Non sono impazzito. Questo è l’incipit del libro “La navigazione di San Brendano”.C’è una vecchia leggenda in Irlanda che racconta la vita di San Brendano. Dopo 7 anni di pellegrinaggio, rischi e fatiche terribili in mezzo all’oceano, tornò sano e salvo nella sua Irlanda. La leggenda lo trasfigurò, immaginandolo alla testa di un gruppo di monaci, alla ricerca del Paradiso Terrestre situato su un’isola meravigliosa, facendogli fare vari incontri con creature fantastiche. Brendano era famoso in tutta Europa, lo conosceva anche Dante. In queste vecchie leggende, si parlava di angeli caduti, che Brendano disse di aver visto con delle piume candidissime, trasformati in colombe sopra di un albero nel paradiso. Spiriti decaduti, né malvagi, né superbi, senza colpe. Spiriti che nella Divina Commedia, Dante pone come neutrali.
Arrivato da così lontano anch’io mi sentivo novello Brendano. 900+900 km di pellegrinaggio e solo 43.03 km di meditazione. E’ il 2 febbraio 2014. Il capitano di ventura Massimo da Foggia detto il Faleo, ci chiama laggiù a disputare una Maratona nel Bosco del Santuario dell’Incoronata alle porte della Puglia. 13 ettari di pace sotto 57 metri di campanile. Avanziamo tra i fedeli che giungono per venerare la statua lignea della Madonna dell’Incoronata, dipinta in nero, risalente al XIII sec. Meditiamo correndo nel vialone nel parco. La pioggia e il vento sono gli stessi che attraversavano questi luoghi quando Federico II di Svevia veniva a cacciare. Qui si dice addirittura che ci furono 1500 cacciatori tutti insieme. Giunsero per festeggiare nel 1254 l’incoronazione di Manfredi di Svevia. RE e i cacciatori continuarono a venire fino nel 1700 con i Borboni.

Ma non sono tornato qui a rivivere, scrivere e fare di conto della solita corsa. Lascio il compito al Consiglio Notarile Nazionale. Vorrei invece raccontare ciò che è indicibile, per testimoniare con la mia stessa persona, le sensazioni rimaste nella memoria e nell’anima. Un mio breve viaggio agli estremi confini del mondo e ritorno. C’è una frase che molto tempo fa incontrai leggendo un vecchio libro francese andando verso Compostela. Il titolo del libro era “I Pellegrinaggi” e l’autore un francese, Henri Engelmann: “Il pellegrinaggio è una forma eminente di preghiera e vale a colui che lo compie grazie eccezionali…… due pellegrini il cui tascapane è contrassegnato sia dalla Croce di Terra Santa o dalla conchiglia di San Giacomo…..possono tranquillamente affrontare il giudizio di Dio”.
Mi sento il discepolo di Brendano, lo interrogo ansioso, vorrei saperne di più. Non c’è che l’intraprendere lo stesso cammino, non importa se sto correndo. Vedo passare accanto a me tanti angeli, che caduti o in piedi comunque corrono. Forse sono angeli decaduti e per questo motivo allontanati dal Paradiso, che cercano di tornarci elevandosi in questo modo. Forse sono in esilio. Forse corrono per punizione o per ribellarsi del loro stato. Ci deve essere una forma di preghiera anche per chi questo tipo di pellegrinaggio lo fa correndo. Ci può essere l’occasione di trasformare questo lungo viaggioin una ricerca spirituale. Le tante ore trascorse peregrinando avanti e indietro in un luogo considerato sacro, diventano una sublime penitenza. All’ultimo giro nella pioggia sferzante recito tutte le poche preghiere che so e arrivo in un freddissimo solitario stato di Grazia. La mia piccola missione è compiuta. Nasce la consapevolezza per la seconda volta di un affettuoso ringraziamento, una personale Devozionedel Maratoneta alla Madonnina Nera dell’Incoronata.

Cullandomi poi nei 900 chilometri del ritorno mi riprometto, tornando a casa, di fare una piccola ricerca tra la corsa e il sacro. Ecco i risultati, nel web si trova molto:
Il maggior numero dì citazioni del Nuovo Testamento sulla corsa descrivono l’esperienza dell’Apostolo Paolo, la cui attività è paragonata appunto ad una corsa:
Lettera ai Corinzi 9:27. Qui Paolo si paragonava ad un atleta che correva, lottava, combatteva, ed era disposto a tutto, come diciamo spesso noi così predicava: “…tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, perché non avvenga che, dopo aver predicato agli altri, io stesso sia squalificato.”

Lettera agli Ebrei 12:1-3. Sempre Paolo esorta a scendere in campo seguendo l’esempio: “Anche noi… corriamo la gara, per giungere alla fine, tutti insieme ad ottenere il premio”.
Atti 20,24. “Non ritengo tuttavia la mia vita meritevole di nulla, purché conduca a termine la mia corsa e il servizio che mi fu affidato dal Signore Gesù, di rendere testimonianza al messaggio della grazia di Dio”.
Timoteo 4,6-8. “Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede”.
Filippesi 3,10-14.” Non però che io abbia già conquistato il premio o sia ormai arrivato alla perfezione; solo mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch’io sono stato conquistato da Gesù Cristo.Fratelli”

Nella Bibbia si correva parecchio e a volte (come adesso) contro gli Etiopi.
1Sam 19,12 Mical calò Davide dalla finestra e quegli partì di corsa e si salvò.
2Sam 2,18 Vi erano là tre figli di Seruià: Ioab, Abisài e Asaèl. Asaèl era veloce nella corsa come le gazzelle della campagna.
2Sam 17,18 Ma un giovane li vide e informò Assalonne. I due partirono di corsa e giunsero a Bacurìm, a casa di un uomo che aveva nel cortile una cisterna. Essi vi si calarono
2Sam 18,23 E l’altro: «Comunque sia, voglio correre». Ioab gli disse: «Corri!». Allora Achimàas prese la corsa per la strada della valle e oltrepassò l’Etiope.

1Mac 2,24 Ciò vedendo, Mattia arse di zelo; fremettero le sue viscere e fu preso da una giusta collera. Fattosi avanti di corsa, lo uccise sull’altare;
2Mac 9,7 Ma egli non desisteva affatto dalla sua alterigia, anzi era pieno ancora di superbia, spirando fuoco d’ira contro i Giudei, e comandando di accelerare la corsa. Gli capitò perciò di cadere dal carro in corsa tumultuosa e di rovinarsi tutte le membra del corpo nella violenta caduta.
2Mac 14,45 Poiché respirava ancora, con l’animo infiammato, si alzò, mentre il sangue gli usciva a fiotti e le ferite lo straziavano, di corsa passò in mezzo alla folla, salì su di un tratto di roccia
Sal 147,10 Non apprezza il vigore del cavallo,non gradisce la corsa dell’uomo.
Qo 4,6 Meglio una manciata guadagnata con calma che due manciate con tormento e una corsa dietro al vento.
Qo 9,11 Tornai a considerare un’altra cosa sotto il sole: che non è degli agili la corsa né dei forti la guerra, e neppure dei sapienti il pane e degli accorti la ricchezza, e nemmeno degli intelligenti riscuotere stima, perché il tempo e il caso raggiungono tutti.
Sap 17,18 o corsa invisibile di animali imbizzarriti o urla di crudelissime belve ruggenti o eco rimbalzante dalle cavità dei monti,tutto li paralizzava riempiendoli di terrore.
Ger 8,6 Ho ascoltato attentamente:non parlano come dovrebbero. Nessuno si pente della sua malizia, e si domanda: «Che cosa ho fatto?» .Ognuno prosegue la sua corsa senza voltarsi, come un cavallo lanciato nella battaglia.
Mc 6,25 E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista».
At 20,24 Non ritengo in nessun modo preziosa la mia vita, purché conduca a termine la mia corsa e il servizio che mi fu affidato dal Signore Gesù, di dare testimonianza al vangelo della grazia di Dio.
2Tm 4,7 Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede.
Eb 12,1 Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti.
Gdc 7,21 Ognuno di loro rimase al suo posto, attorno all’accampamento: tutto l’accampamento si mise a correre, a gridare, a fuggire.
1Sam 8,11 Disse: «Questo sarà il diritto del re che regnerà su di voi: prenderà i vostri figli per destinarli ai suoi carri e ai suoi cavalli, li farà correre davanti al suo cocchio,
2Sam 18,22 Achimàas, figlio di Sadoc, disse di nuovo a Ioab: «Comunque sia, voglio correre anch’io dietro all’Etiope». Ioab gli disse: «Ma perché correre, figlio mio? La bella notizia non ti porterà nulla di buono».
2Sam 18,23 E l’altro: «Comunque sia, voglio correre». Ioab gli disse: «Corri!». Allora Achimàas prese la corsa per la strada della valle e oltrepassò l’Etiope.
2Sam 18,24 Davide stava seduto fra le due porte; la sentinella salì sul tetto della porta sopra le mura, alzò gli occhi, guardò, ed ecco vide un uomo correre tutto solo.
2Sam 18,26 La sentinella vide un altro uomo che correva e gridò al guardiano: «Ecco un altro uomo correre tutto solo!». E il re: «Anche questo ha una bella notizia».
2Sam 18,27 La sentinella disse: «Il modo di correre del primo mi pare quello di Achimàas, figlio di Sadoc». E il re disse: «È un uomo buono: viene certo per una lieta notizia!».
2Re 4,22 Chiamò il marito e gli disse: «Mandami per favore uno dei servi e un’asina; voglio correre dall’uomo di Dio e tornerò subito».
2Re 5,21 Giezi inseguì Naamàn. Naamàn, vedendolo correre verso di sé, saltò giù dal carro per andargli incontro e gli annunciata a lui.
Qo 1,14 Ho visto tutte le opere che si fanno sotto il sole, ed ecco: tutto è vanità e un correre dietro al vento.
Qo 1,17 Ho deciso allora di conoscere la sapienza e la scienza, come anche la stoltezza e la follia, e ho capito che anche questo è un correre dietro al vento.
Gal 2,2 vi andai però in seguito a una rivelazione. Esposi loro il Vangelo che io annuncio tra le genti, ma lo esposi privatamente alle persone più autorevoli, per non correre o aver corso invano.
Fil 3,12Non ho certo raggiunto la mèta, non sono arrivato alla perfezione; ma mi sforzo di correre per conquistarla, perché anch’io sono stato conquistato da Cristo Gesù.
Non c’è da meravigliarsi se anche Dio qualche volta corra. Succede nella parabola del figliol prodigo. Bellissima l’immagine di Dio (il padre), che corre verso con il figlio che se ne era andato.
Luca 15,20. “Parti e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò”.
«Nell’anno 565 dopo Cristo, San Brandano con la sua nave giunse a questa isola dove trovò molte meraviglie, e sette anni dopo ritornò al suo paese». L’isola di San Brendano era una mitica isola a forma di pesce. Il santo sbarcò durante la sua navigazione davanti alle coste dell’ Europa, senza accorgersi di trovarsi sopra un’enorme balena. Qui vide tante creature fantastiche, tra cui angeli cadutitrasformati in colombe dalle piume candidissime. La chiamò la terra promessa.
Nel 1476 l’isola di Sant Brandon ottenne un posto sulle mappe. Nonostante Vincenzo di Beauvais non credesse alla leggenda, rimase segnata nelle carte fino ai giorni di Ortelius (1570) e Mercatore.Nel tardo 1721 il Governatore delle Canarie mandò un vascello a cercare questa isola immaginaria posizionata a Ovest delle sue isole, non fu mai trovata.Nel 2014 una Missione al comando del capitano di ventura Massimo da Foggia detto il Faleo scoprì il travolgente spettacolo degli Angeli Caduti tra i boschi di Eucalipti al largo di Foggia…Ancora la storia parla delle travolgenti gesta di quei cavalieri, l’arme, gli amori, le audaci imprese, che laggiù compirono quel giorno. Il maresciallo seguendo l’ira e il giovenil furore, si diè vanto di d’imprigionar per cinque minuti un principe del Foro, splendore e ornamento per la tromba d’oro delle Seicento.
E Mariolino di immolarsi non venne meno con un gran finale per prendere un treno. Queste le gesta dei nostri eroi, grande la festa, questa è la Missione, questa è la Terra Promessa.


