24 E 25 GENNAIO – FORLÌ da Vito Carignani

24 e 25 gennaio: due giornate dense di significato umano all’Assemblea Ordinaria nazionale del mio Club Super Marathon Italia per il rinnovo del Consiglio Direttivo e la Maratona del Presidente.

Assemblea sabato 24 Grand Hotel Forlì alle 15. Dove ho offerto al caro amico Antonio Specchia la targa per il raggiungimento delle sue 100 maratone. Tonio, alquanto commosso, l’ha ricevuta dal Presidente Gino Paolo Francesco.

Da parte mia, piacere e gioia per la coppa targata: “A Vito Carignani cantore delle nostre amate gare”.

Proiezione prospettica del Club è la diffusione orizzontale su tutto il territorio nazionale. Vedi Stand Expo nel 2025: Ragusa, Caserta, Putignano, Agropoli, Oristano, Marsala, Chieti, Cagnano Varano, Metaponto, Calimera, Palagiano; per varie discipline, dalla Otto Ore alla Mezza Maratona. Obiettivo raggiunto grazie soprattutto all’indefesso impegno, applicazione costante di Massimo Faleo.

Attinente a detto impegno programmatico la promozione: “Cerca un Socio 2026”. Necessario trovare un socio nuovo con almeno 25 gare all’attivo.

Di fatto, nei due giorni ho vissuto quell’accentuato umano sentimento precipuo a noi podisti. Agiamo seguendo l’impulso del cuore; oltre l’accoglienza, c’è totale condivisione. Alle 22:30 fine cena, tra 125 commensali, Uno si offre benevolmente ad accompagnarci in macchina al Bed centro città, distante 5 km.

Al quarto dei 10 giri della maratona, “tra il fango ed imperversa pioggia”, come Parini nella sua “Caduta”, allo “stramazzar” nel liquame: pronti e solerti a sorreggermi due giovani atleti. Riprendo al lor conforto ed all’ottavo giro chiedermi se tutto va ben!

Momento di sentita, sincera, totale empatica attenzione è stato l’intervento del Presidente Onorario Angelo Squadrone: in piedi ben cinque minuti al leggere il riscontro del suo passato podistico e storica presenza nel Club. Umanità manifestata in misura commovente nel seguire l’impulso del cuore. Un uomo di 96 anni, da esempio per: apertura mentale, ottimismo, autodisciplina.

Significante l’inciso del presidente Gino Paolo Francesco a “confidare” di essere nonno, sposo, con un “carico d’anni” che porta, non a stanchezza, bensì ad alquanta riflessione.

Arguto pensiero teso a responsabilizzare, coinvolgere, motivare l’assetto associativo.

Prima della cena è stato proclamato il Direttivo eletto in Assemblea, tra cui: Barbara Cosma ed Alessandro Petrini. Encomiabili compagni di avventura. Barbara, sempre col suo spontaneo sorriso che da fiducia, incoraggia, aiuta a superare le difficoltà in gara. Alessandro, in “campo aperto in gara” al racconto dei suoi itineranti reportage fotografici.

Entrambi talmente “un unicum” tanto da riportare alla memoria i Dioscuri Castore e Polluce, cantati da Dante nel cielo dei Gemelli del Paradiso.

Atmosfera plumbea al mattino della domenica. Dopo le foto di rito, avvio della maratona nel Parco Agosto di 27 ettari, che ha preso il nome da Franco Agosto, primo sindaco della città dopo la caduta del fascismo.

Dieci giri di circa 4.250 metri.

Pioggia costante fino a mezzogiorno. Pur prestando continua, costante attenzione, mi trovo per terra tra foglie, fango, acqua; a metà percorso nel quarto giro. Aiutato con solidale prontezza da due giovani podisti, proseguo senza conseguenze.

A mezzogiorno spunta il sole tra le nubi.

Appresso presenza di gente, famiglie con bambini ad imboccare stuoli di coniglietti saltellanti, emersi dalle tane sparse nell’apposita collina denominata “dei conigli”.

Addirittura Uno che attraversa la strada verso ……… l’antistante villino. Il tutto, quasi catartico sollievo in raffronto alla tensione accumulata, causa le avverse circostanze atmosferiche del mattino.

Al penultimo ed ultimo giro abbandono il percorso per “testa coda mentale”, come scrive l’amico “bradipo” Alessandro. Tolti, preventivamente, alcuni cartelli con le frecce direzionali. Credo per non privare i cittadini del consueto incontro, passeggiata domenicale. Mi trovo sotto un ponte cavalcavia variopinto a graffiti. Dietro a seguirmi ERBER KARL ALFRED, che ritorna. Raggiuntolo, mi indica la retta via da percorrere. Arrivo alla fine con almeno 20 minuti di ritardo.

Miei riferimenti Marco Olmo e Giorgio Calcaterra, che ha scritto: “A volte sento che gli ultimi sono poco considerati, ma io non dimentico mai che i primi sono primi solo grazie alla partecipazione degli ultimi, che gli ultimi corrono per più tempo e quindi spesso faticano di più, quindi vanno sempre applauditi e ringraziati.”

Ci rivediamo domenica 8 febbraio alla maratona di Barletta.

È stato bello.

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