12^ Brescia Art Marathon – 09/03/2014. La grande bellezza.

Quest’anno il Premio Oscar della Maratona lo ha vinto Mario Ferri per il “lungometraggio” girato tra le strade di Brescia. Protagonista Beppe Togni che corre la sua 762esima appeso al cuore dei tanti suoi amici di sempre, nella sua cittá che tanto amava e decantava in tutto il mondo. Era appeso lì sulle nostre maglie con le foto che Ferri ci aveva distribuito la mattina, e che a tutti è dispiaciuto trafiggere con le spille.

foto 2Rivedo la scena della partenza, l’oceano di folla con l’isola bianca delle nostre magliette su cui brillavano le belle foto di Beppe. Rivedo il nostro Maresciallo che dava prova di coraggio a contenere gli scalpitanti individualismi, dicendo a tutti che dovevamo almeno provarci a fare la corsa insieme; vano sogno che svanisce all’alba della prima curva.

La scena madre ha avuto luogo al chilometro tre. Per caso o per amore, Beppe Togni si è fatto seppellire proprio lungo il percorso della maratona. L’onda bianca dei supermaratoneti compatta, guidata dal nostro regista Mario Ferri, ha sciabordato magneticamente nei vialetti del piccolo cimitero per raggiungere Beppe e salutarlo a modo nostro. Lo abbiamo trovato pronto, vestito con la solita tuta. e l’abbiamo salutato come sempre, come quando si sorpassa un amico più lento al terzo chilometro, e ce ne siamo andati tutti lasciandolo un po’ più indietro.

Il resto del film ha avuto come sfondo la città operosa della Leonessa.

foto 3Un tragitto che rispecchia il dramma dell’insincerità delle periferie, dove ognuno di noi vorrebbe essere altrove. Un senso di vuoto dove la resistenza umana ce la mette tutta per arrivare alla fine. Nei momenti in cui corriamo isolati riusciamo a cogliere un altro tempo e un altro spazio: pensiamo a Beppe, e pensiamo a quanto è felice a sudare con noi.

Finalmente si va verso la fine. Si entra finalmente nel centro storico. Le luci squarciano l’oscurità della selva di chilometri sprecati tra fabbriche crollate, tangenziali, grattacieli vuoti, autostrade e viuzze deserte. Pochi attimi, conferiscono un senso unico a tutta la storia. A fatica i pochi sopravvissuti si ricompattano. Gli ultimi due chilometri sono indimenticabili. Schierati, con le foto sul petto, i SUPERMARATONETI varcano le vie di una Brescia finalmente plaudente. All’arrivo, Mario Ferri, il regista, ci aspetta in lacrime come se la sua creatura avesse preso il volo. Poi qualcuno prende il microfono per celebrare il vincitore :

“PER BEPPE TOGNI HIP HIP HURRA!!!”.

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