Tra racconti di lunghe galoppate sulla spiaggia e avventure in terra di Ispania, i padroni di casa propongono un menù ricco di piatti a base di pesce e frutti di mare, preparati secondo le classiche ricette marinare marchigiane, capaci di soddisfare anche i palati più esigenti. La serata prosegue fino al momento clou. Una bottiglia di Champagne innaffia le freschissime 650 maratone di Lorenzo passate inosservate a Rieti. La memoria è la nostra identità, una storia fatta di piccoli eventi in apparenza banali, ma carichi di significati, di simboli e di metafore che, se interpretati, danno la vera dimensione della nostra vita. Dimenticare un così alto traguardo del secondo maratoneta Italiano sarebbe stato imperdonabile.
Così il tempo passa leggero, e a Lavello arriviamo che ormai è quasi l’alba. Un breve sonno e le fredde campane a morto della chiesa vicina ci riportano ad una triste realtà. Due giorni prima della nostra venuta, dopo una lunga malattia, si è spento Gaetano il fratello di Felice Russo, il nostro amico Supermaratoneta che ha organizzato le due gare di Lavello che ci aspettano. Nonostante il grave lutto, Felice non si è perso d’animo e ha mantenuto le due date delle gare. A lui va tutto il nostro plauso, riconoscenza e ammirazione. Lo spirito gagliardo di Felice anche in questo frangente ha dimostrato di essere due palmi sopra a tutti riuscendo a gestire questa triste dipartita con l’ottima organizzazione delle due gare. Il funerale cui tutti noi abbiamo partecipato è stato commovente soprattutto per la presenza dei molti alunni delle scuole medie che hanno ricordato il loro “professore”, Gaetano, con toccanti pensieri e ricordi.
Dopo la cerimonia, siamo un po’ titubanti di metterci a correre. In silenzio sfiliamo verso il circuito ricavato sulla pista ciclabile dell’area 167 di Lavello, E’ questo un anello di m. 1055 che i maratoneti italiani stanno cominciando a conoscere fin troppo bene. Certificato dal segretario tecnico del Club l’Ing. Mario Liccardi occorre percorrerlo 40 volte per ottenere la tacca. L’occasione di questa volta per correre è data da una 24H per Telethon, all’interno della quale si poteva correre una maratona o una sei ore a piacere.
La partenza, per le tristi vicende che ho sopra riportato, viene data con oltre un’ora di ritardo. Tutto si svolge in perfetta sincronia. Ma ben presto scende la sera ed un vento freddo flagella Lavello.
Come ogni anno, parte del ricavato andrà in beneficenza alla Fondazione Telethon, una delle principali Charity italiane, nata con l’obiettivo di realizzare la cura delle malattie genetiche rare attraverso il finanziamento di
ricerca biomedica eccellente. Questa corsa ha preso il posto della Sei/24 Ore che per anni ha organizzato Francesco Capecci sotto le palme di San Benedetto del Tronto.
E’ per me la 99esima corsa dell’anno. Da domani si conta per TRE. Dispiace che la serie delle Cento finisca, ma allo stesso tempo sono contento, almeno così non finirà come quei personaggi eterni che si svuotano di se stessi e diventano noia e ripetitività inseguendo una meta impossibile. E poi una cosa che finisce ha una sua completezza. Dopo che è finita puoi prenderla, guardarla e farti un’idea di cos’era e cos’è diventata.
Come una grande eclisse, scende il buio sul traguardo di Lavello e tutti i traguardi tagliati fin qui.
Addio numero 99.
Clicca qui per le foto (di Paolo Gino)


