15^ Maratona di San Silvestro – Calderara Di Reno, 31/12/2015

Il pasta-party dell’anti-vigilia è pienamente riuscito, ottimi ed abbondanti piatti con un contributo minimo di 2 euro, anche quest’anno destinato a scopi benefici.

L’atmosfera post-natalizia sembra avere magicamente riportato all’interno del Club quel senso di fratellanza e di aggregazione e quel clima di festa e di spensieratezza che sembravano andati persi. Ma man mano che ci si confronta con gli altri soci, si riscopre, ahimè, che le vecchie ruggini, le antiche polemiche, la malsana invidia e lo spietato biasimo nei confronti dell’uno o dell’altro, tornano a riaffiorare, anzi, sono più vivi che mai! Correndo si respira un’aria non del tutto salubre, si avvertono le fazioni e le ostilità. E chi nel Club ci è capitato da poco, grazie al conseguimento della sua 50° fatica, beh, ha difficoltà a decifrarne i motivi.

Gianfranco ed Alberta (a quest’ultima va un mio personale “grazie”) si sono dati da fare, instancabilmente, con il loro lavoro, nel fattivo tentativo di far trionfare lo sport. Grazie alla loro grande esperienza organizzativa, la maratona riscuote pieno esito positivo, malgrado la desolazione di alcuni tratti del percorso.

002Nel dopo gara, tengono alto il tono della manifestazione e riportano l’atmosfera alla festa, il pluri-blasonato Lorenzo Gemma, che corona la sua 700° fatica con un banchetto di squisite torte, cucinate sapientemente dalla moglie, e di generosi spumanti. Contestualmente, conquista la 100° maratona il socio Antonio Fabbri. Spiccano, a complemento dei festeggiamenti e di una così invitante merenda, gli appetitosi salumi preparati con maestria da Mauro Gambaiani, che celebra la 50° “lunga” dell’anno 2015.

Vincono la competizione Marco Verardo, con il tempo di 2:41:03 e Silvy Turcato, in 3:23:51.

Molto veloci i partecipanti della gara a staffetta, che hanno l’effetto di spronare i maratoneti più stanchi ad emularli, elevando il loro ritmo blando.

Mancata “riuscita”, invece, per quanto riguarda il veglione di Capodanno, pervaso da un velato tono di mestizia e da un retrogusto vagamente amaro, a causa della stragrande maggioranza di defezioni, tristemente non comunicate: due tavolate riservate dal contrassegno “Podisti” pressoché vuote. Noi, pochi, ci stringiamo occupando una parte di un tavolo e brindiamo in allegria, senza la confusione tipica dell’ultimo dell’anno e sforzandoci di cacciare via ogni percezione negativa. Alziamo in alto i bicchieri, scambiandoci l’augurio sincero che il 2016 entrante possa conservarci quella salute e quella forza necessaria per farci incontrare ancora, con più serenità e leggerezza, sulle strade del nostro piccolo pianeta!

A fine nottata notiamo i piattini degli antipasti abbandonati sulle tavolate intonse, che mostrano i salumi nel frattempo rinsecchiti e scuriti, provocando una pacata tristezza nei cuori. Quegli stessi piattini, li ritroviamo riesumati il mattino seguente, ai ristori della First Marathon, a foraggiare i maratoneti più coraggiosi, che hanno deciso di replicare la prova del giorno precedente.

Clicca qui per le foto (di Mario Liccardi)

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