2000 volte auguri, Christian

Di professione medico, cinquantasette anni, ha scelto la maratona della capitale della Bassa Sassonia, land situato nella parte nord occidentale del paese, per celebrare l’eccezionale evento. Città ed organizzatori gli hanno aperto tutte le porte, concedendo di realizzare l’intero suo progetto. Il “superman” tedesco, da me conosciuto nel 2002, ha chiamato a raccolta i suoi amici dei cinque continenti ed ha formato una squadra che ha denominato “Eskorte 2000”. Si tratta di 85 supermaratoneti di 11 nazioni, fra i quali Angela ed io in rappresentanza dell’Italia, cui è stato concesso il pettorale gratis.

foto 2Taglierà il traguardo, situato davanti all’imponente Neues Rathaus, sulle rive del lago Maschesee, circondato da tutti i componenti della squadra, che porteranno la sua stessa andatura per tutti i 42,195 km. E’ superfluo precisare che gli faranno da contorno il fior fiore dei supermaratoneti, gente che ha nelle gambe un numero di maratone a quattro cifre. Li ho ritrovati dopo molto tempo, carichi di maratone e di anni.

La Tui Hannover Marathon è una maratona importante e, dai preparativi che vedo in opera, stanno facendo le cose in grande per venire incontro alle esigenze dei numerosi partecipanti che domani prenderanno il via.

Però il tassista, che dall’aeroporto mi portava all’albergo, era sicuro che fossi venuto per la fiera del legno. Al ristorante davano per certo che fossi un mobiliere. In questa città, le fiere non finiscono mai: nel 2000 ha ospitato l’esposizione universale Expo 2000 visitata da 18 milioni di persone.

foto 3Il centro storico, distrutto dai bombardamenti dell’ultima guerra e fedelmente ricostruito, pullula di chiese con tetti spioventi e campanili massicci ed alti che formano la facciata entro cui si apre l’ingresso principale, quasi a formare un pronao.

Non lontano dal mio albergo, si vedono podisti andare avanti ed indietro nel parco. E’ l’Eilenride, il polmone verde della città, grande il doppio del Central Park di New York. Questo bosco è a disposizione di tutti; chi vuole godere di un verde artistico, pagando, può visitare i Giardini di Herrenhausen, uno dei più importanti giardini barocchi d’Europa. Mi dicono essere, Hannover, la città più verde della Germania; quando vado ad Amburgo, mi dicono che questo primato è suo. Lasciando stare i primati, certo è che da queste parti il verde non se lo fanno mancare.

E’ il luogo natale di Leibniz, il genio universale che la monade a base di tutto pone. Questo giustifica il livello altissimo della sua università e degli istituti di ricerca scientifica, nonché il suo dinamismo economico e culturale.

La città s’è prefissato l’ambizioso obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 causate dai consumi di energia elettrica e termica, abbattendole del 40% rispetto al 1990. Ed è passata subito ai fatti, costruendo nel quartiere di Wettebergen un complesso residenziale ad emissioni zero.

Per la gioia dei ciclisti, è collegata ai comuni vicini da ben 1000 km di piste ciclabili.

Domani vi saprò dire se anche i podisti godono dello stesso privilegio. Tutto pare andare per il meglio, anche il tempo, che non dipende dagli organizzatori, è previsto primaverile.

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