16^ Cracovia Maraton. La Maratona della Memoria

Arrivati in aeroporto seguiamo le indicazioni per il treno che ci porterà direttamente in centro città Glowny al costo di 32 zl (appena 8 euro) per quattro persone. Rimango colpito dall’efficienza del collegamento, dalla pulizia delle carrozze e dalla frequenza e puntualità del servizio offerto che ci consente di raggiungere il centro senza pensieri.

Già dal primo approccio ci si rende conto che siamo in un altro mondo dove regna la pulizia ovunque e dove i cassonetti stracolmi per le strade non esistono. La desolazione, il grigiore che trasudava una volta appartiene ad un lontano passato; la Nazione, grazie alle rivolte operaie di Solidarnosc ha fatto passi da gigante.

Grazie a queste trasformazioni l’economia polacca ha iniziato a recuperare terreno rispetto ai paesi occidentali, almeno per quanto riguarda il reddito pro capite. E lo ha fatto a un ritmo mai visto prima nella storia. Vent’anni fa il reddito pro capite polacco era un quarto di quello tedesco, oggi è la metà. I segreti del successo: privatizzazioni, cambio flessibile e apertura al mondo.

002In 30 minuti arriviamo nella stazione ferroviaria vicino al nostro albergo, il tempo di lavarsi e con un mezzo sono già al centro maratona per recuperare il pettorale; si tratta di una struttura posta all’interno dello stadio calcistico, che ricorda un po’ quelli inglesi, e che non si differenzia molto dai luoghi di distribuzione pettorali a cui siamo abituati. E la volta poi del pasta party che in effetti, pensavo composto da una zuppa locale invece mi servono un piatto di fusilli al sugo tra lo scotto e il bruciato accompagnato il tutto, non dalla classica birra che ‘’potrebbe ubriacare’’, ma da una bollente tisana.

E poi via verso il centro per raggiungere i familiari, ivi l’enorme piazza del mercato colpisce subito la nostra vista. Il tempo è buono, qualche grado in meno rispetto all’Italia, ma non siamo impreparati alle temperature rigide, viste le esperienze precedenti.

La basilica dell’Assunzione di Nostra Signora sulla sinistra della piazza, nota con il nome di Mariacki, si staglia imponente catalizzando l’attenzione ed l’interesse. Le due torri sono diverse tra loro, dalla più alta ad ogni ora si sente una tromba suonare, pare dovrebbe svolgersi tale rito in ricordo di una sentinella che avvisava con il proprio strumento l’arrivo dei mongoli e fu colpita da una freccia nemica. Nell’interno della chiesa sono poste splendide vetrate colorate che illuminano l’ambiente ed il grande altare in legno. Per fortuna riusciamo ad entrare ad ammirarne la ricchezza e sontuosità, ma più che altro è l’atmosfera che si respira che ci colpisce; la devozione degli astanti si sente nell’aria espressione questa, non solo di una fede cristiana profonda, ma del patriottismo dei polacchi e della loro coscienza nazionale] così strettamente connessa alla religione.

Carrozze bianche trainate da splendidi cavalli sono in attesa di un giro turistico per il centro. Ed ancora il palazzo dei tessuti, sotto i cui archi si susseguono piccoli negozi di souvenir.

003Ma il mio pensiero nel guardare il montaggio delle strutture per la gara, obbiettivo principale del mio viaggio, (si fa per dire perché una maratona soprattutto in belle città è sempre una scusa per visitare posti nuovi) torna a domenica e sale la preoccupazione. Scocca l’ora e in men che non si dica sono ai nastri di partenza. Il cielo è grigio, pazienza sarà la classica maratona del nord Europa ossia bagnata. Per la quarta volta di fila, l’inizio e la fine di PZU 16 Cracovia Maraton saranno situati in Piazza del Mercato di Cracovia. Lo slogan della manifestazione è “la storia sullo sfondo”.

Organizzato dal 2002 la Cracovia Maraton è uno dei più popolari eventi di corsa in Polonia. E ‘anche la più internazionale di tutte le maratone polacche nel paese con la più alta affluenza di partecipanti provenienti dall’estero. La gara sulla distanza di 42 km e 195 m, ancora una volta sarà il culmine delle manifestazioni a Cracovia con la Night Run di 10 km, il sabato (29 aprile) è stata la volta della tradizionale Mini Cracovia Marathon e il Marathon Cracovia Rolls (piena distanza della maratona).

La mattina al mio arrivo la piazza è avvolta in un frastuono assordante tra lo speaker che si esprime in una lingua “impossibile” e gli incitamenti degli accompagnatori. Inizia la festa: ai lati della strada un mare di folla, spettatori incuranti della pioggia davvero ammirevoli che fanno il tifo per noi allungando oltre le transenne le loro mani per toccare le nostre dandoci ancora più carica. Risaliamo verso il Castello per avviarci lungo la Vistola, il fiume più lungo della Polonia, durante la seconda guerra mondiale teatro di un susseguirsi di scontri da parte della offensiva dei Sovietici il cui obbiettivo era l’apertura di un passaggio sul fronte orientale tedesco.

Il percorso prevede l’attraversamento del fiume per più volte, il panorama non è sempre dei migliori attraverso vecchi edifici abbandonati e bei palazzi in costruzione. Ma la desolazione è ripagata dalla gran massa presente e dalla grande partecipazione dei bambini che ci aspettano lungo i bei viali alberati e gli argini del fiume con le loro bandiere e con il loro calore, dal piacevole frastuono dei complessini e dagli innumerevoli volontari sempre vigili dei ristori. Tutto ciò denota una grande organizzazione pur se con pochi mezzi ma ciò che, torno a ribadirlo, traspare è la grande compostezza di tutti, esempio della fierezza e del carattere straordinario di questo popolo.

La maratona si conclude senza infamia e senza lode, finisher con 4:03:18, ma porto a casa un gran senso di gioia.

Molti pensano che io sia pazzo nel torturarmi per 42 km e a volte molto oltre, io direi che è proprio il contrario. Non confondiamo la comodità con la felicità. Dostoevskij aveva ragione: “La sofferenza è la sola origine della coscienza”. La fatica è qualche cosa di magico per cui la corsa rimane la mia terapia.

004Terminato il capitolo sportivo, si apre quello prettamente turistico e rilassante con mia moglie e figlia con la quale mi concedo una visita alle rinomate Miniere di Sale Wieliczka. Queste, attualmente non piu’ produttive, sono diventate un sito turistico di valore internazionale. Tutto ciò che si trova al loro interno è scolpito nel sale dai minatori, statue, altari, bassorilievi. Tutte opere stupende e senza tempo.

Secondo appuntamento è la visita di Auschwitz doverosa per il ricordo dell’olocausto e di ciò a cui può spingersi l’uomo con le sue aberrazioni. Non è la sede questa per descrivere le sensazioni provate, certamente un luogo che non può non far riflettere, tutto e stato ormai detto e ciascuno ascolti il proprio cuore; regna solo il silenzio, il rumore provocato dalle nostre scarpe e’ l’unico flebile rumore che udiamo, le voce sommesse ora si son fatte mute. Birkenau, dove gli schiavi lavoravano per il regime a costo zero; dove è l’uomo

  • Che lavora nel fango
  • Che non conosce pace
  • Che lotta per mezzo pane
  • Che muore per un sì o per un no

Tornati a Cracovia visitiamo il quartiere Kazimierz e il ghetto con le sue mura, la farmacia Pankiewicz, la piazza ove erano fucilati gli ebrei, la fabbrica di Schindler. Ci si sente a far parte della storia che insegna che non bisogna dimenticare: il passato debba essere da monito per i nostri figli.

Le case dalle pareti annerite e abbandonate sono solo case di ebrei deportati che non sono più tornati dai campi di concentramento.

Nel ritenere con questo mio scritto di avervi tediato abbastanza con tutte queste descrizioni e riflessioni vi saluto.

Clicca qui per le foto (di Paolo Reali)

Clicca qui per le foto (di Hartmann Stampfer)

 

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