19 marzo 2016: grande successo della 6 ore di Pianezza!

Il percorso, omologato Fidal, consisteva in un giro iniziale di 900 metri circa, che precedeva gli altri, di 1.180 metri; 36 giri completi andavano esattamente a coprire la distanza della maratona. Una salitella non troppo ripida a inizio di ogni giro, seguita da una discesa più lunga e dolce, facilitavano i cambi di ritmo.

Il paesaggio, sebbene al di fuori del centro abitato, si presentava estremamente tranquillo, in quanto completamente escluso al traffico, e le basse e candide fabbriche nulla toglievano alla vista delle Alpi imbiancate nei giorni scorsi, dei verdi campi brillanti sotto il caldo sole, del cielo di un azzurro intenso privo di nuvole, della luna quasi piena comparsa via via che il sole si abbassava e le ombre si allungavano.

I più veloci sono stati, ovviamente, gli staffettisti, ma la competizione ha riservato buone prestazioni anche in campo individuale: primo uomo Stefano Velatta, che ha portato a termine la distanza di 73,0394 km, e prima donna Arianna Regis, con 66,3610 km.

Si sono inoltre contraddistinte le veterane Monasterolo e Callegari che, con prestazioni di tutto riguardo, si sono meritate rispettivamente il record italiano ed il primato italiano e mondiale di categoria sulla distanza.

La gara assegnava altresì i titoli di campioni regionali di categoria IUTA per la specialità. A tal proposito, Marinella ci tiene a precisare di non essere riuscita a distribuire tutte le medaglie del caso; coloro che non si fossero fermati alla premiazione e non l’avessero ritirata, potranno mettersi in contatto con lei.

001 1Protagonista principale dell’intera manifestazione è stato, come da copione, lo sport, ma i veri vincitori sono stati gli organizzatori che, con tanto impegno e dedizione, sono riusciti a mettere in piedi una gara che ha accontentato e soddisfatto, mi sento di dire, la stragrande maggioranza dei partecipanti. Nulla sfugge infatti all’occhio critico dei podisti che, sebbene popolo spartano, sembra cerchino “il pelo” anche nell’uovo d’oro, ben sapendo che la perfezione non è di questo mondo. Ma il mio orecchio attento ha registrato una grande quantità di consensi e la quasi totale assenza di critiche. E vorrei ben vedere: niente auto sul percorso; ristori, sia liquidi che solidi, copiosi e di ogni sorta, mai vista cotanta abbondanza, accoglienza, disponibilità e generosità straordinaria da parte di Marinella ed Eugenio – sempre pronti ad accontentare e ad assecondare i capricci del podista esigente – e dei tanti volontari che ci hanno sostenuto incitandoci e sporgendoci i bicchieri ad ogni giro; professionalità, serietà e precisione da parte dei giudici di gara, che non hanno staccato un attimo gli occhi dal percorso, come a comprovare ed autenticare l’automatismo dei “chip” elettronici; pasta party finale ottimo e cospicuo, bel momento di coesione e di relax per chi ha potuto fermarsi; a conclusione, una ricca premiazione ha intercalato la cena.

Mi sento di dover esprimere un mio personale grazie in primis all’ideatrice, Marinella Satta, che ha voluto questa manifestazione con tutte le sue forze, e che ha dato anima e corpo per la sua buona riuscita, con la modestia di chi cerca i difetti per migliorarsi, per esempio correndola e ponendosi sul nostro stesso piano (e, ridendo e scherzando, portandosi a casa un buon risultato!); ed inoltre a tutti coloro che le sono stati vicino e l’hanno sostenuta nell’organizzazione e nella realizzazione.

Complimenti e grazie anche a Renzo Fallarini, presidente  della podistica Tranese, per la sua preziosa collaborazione, frutto di tanta esperienza personale sul campo; ai giudici, che hanno regolamentato con autorevolezza la competizione; all’assessore allo Sport, arch. Enzo Romeo che, accogliendo la “6 ore di Pianezza”, ha dimostrato in maniera tangibile di promuovere lo sport quale importante valore di aggregazione sociale; al complesso sportivo Musinè Sport Village di Pianezza, che ci ha aperto le porte con cordiale accoglienza; ed in ultimo ma non ultimo, al comune di Pianezza, che ci riservato un calore ed un’ospitalità particolare, facendoci sentire come a casa nostra.

E poiché “squadra che vince non si cambia”, mi auguro di poter correre, l’anno prossimo, la 2° edizione “della 6 ore di Pianezza”!

Clicca qui per le foto (di Mario Liccardi)

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