Ameno scenario, pronto ad accogliere la 2° edizione della 6 Ore del Mare, squisitamente organizzata, gestita da Julius Iannitti. Il ricavato della 1° edizione, servito all’acquisto di un defibrillatore in dotazione alla scuola. Questa volta, destinataria del ricavato l’associazione sanitaria Dynamo, il suo motto: “dove la vera cura è ridere e la medicina l’allegria”.
Percorso di gara, 1.250 metri sul lungo mare. Circa 150 atleti scalpitanti dalle 14:00 alle 20:00, clima torrido, alto tasso di umidità, almeno per le prime 3 ore. Encomiabili i tempi dei vincitori delle 21, 30, 42 km: rispettivamente, 01:30:25, Nicolò Guglielmi, Atl. Monopoli; Fabio Bove, 02:21:10, Correre e Salute Mottola e Riccardo Campa, Atletica Amatori Corigliano, che ha coperto la classica distanza di maratona in 03:47:04, dalle ore 14:00 alle 17:47, durante la fase peggiore della gara dal punto di vista atmosferico. Sapientemente supportato dall’esperienza di Antonio Specchia (04:40:31). Bravo Riccardo!
Sei ore, primo Massimo Termite, atleta di valore assoluto nelle ultra, con 68,750 km percorsi.
Brillante Viviana Verri degli Amatori Corigliano, con 02:53:18 nella 30 km. Già in auge alla 100 km del Gargano 2015 dell’amico Pasquale Giuliani.
Tanta forza, volontà, spirito di sacrificio in Luisa Zecchino, 5° assoluta, prima donna con 63,750 km, della Soc. T.P.S. Massafra. Sono oltre 60 le mie 6 Ore, Lei sempre presente, prima classificata, tranne qualche rara eccezione al 2° o 3° posto.
Corposa la partecipazione della “nostra famiglia”: da Domenico Favia (57,500), primo nella classifica nazionale IUTA, a Michele Calabrese, Francesco Cannito, Stefano Montemurro, Cosimo Di Giulio e consorte, sempre brillante Nunzia Patruno. Per continuare: Antonio Nicassio, Aldo Gallo alias piscione – così nominato, non ne conosco il motivo – Gennaro Napoletano.
Per finire, Massimo Faleo e Felice Russo, vulcanici, nonché bandiera del nostro Club in rappresentanza dell’infimo Sud Italia. Non me ne vogliano: Andrea Adanti, Sante Maurizio Neve, Girolamo Capazzera, se citati per ultimi, ma ……. non ultimi per forza d’animo, passione sportiva.
Di norma, finita la gara, termine dello spettacolo, ognuno per la sua strada. Castellaneta Marina alle 20:00, colma dal festante brulichio degli atleti ed accompagnatori. Molti a gustare le originali pizze al ristorante attiguo al lido Trocadero, dopo il pasta party offerto dall’organizzazione. Atmosfera surreale sino a quasi mezzanotte. Il lungo mare degli Eroi, illuminato da fiochi lampioni, la baia degli Dei con i suoi argentei riflessi lunari, le onde a lambire dolcemente l’arenile. All’orizzonte, luna piena a vagare tra nubi minacciose, tuoni, fulmini traccianti i tetri comignoli dell’ILVA, a sinistra della linea dell’orizzonte, lo sky line, in chiaro scuro, di Massafra, Martina Franca. Alla vista di tanto spettacolo, la mente riandata a “Miti e Leggende”, “Dei ed Eroi”, miei remoti testi scolastici di scuola media. Ricordi di passate civiltà, Lapigi, Messapi, che occuparono la vasta area geografica sino oltre 2.000 anni prima di Cristo.
Testimonianze, archeologia messapica dai confini della terra di Bari, necropoli di Egnatia presso Fasano, col presepe vivente natalizio in naturali cavernicoli affranti, sino alle estreme propaggini di Leuca, ad Ugento, Poggiardo e la sua frazione di Vaste col museo a cielo aperto chiamato “Parco degli Eroi”. Riandando a nord della penisola salentina, verso Oria col castello federiciano, le possenti mura dell’antica Manduria. Il Parco Rudiae, a tre km da Lecce, che segna la fine del periodo messapico in combinazione al momento imperiale augusteo romano.
Lecce, unica città a vantare i resti di due anfiteatri, appunto il messapico e l’augusteo nel cuore di piazza Sant’Oronzo. Il comune di Cavallino, limitrofo a Lecce, ricolmo di reperti messapici tra le vie cittadine. I Messapi hanno dato molto alla civiltà greco-romana, in arte, rapporti commerciali, di scambio, conoscenza del Mar Mediterraneo.
Dalla baia degli Dei si avvista Martina Franca, porta meridionale della Valle d’Itria, con i suoi 431 metri s.l.m. Valle d’Itria o anche Valle dei Trulli, per le abitazioni a pietra viva a punta di cono; masserie, paesaggio rurale intensivo caratterizzato da muri a secco, terreno calcareo dal vivo color rosso porpora della terra. Centri principali, la citata Martina Franca, Locorotondo, Cisternino, Alberobello, col centro storico disseminato di trulli, tanto da rimandare, analogicamente, ai Sassi di Matera per la rara caratteristica di, pur diversa, architettura. Valle d’Itria, in passato, terra di agricoltura, pastorizia, masserie fortificate, transumanza dall’Abruzzo al Salento, attraverso le Murge in tratturi, passi carrari.
Castellaneta Marina, baricentro di tale vasto, variegato spettacolo!
Consiglio agli amici una permanenza di 3-4 giorni, in occasione della 3° 6 Ore del Mare del 2017. C‘è tanto da ammirare, gustare, come gli gnummareddi, il capocollo di Martina, la zuppa di pesce di Porto Cesareo, Gallipoli …………..
Va, infine, un sentito ringraziamento a Tempo Gara, il cui apparato di controllo ha indicato, in classifica di maratona, al mio nome, *** stelle a fianco, meno male soltanto TRE! La lavagna, mi è antipatico dire disk play, comunque, indicava 31 giri per 38,750 km, 3,445 km in meno della Maratona. Chi si accontenta ….. gode, ed io godo dall’alto delle mie 254 maratone ed ultra, alla faccia delle “teutoniche” rilevazioni di Tempo Gara. Mi si obietterà: ma non hai conclusa la distanza della maratona!! Vero, tuttavia fatti 38,750 km nelle 6 Ore ……….




