13^ Verona Marathon. Io corro per Parigi

002Dopo il minuto di silenzio, sono state esposte una vicino all’altra le bandiere francesi, italiane e europee in commemorazione di quanto accaduto. A conferma che lo sport unisce i popoli, molti maratoneti hanno corso con un adesivo a forma di cuore appositamente stampato nella notte dal Comitato Organizzatore con la scritta “Io corro per Parigi”.

Ma così come la vita, anche gli avvenimenti sportivi devono andare avanti.

Maratona

Come accade ormai da tempo in molte maratone internazionali, chi si è iscritto alla corsa scaligera ha pagato una quota via via crescente (da 25,00 a 60,00 €) in base al raggiungimento di una predeterminata soglia di iscritti. E per i Soci del nostro Club? 20,00 € fino 30 settembre e 25,00 € fino al 31 ottobre. Non ci possiamo lamentare. La Commissione incaricata delle convenzioni ha lavorato bene.

003Record di partecipanti per le tre le gare in programma: Verona Marathon 2.649 arrivati, Cangrande Half Marathon 2.773 e Last 10 km non competitiva 5.000. L’incasso elevato e gli importanti sponsor hanno permesso a Verona, quarta città turistica d’Italia, di progettare un bel percorso ecologico completamente privo di traffico motorizzato, dotato di sette postazioni di rilevamento chip (ai chilometri 4, 9.7, 12, 21.097, 22, 25.5, 31 e 40). Inoltre pacemaker per 8 fasce di tempo, da 3 a 5 ore. Bella la maglia del pacco gara, con zip corta e manica lunga, rosa per le donne ed azzurra per gli uomini.

L’organizzazione è efficiente. I ristori sono ben forniti di acqua, tè, integratori energetici, frutta, biscotti e barrette gel al 25° km. Servizi logistici concentrati in Piazza Bra e docce a 2 km dall’arrivo raggiungibili con navetta. Parcheggi gratuiti lungo le strade nella zona della partenza.

Come domenica scorsa a Ravenna, si parte tutti insieme. Lo scorso anno, complice una bella giornata autunnale, nella frenesia di fotografare Verona la bella avevo sbagliato strada. Oggi, invece, niente foto. Il cielo è bigio e la temperatura fresca invoglia a partire di gran carriera.

004Ma anche la ricca Verona risparmia in qualcosa: le tessere chip per il rilevamento dei tempi non sono del tipo “uso e getta” integrate nel pettorale, oppure fissate ai lacci delle scarpe come in uso nella maggior parte delle gare. Sono invece quelle, ingombranti, spillate ai pettorali e tenute ferme da elastici. Verso il 27° km mi accorgo “con sgomento” che il chip non c’è più. Alla postazione Lungadige del 31° km, testimoniano il mio passaggio Massimo Faleo e Cristiana Di Pietrantonio con i quali ho corso fino a quel momento. L’addetto annota il numero del mio pettorale e quello dei testimoni. Al 40° la storia si ripete: al posto di Massimo, rimasto indietro per scortare una bella fanciulla in difficoltà, c’è Luigina Lillo, che insieme al marito Mirko si iscriverà al nostro Club al raggiungimento delle 50 maratone. Arrivo mano nella mano delle mie preziose testimoni, beato fra le donne in 5:21 (RealTime 5:16). Un’ultima burocratica capatina allo stand della segreteria per riepilogare tutta la storia ad una inflessibile giudice Fidal, ed il gioco è fatto. Con buona pace di Fabio Marri, che se cliccherà sul mio nome riportato nella classifica on-line TDS, scoprirà che mancano gli ultimi due passaggi.

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