gruppo e la battezzai “La Principessa del sorriso”; diventammo amici
“social”. Abbiamo aderito “a vicenda” alle iniziative solidali promosse da
entrambi e ci siamo ritrovati più volte sul Lago Dorato e l’anno scorso alla
Ultra Milano Sanremo.
Delia ha un’amica di nome Giada, una ragazza affetta da una malattia rara,
la sindrome di Behcet, che la costringe a muoversi su una carrozzina. Dopo
avere fatto la “spingitrice” di Giada in diverse gare si lanciò in una sfida
solidale: correre la ultra di casa con il motto “202 Km per la ricerca e per
Giada”. Portare a termine per la prima volta una delle ultra più prestigiose
non è da tutti, ma Delia è una “testamatta” e quando si pone un obiettivo,
lo centra, al primo colpo, sempre!
L’idea geniale è stata di invitare i propri amici a partecipare
concretamente con lei “col cuore”; con una donazione alla onlus di Giada il
tuo nome veniva stampato sulla maglietta indossata in gara; aderii con
entusiasmo e donai sia individualmente che con la mia associazione solidale
I-Marziani. Conservo con orgoglio quella maglietta e posso dire di avere
idealmente corso anch’io la 9colli, grazie al grande cuore di Delia!
L’amico Simone Leo, il re delle ultra, nel suo libro “Spostando il limite”
così descrive la gara: la 9Colli è soprannominata “Il Sogno”; sono 202 km
con nove colli da asfaltare, 90km di salita e 78km di discesa; 3.200m di
dislivello positivo, 3 cancelli orari e 30 ore di tempo massimo; è
considerata una delle competizioni più dure al mondo.
Mi viene la cagarella solo a pensarci! Si parte dal Porto Canale di
Cesenatico alle 12.00 in punto; le mie gambe fanno gnao gnao ma Delia è
serena; corre in casa e conosce bene il percorso e le sue difficoltà; parte
alla grande seguita da una crew straordinaria; io la seguo ma, prima di
attaccare i colli, faccio merenda a Cesena con una bella piada
prosiutto&squacquerone; raggiungo Delia in cima al Polenta (un nome da
acquolina in bocca …) poi si và su a Pieve di Rivoschio; siamo già a 60km e
Delia è fresca come una rosa; prima di attaccare il Ciola mi fermo a cenare
al Borgo con un bel piatto di passatelli ai porcini; la nostra puledrina
arriva al primo cancello in cima al Barbotto al km 84; sta scendendo la
notte; breve sosta e si riparte; è la parte più dura della gara; stanchezza
e sconforto possono creare problemi; Delia è una purosangue e va assecondata
anche quando fa le bizze; la notte attutisce i rumori ed esalta i profumi;
breve crisi superata con una serie di microsonni di cui Delia è maestra.
Superiamo il secondo cancello orario a Ponte Uso ed attacchiamo Tiffi e poi
Perticara. Cazzo, comincia a piovere; ci mancava anche questa. Dall’auto
della crew esce la mantella e si riparte; siamo al km 110; la salita ai 787m
del Pugliano non finisce più; per fortuna smette di piovere e spunta l’alba;
140km sono andati, esce un bel sole. Mi fermo al primo bar che trovo per una
sana colazione romagnola; raggiungo Delia ai piedi del Gorolo, l’ultima
durissima salita. Mancano 25km al traguardo. La nostra cavallina non ne ha
più; per fortuna gli amici della crew la stimolano; e come dice il nostro
guru Simone: “Nelle ultra contano le gambe ma il traguardo lo raggiungi solo
se hai la testa”. E Delia la testa ce l’ha tosta, caparbia, dura ed alla
fine passa trionfalmente sotto lo striscione dell’arrivo e sono lacrime di
gioia e soddisfazione.
E’ stata dura per lei ma anche per me a l’è stada dùra cuntà su ca la bela
storia chì!
W la Romagna, W le Romagnole, W il Club Super Marathon!







