‒ Ecomaratona del Ventasso (km 42,195 – dislivello + 2˙300 m)
‒ Di Passo sul Ventasso (km 30 – dislivello + 1˙500 m)
‒ Cadoniche trail (km 18 – dislivello + 1˙000 m)
‒ Camminata non competitiva (km 12)
‒ Mini-Trail giovanile
Tutti i percorsi prevedevano salite e discese, quindi impegnativi dal punto di vista muscolare anche per la ricerca di un non facile equilibrio a causa della presenza di sassi e pietraia.
Successo di partecipazione alla maratona con 382 iscritti, 357 partiti e 310 al traguardo di cui 296 entro il tempo massimo delle 8 ore; le donne sono state 48 al traguardo di cui 45 entro il tempo massimo.
Nella 18 km, invece, 182 iscritti (tra i quali due norvegesi, due australiani, un finlandese, un belga e un austriaco), 179 partiti e 176 arrivati.
Buona pure la partecipazione alle altre gare non competitive sui 30 e 12 km.
Nella gara più lunga sui 42,195 km c’è stata battaglia tra gli uomini: i primi tre atleti classificati hanno concluso la prova distanziati tra loro di due minuti. Il vincitore Claudio Costi (3h56’39”), classe 1975, ha 2h36’04” sulla maratona.
In campo femminile più consistenti i distacchi nelle prime tre posizioni. Ha vinto la favorita Lara Mustat (4h50’10”), al suo sesto successo all’Ecomaratona. Lara ha dei personali di tutto rispetto: 3h40’27” sui 50 km, 2h49’23” sui 42,195 km, 1h20’19” sui 21,097 km, 38’21”53” sui 10˙000 m, evidentemente si trova a suo agio nei trail, disciplina dura e sicuramente in ascesa in Italia e non solo.
C’è stato anche chi non ha terminato la prova più lunga o per caduta o per il caldo o per altri motivi. Anche l’inconveniente della sabotazione del percorso è stato agilmente superato dalla macchina organizzatrice.
Lodevole lo speaker Daniele Menarini, condirettore della rivista Correre, che nei pressi del traguardo ha salutato gli atleti al termine della loro fatica.
I podisti che hanno partecipato alle diverse prove hanno potuto apprezzare quei luoghi pieni di verde e respirato un’aria pulita. Terminare la prova dei 42,195 km, che ha toccato la vetta del Monte Ventasso di 1.730 m, ma anche quelle più brevi, è stato per tutti un successo, al di là del tempo impiegato. Non si può dimenticare l’impegno della pattuglia volontari: ai ristori gli atleti hanno trovato puntualmente acqua, sali minerali e altro; la sera prima della gara e nel post-gara un ricco pasta party sotto la tenda nella piazza Europa a Busana, dove ormai il trail è di casa; chi proveniva da fuori ha potuto pernottare o nella palestra o nella propria tendina nel centro culturale del paesino emiliano situato a 800 mslm.
Clicca qui per le foto (di Paolo Gino)


