2^ Maratona dell’acqua (Lago Iseo)

Non “un’onda di emozioni”, come recita lo slogan della manifestazione, piuttosto un mare di emozioni riserva questo lago, incastonato tra la Valcamonica che gli immette l’Oglio, la Franciacorta in cui il fiume defluisce e le Prealpi.

422 i classificati, regolati sullo striscione d’arrivo da Nicola Venturoli (2.27.52), Tito Tiberti (2.33.38), Alfredo Corsini (2.42.18); e da Ivana Iozzia (2.54.15), Paola Mazzolini (3.22.29), Silvana Uboldi (3.24.09).

Fino al 31° km, è stato in testa Tito Tiberti, un bresciano che, dismessi pantaloncini e scarpette, prende carta e penna per raccontarci commenti intelligenti e cronache vissute. Completato il test per la maratona di Berlino, non ha forzato, dando via libera a Nicola Venturoli. La vera sfida fra i due si disputerà a New York.

2Senza storia la gara femminile. Ivana Iozzia, proveniente dal lago di Como, è giunta sul lago d’Iseo per fare un buon allenamento di preparazione alla maratona di Carpi. La già campionessa italiana di maratona ha recitato un lungo monologo in completa solitudine.

Quest’anno, s’è registrato un numero d’iscritti leggermente inferiore a quello dello scorso anno, in cui, va detto, il pettorale era gratuito alle donne. Discettare su un calo fisiologico, è una perdita di tempo. Certamente, non imputabile all’organizzazione, che s’è dimostrata all’altezza. Traffico controllato nella prima metà, fra vigneti e granturco, prevalentemente su piste ciclabili, come ben specificato nel programma; completamente chiusa al traffico la seconda metà. Il trasporto dei partecipanti è stato efficiente, nonostante non fosse facile gestirlo, prevedendo anche il trasferimento a Predore degli staffettisti (29 staffette di 21 km x 2). Adeguata la quota d’iscrizione in rapporto ai servizi offerti, con un grand’affare per i Supermaratoneti, giunti in massa con in testa i toscani, al prezzo agevolato di 15 Euro. “Largo agli amatori!”, sembra essere la parola d’ordine di Gabriele Rosa e compagni, nonostante che, da queste parti, siano specialisti nell’allenare keniani. Sono gli amatori che valorizzano il territorio e creano turismo.

Ha lasciato a desiderare la logistica dell’arrivo per la troppa distanza, da fare a piedi, fra il recupero borse e le docce.

Personalmente, non ho sofferto molto il caldo. Al mio arrivo a Sarnico, alle ore 11.24.00, il termometro segnava 26°; a Tavernola Bergamasca, alle ore 12.23.00, segnava 25°. Tutta la sponda bergamasca ha offerto refrigerio con il suo susseguirsi di gallerie, tunnel scavati nella nuda roccia ed alberi. Ad un certo punto, stavo così bene da essere dispiaciuto che la gara non contemplasse l’intero periplo del lago.

Per mia fortuna, la gara è finita a Lòvere, dove sono giunto a corto di zuccheri. Previgentemente, mi sono adagiato al suolo per evitare guai peggiori.

Mai dire gatto se non l’hai nel sacco!

3

4

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Leggi anche