”

004Nella nostra povera Italietta, le regole, per mancanza di controllori, sono spesso fatte per non essere rispettate. Da Vetta le Croci in poi il traffico nei due sensi diventa caotico, paragonabile a quello del ponte di Pasquetta. Non solo auto di accompagnatori nella direzione della corsa, ma anche traffico rombante che procede in direzione contraria (vedere la foto allegata). Ma all’organizzazione importa poco: i partecipanti firmano una dichiarazione con la quale sollevano l’organizzazione da qualsiasi responsabilità.    

Memore di tutto questo, dopo aver toccato il cielo con un dito per la 10a volta nel 2004, decido di non provarci più. Non ho più l’età e la voglia e, quel che più conta, mi è venuta meno la passione. Negli anni successivi, solo qualche arrivo al Passo della Colla per rivedere Firenze e timbrare il cartellino del punto-maratona. Con la scusa della “48 km del Passatore”, anche quest’anno un doveroso pellegrinaggio alle sculture di Piazza della Signoria, fra le quali quella bronzea del Perseo con la testa della Medusa di Benvenuto Cellini. Arrivato alla Colla prendo al volo il bus dei ritirati delle 21:30. Zigzagando fra il traffico e la marea dei podisti, giungiamo a Faenza a mezzanotte inoltrata. Una doccia ristoratrice e poi, aspettando il regionale delle 4:40, mi rilasso davanti al traguardo. Osservando gli arrivi, uno psicologo potrebbe capire quasi tutto sulla personalità dei centisti: c’è chi arriva discretamente, chi urla di gioia, alcuni piangono, altri ridono, chi s’inginocchia a baciare la terra oppure volge gli occhi al cielo per ringraziare il Padreterno. Alcuni si producono in uno scatto imperioso come se dovesse sprintare contro se stessi.

005PAGELLA. Se la manifestazione fosse chiusa al traffico, sarebbe la più bella del mondo, ma così? Chi la passione ce l’ha, fa bene a partecipare perché, nonostante traffico e fatica, nonostante tutto il resto, tagliare il traguardo di Faenza procura un’emozione fortissima che resta a lungo nel cuore. Per gli appassionati, il Passatore è come il mal d’Africa: non si dimentica e ci si deve tornare. Ma mentre la maratona si smaltisce presto senza danni apparenti, la Firenze-Faenza non è per tutti: gli improvvisatori finiscono quasi sempre massacrati nel fisico e nella mente. Nella lunga notte del Passatore si consumano spesso piccoli drammi non riportati in cronaca: vertigini, svenimenti, squilibri mentali, psicopatie, schizofrenie, angosce e paranoie.

Che voto dare al Passatore? Nonostante il traffico, l’inquinamento, la lunga notte, il sonno, lo sfinimento, i conati di vomito, i rettilinei infiniti da Marradi a Faenza e il traguardo che non arriva mai, il giudizio, se pronunziato con mente viziata da entusiasmo e passione, è positivo. Bella la partenza da Via dei Calzaiuoli costeggiando Santa Maria delle Grazie, piacevole Fiesole, ridenti i colli intorno, gradevole Borgo San Lorenzo e Razzuolo, agognata Faenza e la medaglia finale.

Ma, contrariamente alla “48 km del Passatore” ancora a misura d’uomo, la 100, come canta Ivan della Mea in una sua celebre canzone: “gh’è chi dis che l’è bella, ma a mi me pias no.

006IO C’ERO. Il premio speciale “100 km del Passatore. Per …. volte io c’ero” in vera ceramica faentina è consegnato al traguardo agli atleti che hanno portato a termine 5, 10, 15, 20, 25, 30, 35, 40 gare. È uno dei più bei trofei nel panorama delle maratone/utra italiane. Ne ho conquistati due (5 e 10) che fanno bella mostra di sé sulla credenza ottocentesca del salotto di casa mia.

Molto interessante la classifica “Io c’ero” che certifica le gare completate da ciascuno di noi. http://gestione.100kmdelpassatore.it/classifiche.cfm?Fase=2&Cod=99&Anno=2012.

Complimenti in ordine crescente ai seguenti soci che oggi hanno portato a casa il trofeo:

Enrico Di Gregorio, Robert Genetti, Greta Massari e Daniele Zoli, per averne completate 5.

Angela Gargano e Roberto Trinelli, che hanno tagliato il traguardo delle 10.

Stefano Fubelli, per la sua 10a nel tempo strepitoso di 10:04:43.

Aldo Gallo, arrivato a 15.

Fausto Basletta e Giuanìn Tamburini, due giovincelli arrivati a quota 20.

Una doverosa menzione anche ai seguenti:

Ferdinando Gambelli, primatista maschile fra i nostri soci con 22 arrivi.

Michela Aniceti, fantastica primatista femminile con 23.

Per finire, una meritatissimo ola alla vincitrice del Passatore 2002 Maria Luisa Costetti, per avere avuto caparbietà, volontà, e grinta di tagliare il traguardo della sua 16a. Il piatto delle 20 è ancora lontano, ma Maria Luisa è una tosta e ce la farà.

Clicca qui per la classifica

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