La “6 ore de Conti” ha una particolarità che la distingue da tutte le altre 6 ore. Infatti prevede un giro iniziale di circa 10 km scarsi per poi rientrare in centro e percorrere ripetutamente un anello di poco più di un km nelle vie del borgo storico. Il giro iniziale di 9,5 km da un punto di vista paesaggistico é incantevole, immerso nelle colline marchigiane; dal lato podistico invece é piuttosto pesante, prima fase in discesa, poi saliscendi, infine salite per ripidi tornanti fino in paese; fortunatamente é presente un ristoro che incontriamo al km 5 ed al km 7 .
Mi ricordo lo scorso anno quando, rapito dalla bellezza dei luoghi, mi ero lasciato andare correndo la prima parte ai ritmi di una 10 km; quest’anno sono stato più prudente ed al ritorno in centro dopo 9,5 km il cronometro ufficiale segnava pochi secondi sotto l’ora. Al ristoro, oltre all’abbondanza di liquidi e solidi, ad attenderci i graditi ghiaccioli, la specialità di questa 6 ore e rappresentati anche sul pettorale. Inizio una sfida a chi ne mangia di più con Me Medesimo Morellino Massimiliano Morelli; alla fine lui alza bandiera bianca ed io arrivo a 7 o 8 provando tutti i gusti.
Dopo un paio di ore, ritornando per l’ennesima volta sotto l’arco di partenza, sulla destra, vedo qualcosa di veramente inspiegabile e penso ad una allucinazione. La stanchezza? Forse il caldo? Troppi ghiaccioli? Mi fermo, rivolgo lo sguardo da un’altra parte, poi ritorno al punto di origine. Il motivo, mi correggo, i due motivi del mio stupore sono ancora li, penso di non trovarmi più a Serra de Conti, ma di essermi trasferito al Carnevale di Rio de Janeiro. Infatti i motivi del mio stupore sono due affascinanti signorine brasiliane vestite succintamente che stanno ballando la Samba.
Franco Draicchio e gli amici della podistica Valmisa hanno colpito ancora.
Dopo i ghiaccioli polari lo scorso anno, le ballerine brasiliane quest’anno, mi domando da quale continente arriverà la sorpresa per la prossima edizione. Nei giri seguenti noi podisti maschietti faremo la fila davanti alle ballerine, in attesa di scattare una foto da postare agli amici assenti e farli morire d’invidia.
Verso la fine della terza ora di gara, gli spettatori se ne vanno, le strade si svuotano, rimangono solo i podisti, cresce la tensione, sta per iniziare un altro evento sportivo. Sicuramente di minor impatto mediatico ed importanza rispetto alla nostra 6 ore de Conti. Alle ore 21:00 il fischio d’inizio di Italia – Germania di calcio agli Europei in Francia. Peccato che il valente Franco Draicchio non sia riuscito a convincere la UEFA a rimandare la partita di calcio, ma noi, seppur supertifosi della nazionale di calcio, preferiamo lo sport praticato a quello visto in TV. Per attenuare il dispiacere di non potere assistere alla partita di calcio, l’amico Giammarco Papi della Valmisa ha montato un maxischermo lungo il percorso. Dalle finestre aperte delle abitazioni giungono i suoni della partita. Verso le 22:15 un grido di disperazione, attraverso le vetrate di un bar vedo in TV un calciatore in maglia bianca esultare, la tragica conferma quando leggo sul maxischermo Gemania – Italia 1-0. Ma come noi podisti delle lunghe distanze non molliamo mai, anche la nostra nazionale non si arrende. Dopo un quarto d’ora sento un grido di speranza “RIGORE”, dopo un minuto un BOATO; non ci vuole molta immaginazione per capire che l’Italia ha pareggiato.
Mi sto avvicinando al traguardo della maratona, ormai ho deciso; in caso di rigori mi fermerò per vivere le ultime forti emozioni della partita. Ad ogni giro leggo il risultato della partita bloccata sul pareggio e poi controllo sul tabellone dei cronometraggi la distanza chilometrica percorsa. Alle 23:20 ho raggiunto km 44,461; potrei correre altri 5 km ma può bastare così. Consegno il chip e ritiro la simpatica ed originale medaglia in terracotta rappresentante un ghiacciolo. Mi affretto verso il maxischermo, ormai c’é una folla di podisti. Iniziano i calci di rigore, si alternano gesti scaramantici, speranze e delusioni fino all’ultimo fatale rigore.
Su tutta Serra de Conti cala il silenzio. Molti podisti ritornano a correre, io seduto sulla linea del traguardo assisto agli ultimi minuti di gara ed incito gli amici. A mezzanotte termina la gara, i concorrenti segnano a terra con il gessetto la loro posizione e velocemente i giudici iniziano a conteggiare i metri parziali con la rotella metrica.
Una seconda edizione davvero ben riuscita; ha confermato tutti i numerosi aspetti positivi della prima edizione già buona, ed ha migliorato la logistica del pasta party finale posizionato in zona arrivo, non in prossimità della palestra distante un paio di chilometri. L’organizzazione ha prestato attenzione agli aspetti fondamentali della gara come la sicurezza sul percorso, i ristori con un’ampia scelta di bevande e cibi solidi, ha predisposto una doccetta rinfrescante, ma ha curato nel dettaglio anche aspetti secondari come il maxischermo, la presenza delle ballerine e diverse postazioni musicali che hanno allietato noi podisti per tutta la durata della gara.
Per questi motivi voglio ringraziare Franco Draicchio ed il suo staff della podistica Valmisa e lo saluto con un arrivederci alla prossima edizione.
[Clicca qui per il precedente articolo della 6 ore de’ Conti, ove di Franco Draicchio informa che “ballerine brasiliane hanno permesso alle ultramaratonete di recuperare parecchi chilometri sui loro rivali maschietti impegnati in selfie e passi di danza carioca” …. come le foto allegate ben documentano. NdR]
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Dopo le gioie, iniziano i dolori. Davanti al maxischermo

Italia eliminata


