Nove volte doveva essere percorso dagli iscritti alla 50 km e otto dai maratoneti. Ad ogni chilometro c’era una rana che, nell’indicarne il numero, mostrava contemporaneamente la lunga lingua ribaltata in avanti e i due occhietti sorridenti. Fate voi, adesso, il conto di quante linguacce si sono dovuti sorbire.
A pareggiare il discutibile comportamento degli impertinenti anfibi anuri, provvedeva una coppia innamorata di pupazzi in paglia che, sul finire del giro, salutava i concorrenti.
Di facile intuizione la data della manifestazione, organizzata in un giorno in cui si corre la più famosa delle 50 km, e non certo per farle concorrenza. E’ una data obbligata, in quanto coincide con la festa di San Pietro che dà il nome a questo rione ubicato a 2 km da Putignano (BA), per migliorare la vivibilità e scrollare di dosso il nome di quartiere dormitorio.
Un po’ di fantasia, invece, è necessaria per decodificarne la denominazione. Se eliminate la “St” iniziale, leggerete “Ranamarathon”, dove “Rana” è il cognome del Presidente della società organizzatrice, ADS La Palestra: le rane hanno diritto di cittadinanza per “ius sanguinis”. Rimane da spiegare il perché sia una “strana maratona”. La “St” iniziale è un residuo della prima edizione, che in omaggio ai tanto di moda inglesismi, veniva indicata con l’ordinale “1st Ranamarathon”. Nella seconda edizione, scomparso il numero “1”, è rimasto lo strano nome.
Risolte le curiosità semantiche, vado a parare le insinuazioni maliziose. Come mai, a Putignano, 5km x 9 = 50km mentre in tutto il mondo fa 45km? Nel primo giro, è stata inserita una deviazione, in un bosco recintato e protetto, di tanti chilometri quanti necessari per raggiungere la distanza. E’ stata la piacevole novità di quest’anno. Un continuo saliscendi fra roveri per viottoli sterrati e sinuosi, nella calura delle ore 16:30. Come frinivano le cicale! Il rovere è un albero autoctono, un tempo ricoprente come un manto tutta la Murgia, che si sta cercando di reintrodurre.
Si sbaglia di grosso nel pensare che quelli che hanno optato per Putignano abbiano avuto paura di affrontare l’altimetria dell’Abetone. Non c’erano le alte montagne dell’Appennino toscano, perché la Murgia è un altopiano ma, se si sommano le asperità del percorso per il numero di giri, si scopre che l’impegno atletico è stato tutt’altro che indifferente e giustifica i tempi da Abetone. Altro che le rane ad avere la lingua di fuori!
Percorso tipicamente agreste, su strade di campagna ruvidamente asfaltate, fiancheggiate da muretti a secco, delimitanti anche le proprietà dei fondi. Sparse balle di paglia di forma cilindrica nei campi e, in tema, paglia a separare il doppio senso di marcia. Mucche pascolanti che hanno irritato le delicate narici di qualche “giovin signore”. Poi, villette, pochi trulli e qualche masseria tra i frutteti. Alzando lo sguardo, immersi nel verde, brillavano al sole le bianche case di Putignano e Noci. Nei pressi del traguardo, il Castello del Principe, cadente e abbandonato, residuo di un tempo andato.
Quando il grande disco rossastro scomparve fra i dolci rilievi della Murgia, la frequenza dei passi degli ultramaratoneti s’incrementò, per la frescura e per il traguardo più vicino. Gli ultimi giri furono un’immersione nel buio, al flebile chiarore di qualche stella. I ristori divennero itineranti, affidati a due biciclette.
La luce era molta nella zona abitata, addobbata a festa con luminarie. Una medaglia in ceramica al collo di tutti, un fiore di girasole alle sole donne, e tutti nei locali della parrocchia ad abbuffarsi al pasta party.
Nella maratona maschile: 1° Giovanni Derobertis 3:14:36, 2° Carmelo Peritore 3:27:28, 3° Domenico Dalena 3:29:28. Nella maratona femminile: 1^ Angela Latorre 3:43:32, 2^ Maria Rosaria Dileo 4:34:25, 3^Patrizia Sansone 4:45:10.
Nella 50 km maschile: 1° Massimo Termite 3:41:47, 2°Germano Gentile 3:48:15, 3° Pietro Argentiero. Nella 50 km femminile: 1^ Addolorata Trisolino 4:59:49, 2^ Paola Pepi 5:11:57, 3^ Nunzia Patruno 5:26:06.
A documentare la fatica degli ultramaratoneti, non c’era lo speaker famoso, la televisione, i fotografi di grido e i giornalisti delle grandi testate come all’Abetone. A San Pietro Piturno, i media erano rappresentati da un bravo speaker e dai corrispondenti del Club Super Marathon Italia, IUTA Italia e Podisti.net, più a buon mercato o, francamente, gratis et amore dei, ma non meno preparati.
Clicca qui per le foto (di Michele Rizzitelli)



