14^ Strasimeno, lì dove il lago luccica e spira forte il vento

Può darsi che a Passignano e a San Feliciano Eolo conceda una tregua ma, quando si giunge su quel rettilineo che comincia al 47° km, non avrà pietà. Proprio in quel punto, Castiglione sembra vicinissima da toccarsi con mano, bellissima sul promontorio, a poche bracciate di lago, un insieme di case aggrappate ai piedi del maestoso duomo e del castello merlato. Di chilometri, però, bisogna farne ancora molti e, di vento, sorbirne ancora una dose massiccia, prima d’imboccare la Porta del Rondò, che immette in “uno dei borghi più belli d’Italia” e tagliare il traguardo in Piazza Gramsci. Non tutti i mali vengono per nuocere, e il vento sarà una buona scusante per giustificare una prestazione cronometrica non proprio soddisfacente.

foto 2Alla Strasimeno, più volubile del vento è la zona partenza-arrivo. Nelle prime edizioni, era situata nel centro storico. Poi, è stata spostata ai piedi del poggio sul quale è appollaiata la città, sul lungolago, con riduzione a 56 km.

Quest’anno, ha prevalso la soluzione ibrida, con partenza dal basso e arrivo ai 304 m del nucleo cittadino, per un totale di 58 km. Un ultimo chilometro di salita impegnativa da correre tutta di un fiato, entrare trionfanti sotto l’arco della Porta che immette in Corso Matteotti e poi lasciare andare dolcemente le gambe per la discesa che porta al traguardo di Piazza Gramsci, delimitata dal Palazzo Comunale, dal Palazzo Ducale, dal Castello e dalla Porta Senese, con vasto panorama sul lago e le sue tre isolette. E’ su questa asperità che Alberico Di Cecco ha piazzato il suo irresistibile scatto vincente (3:39:46), mentre Marija Vrajic ha vinto la prova femminile (4:19:39).

Ma è tutto il percorso che si può fare di corsa, variando l’altimetria da 250 m a 300 m, con uniche brevi difficoltà al 10° km al 42° km e all’arrivo. Riuscirci in questa ultramaratona, che parte da un luogo e, dopo avere percorso il periplo quasi circolare del lago, ritornarvi, dà una particolare sensazione di compiuta perfezione, quasi di aver quadrato il cerchio.

More solito, tutto il resto. Gara ben preparata e divulgata, centro storico accogliente con salumi, salcicce, formaggi e prosciutti appesi dappertutto, ristori accettabili, percorso controllato e ben segnalato, pasta party spartano e solito vestiario come pacco gara.

E’ la festa di tutto il lago, questa Strasimeno inserita nel Gran Prix IUTA, con vasta offerta di traguardi: Borghetto 10 km, Passignano 21 km, San Feliciano 34 km, Sant’Arcangelo 42 km e Castiglione 58 km. Un ventaglio turistico-sportivo che meglio non si può. Una distesa d’acqua che lo merita tutto per il suo paesaggio di colli degradanti e popolati di borghi fortificati, per le memorie storiche della battaglia annibalica, per le sue rive orlate di canneti.

Si è gareggiato nella giornata dedicata alla donna. Quale locazione migliore celebrarla attorno ad uno specchio lacustre a forma di cuore, che vide la ninfa Agille amata perdutamente dal semidio Trasimeno? Si sono viste donne correre con fiori di mimose in mano, presi da uomini innamorati dagli alberi lungo il percorso. Spontaneo gesto d’amore? Avarizia? Segno di tempi difficili?

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