Questa volta, la regia l’ha assunta Giambattista Genco, uno dei primi ultramaratoneti della Regione, che vi ha riversato tutta la sua lunga esperienza.
Da queste parti, non è di casa la scaramanzia, a giudicare dal nome scelto. Hanno preso il numero 1 ordinale inglese, vi hanno aggiunto il cognome dell’attuale Presidente della Società organizzatrice e l’hanno completato con l’abituale “marathon”. Ne è uscita una denominazione che è strana solo a prima vista: 1stRanamarathon.
Nelle 6 ore, hanno presentato il salotto buono della città, rappresentato dal centro storico con la sua caratteristica forma circolare; nell’occasione, si sono spostati in un quartiere periferico, distante 2 km dalla città, in località San Pietro Piturno, un agglomerato di case popolari degli anni 70, in festa per la ricorrenza dei SS. Pietro e Paolo.
Il terreno di gioco è stato un circuito di circa 5 km, tracciato nella campagna circostante: nove giri per un totale di 47,500 km. Naturalmente, si sono accontentati anche i maratoneti con otto giri; gli staffettisti con 2 giri x 4; i velocisti della mezza maratona con quattro giri.
Un percorso per niente facile, costantemente ondulato, che ha impegnato i partecipanti, partiti alle ore 15:30 di una giornata fresca, soleggiata e ventilata.
Molti gli spettatori sulla zona partenza-arrivo, data la solennità della festa patronale in questo sabato, 29 giugno; ad applaudirli lungo il percorso, i proprietari sull’uscio del loro trullo. Cinque chilometri, tutti nell’aperta campagna murgiana, fortemente caratterizzata da sentieri delimitati da muretti a secco, robusti quanto le mura di una città fortificata. Pascolavano liberamente cavalli, laddove il grano era stato mietuto, il cui giallo dorato contrastava con il verde dei querceti e dei terreni coltivati a ciliegie, fichi, peri, mandorli, ulivi, vite. L’aria tersa permetteva la vista di ampio tratto del territorio punteggiato di case sparse, che si andavano poi a raggomitolare sotto il campanile dell’abitato di Noci, quasi a mettersi sotto la sua protezione.
In armonia con l’ambiente agreste-pastorale, qualche accesso stradale era sbarrato con balle di paglia. Il chilometraggio era intonato alla denominazione della gara: sul cartello, il numero delle rane disegnate indicava il numero dei chilometri. A due covoni avevano dato le sembianze di un uomo e una donna che salutavano il passaggio dei maratoneti.
Nel passare nel centro abitato, si osservava un religioso silenzio per non disturbare la messa all’aperto e l’omelia del vescovo, che non ha fatto mancare la sua presenza, sull’esempio di papa Francesco, nel modesto quartiere.
Buoni i ristori, con rispetto dell’ecologia e assenza di bottigliette di plastica.
Le premiazioni erano quasi pronte, quando un’improvvisa acquazzone ha creato un fuggi fuggi generale.
E’ facile capire come l’ASD Putignano abbia fatto la parte del leone. L’azzurro Vito Intini ha vinto l’ultramaratona nel tempo di 3:39:08 e Giovanni De Robertis la maratona in3:07:43; Anna Maria Brunetti l’ultramaratona in 4:36:54, Angela La Torre la maratona in 3:33:15.
Sciolte le gambe con 47,500 km, alcuni si sono diretti a Pantano di Vignola (PZ) per la 6 giorni del Pantano, in programma il primo luglio.



