Un simpatico temporale ha allietato quasi tutto il percorso, facendo sparire le band e il pubblico che forse ha preferito non perdersi la canonizzazione di Papa Giovanni XXIII e Papa Giovanni Paolo II, celebrata da altri due Papi, forse già futuri Santi. Un evento unico mai visto e chissà quando si ripeterà. Papa Francesco ha completato il rilancio mediatico, popolare, internazionale e anche tecnologico (messa in 3D) del Vaticano. In tutta questa letizia, il povero Sant’Antonio , “IL SANTO” per eccellenza, ha avuto solo il nostro saluto, pur rimanendo il più venerato al mondo e quello con la canonizzazione più rapida seguita a solo un anno dalla morte.
Meno pubblico per le strade, dunque, ma è comunque una grande festa per la città, dove si sono visti i 20 mila runner che hanno corso le stracittadine non competitive. Anche i maratoneti sarebbero potuti essere di più ma, dopo la “quaresima” pasquale, in cui durante le festività non c’era nulla, il 27 aprile oltre a Padova, c’era Rimini, Gaggiano, Messina e addirittura sei maratone in Francia e tre in Germania.
A Padova ha vinto un keniano, Kimani Pharis, in 2:12:03 precedendo, pensate, di solo un secondo il brasiliano Franck Caldeira. Terzo l’italiano Fabio Mella. Quarto un padovano, Giuliano Virgis, in 2:32:45. Prima donna l’azzurra Fatna Maraoiu.
Lasciando stare i santi, i fanti padovani hanno fatto il loro dovere sotto il simpatico temporale, che ha praticamente seguito tutto il corso della gara, facendo fare delle belle docce specie agli slow foot che sono arrivati lunghi e zuppi. Il nostro compito era quello di giungere compatti all’arrivo in Prato della Valle per festeggiare le 250 maratone del “coriaceo Bruno Zanon”, festeggiato a sorpresa da tutta la famiglia che l’aspettava all’ultima curva e lì, dalla dura scorza, è scesa una lacrima. In sei siamo arrivati insieme. Oltre a Bruno e a me: uno sgambettante neo Vice Presidente sempre in fuga, Adriano Boldrin; Caterina, la famosa segretaria al cui passaggio tutti sapevano, non si sa come, che arrivava dalla Maratona di New York; Paolo Zanta, cicerone delle beltà padovane e la carinissima Sara che ci ha fatto ricordare tanti episodi del grande Beppe Togni. Emozionante, ormai a luci spente, è stato veder arrivare Luciano Morandin che se l’è fatta tutta in retrorunning, cioè correndo al contrario per 42 kilometri, accompagnato da Mohamed Salem e dal“Grande Caparo” Mariano che gli ha fatto da retrovisore per sette ore.
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