Sullo spiazzale della partenza-arrivo, incombeva un gigantesco medaglione con su scolpiti, in bassorilievo, i profili di Falcone e Borsellino, e la dedica: “…alla parte migliore della Sicilia”. Ed, in realtà, tutta la parte migliore di Termini Imerese vi era adunata. Oltre agli 85 agonisti, erano presenti i rappresentanti del volontariato locale….in movimento a sensibilizzare la donazione di sangue, a stimolare la creatività artistica nei bambini, ad invogliare alla solidarietà, a ricordare Nino Sagona, l’amato maratoneta venuto a mancare mentre correva proprio su quegli splendidi viali, nella speranza che il fascino della natura fosse la migliore medicina per un malessere fisico ritenuto di poco conto.
I giganteschi ficus, nelle varietà magnolioides e benjamina, sembravano inchinarsi fino a toccarsi con le chiome al passaggio degli atleti. La loro ombra protegge dal sole i ruderi del collegium e le oche che scivolano sul laghetto artificiale.
Agli alberi secolari seguivano le più recenti e meno ombrose palme: l’orizzonte si aprì ed apparve la costa siciliana, ancora una volta terra felix. Posta com’era sul declivio del promontorio, dalla villa si aveva la visione di tutto il golfo, delimitato da montagne dalla strana forma di un dromedario accovacciato, mentre i campi scendevano coltivati fino a lambire la battigia spumeggiante. Qui, dove si aveva la sensazione di trovarsi in aperto mare, era situato il giro di boa di metà percorso. Tutti posavano lo sguardo sullo spettacolo mozzafiato, e sembravano dire: “Abbiamo il mare, il cielo e le montagne più belle del mondo!”. Gli unici tre peninsulari partecipanti non potevano che confermare. Si ritornava, poi, a reimmergersi sotto i fitti alberi per completare il giro di 1 Km.
La “meglio gioventù” termitana stava tutta a macinare chilometri. Giuseppe Passafiume (MM50) ha corso 128,895 Km, nonostante rimettesse a posto le transenne ed i nastri delimitanti il percorso portati via dal vento o dai passanti. A Filippo Arnone (MM40), orgoglioso di essere poliziotto, i suoi 131,600 Km gli sono serviti da allenamento per rincorrere i delinquenti. La casalinga Carmela Giannone ( MF45) si toglieva il chip, andava a casa a fare il bucato e ritornava a correre, parlando di cucina con Angela Gargano ed invitandola ad un menù di pesce a casa sua: avrebbe sicuramente accettato se non fosse stato per l’aereo che avrebbe perso, perché era ancora vivo in lei il profumo di mare della cena del venerdì sera offerta dall’organizzazione. Sono pochi i 116,530 Km di questa mamma? Lo psichiatra Vincenzo Cordovana era prodigo di consigli di come affrontare mentalmente la gara; ma i maggiori benefici si son visti sui pazienti, che tutti hanno superato i 101,682 Km del professore! I chilometri di Maurizio Crispi non sono stati molti (84,405), moltissimi, invece, gli scatti (fotografici, chiaramente) fatti di giorno con la macchina di Paola Noris (107,300 Km), e di notte con la sua, ritenuta più professionale. Giuseppe Mineo ha completato 128 giri, 18 dei quali in compagnia della figlia Elisa di 6 anni. Ugo Caratozzolo, un 12enne che aveva per occhi due gocce azzurre del Tirreno, ha prima corso, poi ha compiuto altri giri al passo leggendo Topolino. Maurizio Bondì s’è voluto rendere conto di persona di come funzionasse la sua macchina organizzativa, ed ha avuto la conferma che tutto girava a meraviglia dopo aver inanellato 4 giri.
Hanno fatto le ore piccole nell’aria pura della Villa Comunale, non in quella appestata di pub e discoteche, la 14enne Lidia Lo Bello (82,410 Km), la 16enne Emilia Partito (91,418 Km) e la 23enne Nicoletta Bosco (112,891 Km). Non è stato fatto loro mancare nulla di quanto avrebbero trovato nei locali notturni. Alle ore 13 è stata servita pasta (anellini?) al forno; la serata è stata allietata dalla pizza, che non aveva nulla a che fare con quelle delle comuni pizzerie, immangiabili non appena si raffreddano, e seconda soltanto alle mie fatte nel forno a legna. Avrebbero avuto anche il concerto dei “Cavernicoli”, se non fosse stato trasferito al chiuso per una improbabile previsione di pioggia: i siciliani hanno una paura matta di qualche goccia di pioggia! In compenso, quando il sole è sorto dal mare a ridare i colori alla costa, hanno fatto colazione direttamente al chiosco mini bar.
Ha dato tutto quello che poteva, per la sua giovane l’età, la studentessa di Liceo Classico Caterina Castronovo (122,874 Km), giunta seconda. La sua preparazione classica (non c’è niente di meglio con l’aggiunta di un po’ d’inglese ed un po’ di computer) s’è dimostrata una miniera da cui estrarre energia. Quando di notte è comparsa la luna, si sarà ricordata di Saffo:
Gli astri intorno alla luna
bella
celano il chiaro viso
quando, colma di lume, più dilaga
sopra la terra.
e dell’altro frammento:
E’ spenta la luna,
le Pleadi. Notte
alta.
L’ora del tempo varca.
Io dormo
sola.
Incurante che una 24 ore potesse affaticarle le gambe e compromettere la Nove Colli (domenica prossima sarà anche al via dell’impegnativa Ecomaratona dei Marsi), Angela Gargano è risultata vincitrice con 139,600 Km. Provvederanno i dolci alla ricotta acquistati in loco, ai quali non si può resistere, a reintegrare le scorte di carboidrati. Nella gara maschile ha trionfato Giuseppe Rinella (MM55) (157,000 Km).
Non si creda, però, che la gara di Termini Imerese, nonostante la filosofia di cui è permeata, sia stata una passeggiata. Al punto panoramico di metà percorso si arrivava dopo 500 m. di salita impegnativa, che ripetuta 140-150 volte lasciava il segno. La pavimentazione non era scorrevolissima, e c’era lo sterrato a provocare vesciche per gli immancabili sassolini.
Un tempo la maratona era riservata ad atleti professionisti. Poi venne New York ad insegnarci che i 42,195 Km erano alla portata di tutti, e nacque la maratona di massa. Termini Imerese ha dimostrato che la durissima disciplina della 24 ore non è solo appannaggio di superspecialisti, ma accessibile anche a persone normali. E’ una primizia che viene dalla Sicilia. Una sana alternativa, in cui fare il pieno di buoni sentimenti, alle notti da sballo.


