Ho lasciato Budapest e i suoi bagordi, 200 km est. La Maratona dei Faggi, la Bukki Marathon, a Miskolc, 400 km est. Dopo 2 giorni di viaggio, quasi 1800 km, una maratona (trail) è tempo di riposarsi un po’. Tra 5 ore e mezza parte un’altra gara, la KESZTHELYI MARATHON. Keszthely, si legge Chezelì. E’ una città di 21.000 abitanti nell’angolo più occidentale del Lago. Keszthely significa castello nella lingua romanza magiara. Infatti c’è un bel castello, con tanto di parco nella parte alta della cittadina. Questa maratona l’ho già fatta l’anno scorso e il fascino del castello e del Balaton mi hanno stregato: obbligato a tornare! Un vero e proprio “richiamo del Balaton”.
Negli anni ottanta, ero stato un’estate a villeggiare sul Balaton scroccando la casetta di uno studente ungherese che studicchiava come me a Pavia. Allora c’era la fila delle Trabant che arrivavano dalla DDR per fare le vacanze. Una dacietta sul lago si poteva comprare con 5 milioni di lire. Son passati 30 anni, i campeggi si sono svuotati e sono sorti degli stinti residence. Le trabant son diventate BMW. Le acque si son imputridite ma Il Balaton mantiene il suo fascino. E’ lago piú grande dell’Europa centrale, si trova a 100 km, a sud-ovest di Budapest. Viene chiamato “il mare ungherese” visto che in questo paese non c’è. Secondo i geologi, il lago è recente, ha soltanto 200.000 anni. Ha una superficie di 596 kmq, mentre la sua profondità è in media 3 metri. D’estate, la temperatura dell’acqua è attorno i 22-28 gradi, un brodino che piace molto ai bagnanti di tutta l’Europa centrale.
Questa zona era di moda già ai tempi dei Romani, ma la vera vita balneare al lago Balaton è incominciata alla fine del secolo scorso. Il paesaggio è molto vario. La parte settentrionale montuosa (con ex-vulcani), mentre quella meridionale piana. Nel lago vivono circa 40 tipi di pesci, fra cui il più saporito è il luccio, che loro chiamano fogas, che può raggiungere i 10 kg. Vedo infatti un folto gruppo di pescatori animarsi già all’alba in caccia di lucci e ripetere “fogas fogas”.
Trai giovani europei il Balaton è divenuto COOL negli ultimi anni per il fenomeno del BALATON SOUND. E’ infatti uno dei festival di musica elettronica più importanti d’Europa e di recente si è aggiudicato il prestigioso titolo di Best Medium-sized Festival agli European Festival Awards. Quest’anno si svolgerà dal 11 al 14 luglio. Dicono che negli ultimi cinque anni il Balaton Sound ha regolarmente registrato il sold out. Il successo crescente del festival è dovuto alla straordinaria qualità dei programmi e alla location assolutamente fantastica, le spiagge di Zamàrdi. 5 giorni di musica a palla da vivere alla grande, 100.000 persone, 7 palchi, bar, lounge, ristoranti, giochi, attrazioni e soprattutto grande musica 24 ore al giorno.
Tra i runner, il Balaton invece è famoso per la sei giorni, dove quest’anno Andrea Accorsi è arrivato 5° assoluto, che si svolge a Balatonfured nella parte Nord Est del lago. Per chi volesse cimentarsi in una ultra da 212 km, può farsi il perimetro del lago con la Ultra Balaton. Oppure, per chi vuole andare ad Ovest di corsa per soli 321 km, può andare da Vienna a Budapest passando per il Balaton.
Infine, c’è questa maratona di Keszthely abbastanza partecipata. 1419 runner così divisi: 164 la maratona, 819 la mezza e 450 staffette. 25 euro l’iscrizione, se vi iscrivete in ritardo portatevi i fiorini (11.250 Huf). La gara è un anello di 10,450 km da ripetersi 4 volte. Si parte dal centro, si passa dallo splendido castello e poi si scende giù sul lago. Ma del Balaton si vede poco, solo 500 metri, meno dell’anno scorso che era circa un chilometro quando si passava anche dal parco Helikon. Si parte alle 10,00 con 32 gradi che poi saliranno fino a 36. Poche le piante. 4 giri veramente duri, allietati solo dai brevi passaggi sul lago e nel castello.
Terminata la gara e fatta una doccia gelata, essendomi ripromesso di fare una nuotata nel lago, lascio le acque sporche di Keszthely e mi dirigo a Balatonfüred, la città balneare per eccellenza del Lago Balaton dove, come dicevo prima, si tiene anche la sei giorni. Qui le acque sono più pulite e mi immergo in un bagno ristoratore. Oltre alla spiaggia e al grande porto, della città sono anche conosciute le cliniche, gli ospedali specializzati in cardiologia e le acque minerali terapeutiche. E’ famoso il fatto che venne nella città a curarsi il poeta indiano Tagore e dopo la sua cura, come un ringraziamento, piantò un tiglio. Oggi un piccolo boschetto di tigli ricorda le numerose persone che, grazie alle cure, sono guarite a Balatonfüred. Negli anni ’60 anche il poeta italiano Salvatore Quasimodo scrisse una poesia in ricordo della sua guarigione.
“Con cuore felice metto questo albero
sulle rive delle onde del Balaton
che avrà foglie al di là della mia vita provvisoria.
Le sue radici entrano profonde
nell’eterna e fiera terra magiara
tormentata sempre nella storia.
Ma ogni fronda dia un saluto a coloro
che venendo qui amano la poesia
che fa nascere gentilezza
e giustizia nell’uomo di ogni nazione”.
Salvatore Quasimodo, 27 giugno 1961
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