Forse non tutti lo sanno ma nella classifica annuale di Lonely Planet, la guida turistica più venduta al mondo, al secondo posto fra le top ten “best value travel destinations in the world for 2014” c’è ancora la Puglia. “La Puglia”, si legge tra le motivazioni, “vanta il meglio dell’Italia meridionale: i ritmi di vita, le tradizioni, la bellezza dei luoghi. Indomita”
www.lonelyplanet.com/travel-tips-and-articles/lonely-planets-best-value-travel-destinations-for-2014
E forse qualcuno avrà sentito che, nella classifica dei best trips per il prossimo anno stilata da National Geographic, la Puglia è entrata nelle venti destinazioni al mondo da vedere assolutamente. Nell’articolo si vede che i trulli di Alberobello campeggiano nella copertina della sezione Travel dell’edizione internazionale di National Geographic che annuncia le 21 mete turistiche da non perdere per il 2014. C’è sempre una maratona lì vicino. E allora perché non sognare di andare nel Territorio del Nord in Australia; a New Orleans; nella città argentina di Cordoba; a Capo Verde; nel parco nazionale di Ranthambore in India; a Arbil (Iraq); a Sarajevo; nel parco nazionale delle Montagne Rocciose in Colorado; a Sochi in Russia meta dei Giochi Olimpici invernali; e poi ancora a Riga, capitale della Lettonia; nel principato del Liechtenstein; nella Guyana; nell’Oltretago in Portogallo; nel parco nazionale di Nyungwe in Ruanda; nell’altopiano di Bolaven nel Laos; nel cosiddetto “sentiero del Cacao” in Ecuador; il Nahanni National Park in Canada; percorrere la John Muir Way, strada costiera a Sud di Edimburgo in Scozia; o visitare i vicini paesi Catari in Francia.
Arriviamo ad Ascoli Satriano dove il 22/12/2013 il poliedrico Massimo Faleo ha organizzato la 6 ore. Questo comune di 6.300 abitanti è in cima ad uno spuntone roccioso situato a 393 di altitudine; sale dal Tavoliere dando origine ai primi Monti Dauni che fanno parte del Subappennino pugliese. Ascoli Satriano, un nome duro come le sue salite!! Respinto nel 2012 dal dislivello proibitivo per le mie possibilità, allora pari a 3.200 m per completare la maratona, nel 2013 grazie all’altimetria dimezzata ho potuto portare a termine la gara riprendendomi con Onore la rivincita sull’Unica Gara non portata a termine in Carriera. Sempre dura comunque: a distanza di due giorni ho ancora i polpacci che gridano vendetta!
Spaventati dalle dure salite dell’anno scorso, molti partecipanti hanno dimezzato le presenze. Facendo della pura statistica sugli arrivati, siamo passati dai 117 nel 2012 (44 nella 21 km, 16 nella maratona, 57 nella 6h) ai 60 nel 2013 (rispettivamente 11, 19, 30). Questo non ha comunque compromesso la bella festa e l’organizzazione è stata delle migliori. Antonio Mazzeo ha corso con il pettorale n. 1 ed è stato premiato con una targa alla carriera, esempio unico di come un uomo nonostante la grave malattia continui a correre e lottare. Aldo Gallo pettorale n. 200 ha festeggiato la sua 200esima maratona con uno splendido costume da Babbo Natale e con la sua solita simpatia contagiosa. Da segnalare nella 6 ore il secondo e terzo posto di Luciano Piazza e Graziano Guerrieri. Lunga la strada del ritorno nella nebbia della Val Padana. Quando entriamo in un banco un po’ più spesso, Pino comincia a fischiare in modo deciso e poi parte il coro del gruppo vacanze: www.youtube.com/watch?v=f12j526lFDg
Partire è un po’ come morire e mi dispiace lasciare gli amici pugliesi e tornare con la tradotta nel freddo Nord. Peccato aver assaporato così poco anche stavolta della storia e delle origini paese. Abbiamo visto per un attimo le due colonne miliari dell’antica Via Traiana poste davanti alla porta di Sant’Antonio Abate che immette nel centro storico. I dintorni di Ascoli Satriano, come spesso in Italia, sono un grande parco archeologico ricco di misteri e racconti. C’è anche un interessante Polo Museale dove collabora l’archeologa Giovanna Baldasarre, autrice di questo breve Giallo che esprime nel migliore dei modi quali sensazioni un capolavoro dell’antichità possano suscitare. Ora immaginate di essere un ragazzino, Paolino, che ascolta con il suo nasino all’insù durante la visita a questo Museo….
“Gli oggetti in marmo orientale che potete ammirare in questa sala fanno parte del corredo funerario di una tomba a camera del IV secolo a.C. di un ricco signore Daunio. Il reperto più prezioso è il Trapezophoros, ovvero un sostegno di mensa con due grifi che azzannano un cervo” …. La voce della guida giunge come un’eco lontana alle orecchie di Paolino, come una radiolina lasciata accesa a basso volume mentre sullo schermo della televisione sfilano le immagini di un film muto. Paolino non ha mai visto nulla del genere in nessun libro, cartone animato, documentario, film di fantascienza … eppure è un appassionato di animali, anche di quelli fantastici. Il suo sguardo è catturato dalla forza e dalla bellezza del corpo alato dei grifoni. Con quanta voracità afferrano il corpo inerme del cervo e lo azzannano sul dorso. Il volto dell’animale braccato è rassegnato: quale resistenza può opporre a simili creature? Ancora poco e di sé non resterà più alcuna traccia, se non qualche osso sminuzzato. E a quel punto i due predatori, sazi ma non del tutto, libreranno le loro maestose ali verso l’alto e si muoveranno alla ricerca di un’altra vittima sacrificale. I due grifoni sono animali di natura composita: hanno il corpo snello, agile e senza pelame come quello di un leone o di un cane, mentre le zampe sono dotate di artigli. Il collo lungo e crestato ricorda quello di un serpente, mentre il muso evoca quello di un rapace dal becco adunco, con lunghe orecchie da quadrupede. Ma chi può aver partorito animali del genere? Un leone ? Un’aquila? Un cane ? Un serpente? Paolino si avvicina a passi lenti al gruppo marmoreo. Un misto di stupore e timore lo invade: e se i due grifoni si accorgessero della sua presenza e gli saltassero addosso mandando in frantumi la vetrata di protezione? Tutto è possibile, sono solo due statue, eppure la scena che ha davanti ai suoi occhi gli sembra più reale di qualsiasi altra cosa, persino dei suoi compagni che si muovono con frenesia da un angolo all’altro della sala.
La guida dice: “Tutti questi reperti in marmo furono trovati tra il 1976 e 1977 da alcuni tombaroli in una tomba a camera scavata illegalmente nel territorio di Ascoli Satriano. Alcuni di questi oggetti furono sequestrati dalla Guardia di Finanza e abbandonati nei depositi della Soprintendenza. Qui sparirono inghiottiti dalla burocrazia per vent’anni, sono stati ritrovati nel 2006 a seguito di indagini riaperte per avvenimenti che vi sto per narrare. Infatti gli altri pezzi trafugati furono venduti a un mercante d’arte, Giacomo Medici, e per vie traverse finirono al Paul Getty Museum di Malibu in California. A seguito della confessione in punto di morte di uno dei tombaroli venne avviata una complessa indagine, che riporterà in Italia i reperti solo nel 2007. Fortunatamente grazie a questa confessione si è concluso tutto nel migliore dei modi. Insomma, un giallo archeologico pienamente risolto!”….“Altro che giallo!” pensa Paolino, “questi grifoni hanno vissuto un’avventura straordinaria, una missione impossibile! Sono stati rinchiusi in una tomba per secoli e hanno viaggiato fino in America, per poi tornare nel luogo d’origine, là dove tutto è cominciato. Hanno sfidato il tempo e superato ogni ostacolo e dopo più di 2000 anni sono ancora qui, a terrorizzarmi e meravigliarmi con il loro sguardo assassino”….Paolino incuriosito si avvicina con cautela al vetro che lo separa e difende dai due animali, si accorge che sul loro corpo ci sono tracce di colore: azzurro sulle ali e sul busto, rosso sulle creste del collo, verde sulla base. Per un attimo prova ad immaginare come doveva presentarsi il gruppo scultoreo agli occhi dei parenti del defunto e quasi gli si mozza il fiato. Wow! Ma perché avranno scelto proprio i grifoni? Chissà, forse anche il signore della tomba era un appassionato di animali come lui o forse saranno stati i suoi figli a scegliere i grifoni. Che idea geniale! Questi antichi Dauni erano davvero forti!
Paolino se ne va a visitare le altre sale del museo e chiede: “Prof pensa che i grifoni saranno ancora qui tra duemila anni? Non esisteranno più? Torneranno in America?” “Difficile dirlo! Speriamo di sì, ma non possiamo prevedere cosa accadrà tra così tanti anni… Perché me lo chiedi Paolino?” “Voglio che tanti ragazzi vengano a vederli, è stato bellissimo! Come fare un viaggio nel tempo, come guardare un film fantastico al cinema, entrare nello schermo e vederne da vicino i protagonisti … Grazie per avermici portato! Sarà una visita che difficilmente dimenticherò!”
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