15^ Maratona di Ragusa – La Maratona 500 del mitologico Massimo Faleo

In realtà per tutti noi il “vero mitico” é Massimo, anzi più che mitico, lo definirei MITOLOGICO e penso che Omero nei suoi poemi epici si sia dimenticato di inserire nell’Olimpo il Dio della Maratona, per l’appunto Massimo Faleo.

Partecipo alla Maratona di Ragusa per la terza volta. Della mia prima partecipazione del 2014 ricordo l’allegra combriccola con i soliti amici e l’aggiunta di Paolo Gino ed una simpatica signora panamense. Nel 2014 gli organizzatori invitarono a correre la maratona una quindicina di ragazzi del Senegal e del Gambia sbarcati nella vicina Pozzallo per l’iniziativa “Say NO to Racism”. Senza alcuna esperienza, partiti troppo velocemente, iniziano presto a rallentare e dal km 10 comincio a raggiungerli alla spicciolata fino al km 30, quando nella zona industriale vedo uno di questi ragazzi fermo ad un incrocio non presidiato, incerto sulla direzione da prendere. Lo raggiungo, ci scambiamo qualche battuta in inglese e proseguiamo insieme fino al traguardo che tagliamo a braccia alzate mano nello mano. Veniamo immortalati da una foto ripresa anche da un’articolo apparso sulla Gazzetta dello Sport.

01 Gazzetta Sport 2014OK

02 Ragusa 2014

03 Ragusa 2014

Partecipo anche nel 2015 e mi piace ricordare la straordinaria visita di Ragusa by night accompagnati da Elio Sortino, cicerone d’eccezione e organizzatore delle prime edizioni della maratona, che ci ha condotto per gli angoli segreti e suggestivi della città con la luna che faceva capolino tra le cupole ed i campanili delle chiese e tra i tetti dei palazzi. La nota sportiva più rilevante della maratona 2015 fu l’esordio come MM70 dell’amico Felice Russo che con una prestazione esaltante sbaragliava tutti gli avversari e si classificava 1° di categoria (unico partecipante MM70).

Dopo tre anni d’assenza é bello ritornare nella città del Barocco, insignita dall’UNESCO con il titolo di Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Amici di viaggio Michele Giammanco, Michele Sisto ed i potentini Giulio Danzi e Michele Vitacca.

La partenza é sicuramente la parte meno coinvolgente di questa maratona, situata in una zona anonima ai margini del paese, ma i colori delle divise dei maratoneti e la marea di foto con Massimo riescono a scaldarci ed esaltarci.

06 1 Partenza2018

06 2 Partenza 2018

Insolita partenza mattiniera alle ore 8:00; si corre nella periferia e dopo circa 5 km si esce dal centro abitato e si entra nelle campagne. Stradine delimitate da muretti di pietre; guardandomi intorno, qui sull’altopiano ibleo, le verdi campagne sono impreziosite da un infinito reticolo di merletti di bianchi muretti a secco che oltre a segnare le strade determinano anche i confini tra i vari poderi. Lo spettacolo é davvero suggestivo ed impressionante; ho come la sensazione che fantomatiche civiltà di uomini-ragno si siano divertite a tessere queste infinite ragnatele di pietra. Ormai é un classico anche la presenza di una coppia di volontari a cavallo in contrada Cilone. Dopo un paio di chilometri su strada di scorrimento, comunque con un numero esiguo di auto, si entra in contrada Tre Casuzze. Come nelle campagne precedenti, sono numerosi gli allevamenti di bovini e questo paesaggio agreste lo si percepisce con la vista, l’udito (muggiti e campanacci al collo degli animali) ed anche con l’olfatto (é facile intuire che tipo di profumi). Si respira l’atmosfera di un mondo antico che fluiva a ritmi lenti: vedo un artigiano intento a restaurare parte di un muretto a secco, incontro un distinto signore che si fa una bella passeggiata domenicale, non in auto ma su un maestoso cavallo. Con il mio ritmo più che lento e rilassato mi immedesimo in questo ambiente ed ho l’impressione di dissolvermi e fondermi e diventare un tutt’uno con queste campagne. Al km 20 il percorso ci riporta alla realtà. Qualche deposito industriale, un centro commerciale e si corre su una strada complanare. Mi stupisco leggendo su un pannello la velocità di 57 km/h; sono in un tratto in discesa ma non posso essere così veloce. Si tratta di un’auto che sta passando nell’attigua superstrada. Dal km 24 al 30 si ritorna a correre nelle campagne e lontano all’orizzonte si vede il mare oltre al quale c’é l’Africa. Dal km 30, nella zona industriale, vado in crisi nera. Vedo un cartello con l’indicazione “Centro Rottamazione”; se fosse riservato anche per maratoneti stanchi allora quello sarebbe il luogo ideale dove abbandonarmi. Proseguo stancamente ed anche le discese a fianco dei pozzi petroliferi non riescono a rianimare il mio ritmo. Al km 37 si ritorna in centro; si transita sopra il “ponte vecchio” ed al km 39 passaggio davanti alla spettacolare Cattedrale di San Giovanni. Ripidi tornanti in discesa ci portano all’ingresso della magnifica Ibla che ci accoglie con la Chiesa delle Santissime Anime del Purgatorio. Ultima salita fino al Duomo di San Giorgio e liberatoria discesa finale fino all’arrivo nei Giardini Iblei di fronte alla meridiana dipinta sulla facciata della chiesa di San Vincenzo Ferreri per il mio record negativo in maratona in 5 ore 8 minuti e 56 secondi. Poi al limite delle 6 ore arriverà anche Massimo Faleo scortato dal presidente Paolo Gino e dall’irraggiungibile Piero Ancora. Per Massimo, oltre ai doverosi festeggiamenti per le 500 maratone, noi amici più intimi abbiamo pensato, come piccolo dono, ad un pacchetto per la Maratona di Atene. In questo modo il MITOLOGICO Max Faleo potrà correre dalla piana di Maratona fino ad Atene, nei luoghi della mitologia ed esaltarsi come l’unico ed autentico “Dio della Maratona”.

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Clicca qui per le foto (di Paolo Gino)

06 3 Premiazione Massimo 

07 Cattedrale S.Giovanni 

08 Chiesa Santissime Anime Purgatorio 

09 Duomo S.Giorgio 

10 Duomo S.Giorgio

11 Chiesa S.Vincenzo Ferreri

12 Meridiana

 

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