Forse per questo che noi lenti mentre giriamo immagazziniamo dati e sensazioni, luci ed immagini…… e finalmente, davanti ai nostri occhi quasi socchiusi e vinti dalle parole inopinabili provenienti da lontano, ecco profilarsi una incredibile, sconfinata ed imponente esperienza sonora: un gigantesco “E STASERA …..”. Poi il silenzio. Ma a qualsiasi latitudine, in qualsiasi città dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, percepiamo lucidamente l’attimo di attesa e attendiamo la risposta. La nostra occasionale presenza può improvvisamente celarsi dietro la timidezza, fagocitata da un istante di incertezza. Ma sia campione o tapascione, sia donna sia uomo, sia allegro che arrabbiato, giungono due magiche parole sinuose e vorticose, squillanti e sicure, inquiete e liberatorie: “SI TROMBA”
Così sabato scorso i demotivanti giri dell’oca sul circuito del campo volo di Reggio Emilia sono stati allietati dal nostro Maresciallo gran maestro di Fanfara. Una bellissima giornata di sport, favorita dal bel tempo. Grazie alla meticolosa esperienza di Antonio Tallarita, tutto si è svolto in modo naturale secondo un rituale ormai collaudato. Più di 160 partecipanti, alla maratona, 6 ore, 12 ore e 100 km.
Come dice il Volantino IUTA: “La terza edizione dell’Ultramaratona del Tricolore, ideata, organizzata e portata avanti con molto successo dal nazionale di 24 ore Antonio Tallarita, fresco di MPI M50 alla 48 ore svoltasi nel corso della Sei giorni del Pantano nella prima settimana di luglio. Accanto a lui la sua società, la Podistica Biasola e il CTR del dottore Citarella. La manifestazione sportiva si è svolta presso la Pista avviamento al Ciclismo Giannetto Cimurri. Una pista di 1.022 metri, certificata Fidal, completamente piatta , asfaltata con curve ampie sia a destra sia a sinistra da non necessitare l’inversione della direzione di corsa. La pista si trova a fianco dell’Aeroporto di Reggio Emilia. Questa edizione assegna il tricolore sulla distanza della 12 ore: la gara infatti è valida come Campionato italiano IUTA 2013 di 12 ore su strada. Ma non è stata l’unica gara in programma, come sempre ce ne sono state per tutti i gusti: dalla Maratona alla Sei ore, alla 100 km con il massimo di 14 ore e, appunto, la 12 ore. All’interno dell’evento sportivo Ultramaratona del Tricolore è inserita la “2° Lombardini Ultramarathon CUP” azienda Leader mondiale nella produzione di motori”.
Sembrava anche a noi di volare guardando le evoluzioni dei paracadutisti e degli aeromobili nell’aeroporto accanto, un piccolo aerodromo ricco di storia e pulsante di attività. Nasce nel 1916 come ippodromo. I prati dei cavalli venivano utilizzati come piste per gli aerei della Caproni. Prima della seconda guerra mondiale diventa pista di collaudo per le Officine Reggiane, poi durante la guerra mondiale è un centro per l’addestramento dei piloti. Dal settembre 1942 inizia ad avere utilizzi di combattimento, prima con i bombardieri Cant Z 1007-Bis, poi con aerei da caccia. In particolare dopo l’armistizio si insedia lo Jagdgeschwader 52 (JG 53) della Luftwaffe equipaggiato con i Messerschmitt Bf 109, e durante la tarda primavera-estate 1944 il celebre 1º Gruppo caccia “Asso di bastoni” dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana, comandato dal maggiore Adriano Visconti. L’aeroporto viene quindi messo fuori uso dall’esercito tedesco nel settembre 1944, nel timore di un possibile sfondamento della Linea Gotica da parte degli Alleati. Nel dopoguerra l’aeroporto viene ricostruito ed adibito ad attività essenzialmente diportistiche e piccole rotte commerciali. Inoltre l’aeroporto è diventato celebre per i numerosi concerti, dagli Skiantos a Ligabue.
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