24 ORE TERMITANA 3-4 MAGGIO 2008 TERMINI IMERESE (PA)

Una “notte bianca” dello sport, in sintesi, può essere definita la 24 ore termitana. I 102 iscritti erano rappresentati da bambini, genitori, fidanzati, esponenti della terza età, letterati ed atleti veri. Tutti hanno dato il loro contributo, correndo secondo le proprie possibilità e caratteristiche.

Commoventi e valorosi sono stati alcuni bambini, orgogliosi d’essersi dimostrati dei “duri” per aver trascorso una notte intera a fare sport.

Le donne, raccolte in gruppetti, alternavano la corsa alla passeggiata. Ma se il loro modo di procedere cambiava, non cambiava l’argomento dei loro discorsi tutto incentrato sull’essere trascurate dai mariti, di non essere capite ecc… Gli uomini, invece, non sono stati mai uditi parlar male delle donne, anzi…

Su tutti si distingueva un tale che sembrava Don Abbondio intento a leggere il breviario per le strade del lago di Como. In realtà leggeva novelle di una scrittrice palermitana di fine ottocento, per nulla esteticamente inferiori a quelle del Verga e Pirandello. Ha nociuto alla sua fama l’essere donna e, per giunta, femminista ante litteram. Terminata la lettura di ciascuna novella, Saverio Scalia (MM55, Km.32,400) toglieva il microfono allo speaker (uno dei migliori cronisti delle 24 ore) e la raccontava a tutti. A fine gara gli è stato assegnato un premio letterario.

C’erano poi i faticatori veri, che giravano come una volta gli asini o i buoi attorno al pozzo, per vincere i traguardi intermedi di mezzamaratona, maratona, 100 Km e finale. Tra questi s’è inserito Michele Rizzitelli, in occasioni simili dimostratosi cavalier servente, o accidioso passeggiatore, o ghiro. Merito o colpa di Maurizio Crispi, astuto psicologo, che lo ha inserito nella squadra degli “Instancabili”, a far compagnia ad Angela Gargano, Giovanni Interbartolo e Vincenzo Cordovana. Inutilmente il malcapitato ha supplicato il furbo psichiatra di mutare il nome in “Stancabili” o in “Stanchi-Abili” (suggerito da V. Cordovana) per giustificare una mediocre prestazione. Una volta partito, il marito di Angela Gargano (così frequentemente viene indicato) s’è reso conto che una brutta figura personale era sopportabile, non era invece tollerabile per lui essere di peso alla squadra. Per cui, schiacciato il cappello sulla testa per ripararla dal sole siciliano, s’è concentrato come se dovesse risolvere un problema di matematica, o tradurre una versione dal greco. Quindi, assunta una postura corretta ed impostato un poco dispendioso passetto breve e costante, ha inanellato giri su giri. Verso il 100° Km. prendeva il comando della corsa, transitando in 10.43.37, dopo aver infranto le ultime resistenze di un indomito Melchiorre Napoli, staccato di soli 3 minuti. Quando il sole andò ad illuminare l’altro emisfero, Michele Rizzitelli continuò a correre nella buia notte, e non fu assalito dal sonno perché molto aveva dormito nelle precedenti 24 ore da lui disputate. Riapparso (il sole), a riportare gli animai che sono in terra alle fatiche loro, lo trovò ancora ad accumulare giri nella Villa Palmeri. Dopo la 18^ ora, con 25 giri di vantaggio sul secondo, non stanco, ma appagato, si limitò a controllare la gara, risultando vincitore con 187,200 Km.

Vedova del suo cicisbeo, Angela Gargano ha vinto la gara femminile con 173,700 Km., primato personale e della manifestazione. In forma smagliante, come dimostra il suo passaggio ai 100 Km. in 11.31.11, poteva fare molto di più se avesse avuto maggiori stimoli. Rosanna Rotolo (157,582 Km) aveva i mezzi per impegnarla maggiormente, e se avesse conversato di meno e corso di più ci sarebbe riuscita. Da segnalare il passaggio del marocchino Marchane Adbelkebir in 1.15.07 alla mezza maratona e di Giuseppe Profita in 3.26.32 alla maratona. Gli “Instancabili” hanno vinto la classifica a squadre con 508 Km. Mascotte della manifestazione è stato Giovanni Interbartolo (144,900 Km): il bersagliere che vedremo sempre più spesso nelle 24 ore.

Merita di essere corsa la 24 ore di questa città siciliana, che offre uno spettacolare sguardo sul Mare Tirreno. Gli organizzatori con le loro famiglie vi danno l’anima e riservano un’ospitalità tutta isolana ai fuori regione. Quest’anno la gara era valevole come Campionato Regionale UISP, sebbene il tracciato non fosse omologato FIDAL. Ma a giudicare con quali mezzi e con quale cura Maurizio Bondì ha proceduto alla misurazione degli ultimi minuti della corsa, c’è da fidarsi sulla lunghezza dichiarata del giro. Del resto, a differenza di una maratona o di una 100 Km. in linea, non è necessario frequentare un Master per essere in grado di misurare correttamente 900 m.

E’ vero e giusto dire: “Partecipare è bello”. Senza ipocrisie, bisogna anche dire: “Vincere è bellissimo”.

Angela Gargano e Michele Rizzitelli carichi di gigantesche coppe (vinte nella 100 Km., 24 ore, gara a squadre) hanno attraversato gli affollati aeroporti di Palermo e Roma, attirando lo sguardo stupito di molti. Erano soprattutto gli stranieri che si complimentavano e facevano domande. E statti a spiegare cos’è una 24 ore, i traguardi intermedi…!

“Andrete alle Olimpiadi?”, “Vincerete anche a Pechino?” erano le domande più frequenti.

Tutti li scambiavano per campioni. Erano soltanto due amatori che avevano fatto semplicemente il loro dovere di completare una 24 ore. Per la precisione, una l’aveva sempre fatto, l’altro era la prima volta che ci riusciva.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Leggi anche