17^ Maratona Terre Verdiane. Il “Mondo Piccolo” del 37° km: W Verdi, Giovannino, Matteo e il carnevale

C’era la fatica e la nostalgia della patria perduta.

3C’era a Roncole la vecchia casa natale del Maestro Verdi con tutta quella bella muffa, un velato ricordo, una patina antica di duecento anni. Il suo busto simpatico e forte da accarezzare e poi fuggire veloci. Toccarlo era come girare la manopola di una vecchia Radio. Ci si sintonizzava subito sul canale che portava tutte la sua Musica nella sua Terra. Sintonia. Due mondi: quello musicale e quello rurale, lontani ma dove lui ormai famosissimo e ricchissimo tornava sempre ad ispirarsi.

Più nulla è rimasto. Solo un cantiere disordinato. Speriamo nei prossimi anni di rivivere quelle sensazioni uniche, di riabbracciare la “Terra Verdiana”. Tutti i personaggi mi riappaiono come fantasmi davanti a questa casa dove duecento anni fa nacque il più grande musicista italiano, e cantano per me….Viva Verdi !

http://www.youtube.com/watch?v=dZ2smXGj3Cs

4Dopo 150 maratone ho avuto la fortuna di conoscere Fabio Marri. Mentre arrancavo sul cavalcavia, mi sorpassa veloce. Si materializza, ne segue un rapido colloquio. Gli dico: “Non pensavo esistessi!”. Risponde “Forse io no. Ma esistono le mie 289 Maratone….”. La discesa. Si dilegua ancor più veloce. Quando è ormai lontano di botto si gira e mi grida: “Ricordati al trentasettesimo non c’è solo Verdi. C’è la casa di Guareschi coi suoi figli”. Ci ho pensato per venti chilometri.

Ora sono qui al trentasettesimo, i bei ricordi delle sensazioni verdiane sono stati traditi. Chiedo dov’è la casa di Guareschi. Qui vicino ma è fuori dal percorso. Una rivincita o una piccola curiosità da appagare. Devio un poco nella via davanti alla casa di Verdi, me la indica un volontario all’incrocio dicendomi: “Guarda che la Maratona però è di qui”. “Torno Subito”. Su questa strada si trova il ristorante aperto da Giovannino Guareschi nel 1964, che ora è un bar.

Si trova anche la sede del Club dei Ventitré, sede della mostra antologica permanente “Tutto il mondo di Guareschi”.

5Un vero proprio museo gestito dai figli Carlotta e Alberto Guareschi. Moltissime copie dei libri di Guareschi, in diverse versioni, edizioni e lingue. Quasi 200.000 documenti parecchi restaurati. Articoli, raccolti e catalogati con passione e pazienza da tutto il mondo, che parlano del padre. C’è inoltre la sede del “Club dei Ventitre”, che non è una mezza maratona più due km, ma come Manzoni diceva di avere 25 lettori, Guareschi diceva di averne due in meno: 23 appunto. Attorno a questo Club, ruotano tutte le persone interessate alla figura di Giovannino Guareschi e alla sua opera. Lo tengono in vita redigendo anche un periodico quadrimestrale di informazione, Il Fogliaccio, che viene inviato ai soci per dare notizia di ogni iniziativa che si propone di approfondire e diffondere la conoscenza dello scrittore, amato all’estero, dimenticato e avversato in Italia specie dalla critica militante. Hanno anche un bel sitohttp://www.giovanninoguareschi.com/23club2.htm

Se avete 10 minuti fatevi un piccolo giro con me

http://www.youtube.com/watch?v=KbdGlXXdArw

15Riprendo la corsa e spero sia lunga più di 5 km. Devo scoprire e incamerare tutto in questo poco tempo che mi porta al traguardo. Tutto intorno “Il Piccolo Mondo” di GUARESCHI. Quante volte l’ho visto in bianco e nero da bambino nei film esilaranti con Fernandel e Gino Cervi. Si rideva e si pensava. Chi stava nel giusto, chi nello sbagliato? Ma non importava poi tanto, tutto finiva bene. Il meraviglioso era quel fiume imponente e i filari in bianco e nero dei pioppi.

Diceva Guareschi: “Il paesaggio è questo: e, in un paese come questo, basta fermarsi sulla strada a guardare una casa colonica affogata in mezzo al granturco e alla canapa, e subito nasce una storia“. Così pensavo correndo accompagnato dalla bellezza dei silenzi, dei campi limpidi, dei cieli aperti, seguendo i sogni e i racconti di chi era già passato per questo Piccolo Mondo. Diceva che “in quella fettaccia di terra tra il fiume e il monte, possono succedere cose che da altre parti non succedono. Cose che non stonano mai col paesaggio. E là tira un’aria speciale che va bene per i vivi e per i morti, e là hanno un’anima anche i cani. Allora si capisce meglio don Camillo, Peppone e tutta l’altra mercanzia. E non ci si stupisce che il Cristo parli e che uno possa spaccare la zucca a un altro, ma onestamente, però: cioè senza odio. E che due nemici si trovino, alla fine, d’accordo nelle cose essenziali. E se l’ombra di un morto viene a sedersi vicino a te, tu non ti spaventi e parli tranquillo con lei. Ecco l’aria che si respira in quella fettaccia di terra fuori mano: e si capisce facilmente cosa possa diventare laggiù la faccenda della politica.”

8Correndo ritrovo la magia dei racconti di Giovannino, le descrizioni dei suoi paesaggi, delle sue strade polverose, peccato che la corsa non costeggi il grande fiume Po, nei paesini protetti dai grandi argini, con le muraglie che fanno vedere la pianura dall’alto come un grande set cinematografico. Attraverso la favola del “Mondo Piccolo” ha saputo raccontare il buono che c’è in tutti gli uomini, con la sua più profonda umanità, che è uguale in tutti gli uomini, ha saputo parlare con umorismo e emozione al cuore dei lettori di tutto il mondo. Viva Giovannino!

http://www.youtube.com/watch?v=7T1ZjMZEIa0

Mancano ormai due chilometri.

9Queste sono le sue strade, questo è il suo piccolo grande mondo dove accadono fatti meravigliosi. Ieri. Penso, Renzi si è fatto premier scalzando il “mannequin” di Letta. Chissà che avrebbe pensato Guareschi di Renzi e che avrebbe scritto con Montanelli di lui sul Candido. Forse in lui avrebbe visto di certo il nuovo modello di Trinariciuto.

Per chi non lo sapesse i Trinariciuti sono dotati di una “ terza narice”, non per aumentare l’ossigenazione durante la corsa, ma questa narice ha una sua funzione completamente indipendente dalle altre due; infatti serve a svuotare il cervello dalla materia grigia e permette nello stesso tempo il carico al cervello delle direttive di partito.

Ebbene il Trinariciuto del XXI secolo, attraverso la narice, si connette con centoquaranta caratteri a Twitter. Svuota materia e spara Twittate.

10Iperconnesso, Renzi è uno di quelli che pronuncia le sue frasette con un vocabolario che è tutto “network”, “family”, “cool”, “friendly”, “start up”, “nerd”, “geek”, “giunior” dal latino junior. Nei sui tanti interventi pubblici sogna una politica in cui «è meglio essere leader che follower», e d’altra parte orecchia un po’ di Mark Zuckeberg e un po’ di Steve Jobs. Il nuovo trinariciuto a volte esagera e a una festa del Pd, ha spiegato che il suo partito «deve diventare come Amazon». Ne nasce una mischio inverecondo tra Facebook e la Silicon Valley , tra Maria De Filippi e Mike Bongiorno sparato nel simpatico involucro della parlata fiorentina. Tanto che Giuliano Ferrara, che pure lo stima, ha detto che: ”Renzi sembra afflitto da cacarella verbale. La sua è una scalata con mezzi casalinghi, tra la ribollita fiorentina e la mela morsicata della Apple, un’ascesa sempre più difficile, piena d’accidenti. L’idea del leader giovane, trentottenne riformista piace molto nell’Italia della gerontocrazia e degli antichi riflessi condizionati d’una sinistra polverosa e perdente. Ma se proprio non può leggersi qualche libro, almeno Renzi trovi qualcuno che li legga per lui”..

13Certo Guareschi non avrebbe sopportato i suoi discorsetti ammodino. La sua scelta stilistica e di vita avevano un registro sanguigno immediato e colloquiale, caratterizzato soprattutto dalle numerose locuzioni: “non avere peli sulla lingua, scappare i cavalli, perdere il controllo, perdere la pazienza, piantarsi i pugni sui fianchi, dirle grosse” e dall’uso sapiente degli alterati. Il ritmo di Guareschi non era un monocorde Twittatare ma un continuo variare di registri che passano dal sostenuto al colloquiale e che danno musicalità e carattere al discorso. Comunque sia largo a Renzi anche perché è il primo premier italiano che abbia corso una maratona anzi due . Alla Maratona di Firenze di tre anni or sono dette il via e poi partì vicino a me. Così scrisse la Nazione il giorno seguente: “Firenze, 27 novembre 2011 – Fra i quasi 9.000 maratoneti iscritti alla 28° edizione della Firenze Marathon segnaliamo gli arrivi di alcuni vip. Il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha mantenuto la promessa ed è arrivato in piazza Santa Croce in 4 ore 11 minuti e 1 secondo, in 4765° posizione, quindi in 251 minuti. “Sono soddisfatto e contento del risultato anche perché ho migliorato di mezz’ora il tempo ottenuto l’anno scorso alla mia prima maratona” ha dichiarato il sindaco”. Ad onor del vero anche Romano Prodi corse una chiacchierata maratona per chi voglia approfondire http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=1112598 .

1112Comunque Renzi, nel maggio scorso, sotto una pioggia torrenziale alla partenza del Passatore disse di non essere ancora pronto, ma promise di allenarsi per partecipare a quello di quest’anno. Penso sia molto più facile far cento chilometri che far cento giorni di governo. Comunque vada Auguri Matteo. Viva Matteo!

Il Piccolo Mondo è finito ormai sono al 41esimo. Busseto mi aspetta. Sento il carnevale che impazza. Peccato davvero essere già qui. Forse questa Terra Verdiana è fatta per pensare. Per non avere paura di restare solo coi propri pensieri, andare alla ricerca di sé stessi magari lungo l’argine del Po o in una strada come questa che sto percorrendo. Ma ora basta elucubrazioni. Si faccia largo al Carnevale. Semel in anno licet insanire. Corriamo veloci. Siamo arrivati. Cambiamoci in fretta. Indossiamo una maschera in più. Sia largo alle danze.

Viva il carnevale!

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