20^ Maratona di Roma, 13/03/2014. Batman is back.

foto 2“La bellezza non è che una promessa di felicità” e la promessa è volare sopra la città, sopra il Colosseo, il Tevere, la Basilica di San Pietro, Via del Corso, Trinità dei Monti. Un pipistrello tra le opere di Michelangelo, di Bernini, di Raffaello, di Canova. È come attraversare un confine invisibile tra la terra e il cielo.

La Maratona di Roma è la più facile da correre, basta saltare tra 42 nuvole. I quarantamila occhi non guardano mai il grigio dell’asfalto o il luccichio dei Sampietrini. I piedi e le caviglie vibrano da soli attraverso il petto e le braccia ripercuotendosi su fino alla testa. Ma il cervello è sconnesso. Il cervello foto 3funziona da solo, insegue la promessa di felicità. Ammira, scopre, conosce, fotografa, legge ogni immagine. I superpoteri della passione aiutano a immagazzinare tutto. E poi il super neurone si sveglia. Avverte un suono acuto. Sono le urla e gli applausi che arrivano dai tavolini e dalle transenne di Piazza Navona. Batman scende tra la folla e si sente un eroe, un atleta olimpico, insomma uno importante. Di certo non per la velocità, ma per la fatica di aver portato il costume fin qui. Salgono le urla “Salva Gotham City”, “Sarva Roma”, “Er Batman”, “Ah Fiorito”, “Batmanne”, ”n’do sta Robin”, “repiate la Batmobile”, ”te ce vole na Battona”, “datte na Batmossa”, “Marathon Man sta avanti du ore”.

Batman decolla, sfreccia in via del Corso e del Babbuino. S’infila in un cupo tunnel e taglia il traguardo; poi misteriosamente fa perdere le tracce tra lo sgomento della folla all’interno della Stazione Termini….

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