Ma il buio non nasconde qualche insidia? La locandina richiede “preparazione e abbigliamento adatto alla gara e pila frontale obbligatoria”. Mi chiedo come sia possibile correre o camminare senza rischi di notte con la luce traballante delle pile lungo le discese trail “che non permettono distrazioni” nemmeno di giorno. Resto dubbioso ma ecco la furbata: ottengo dall’organizzatore Samuel Bellin di partire un’ora prima. Venuti a conoscenza della possibilità di partenza anticipata, Vito Piero Ancora, Salvatore D’Alia, Enzo Funghi, Gianfranco Toschi, Silvana Tosolini, Giuseppe Tundo e altri due tapascioni si aggregano. Alle 15:30 partiranno tutti gli altri.
A detta dei provvisti di satellitare, il circuito (da ripetere quattro volte) misura 11 km e passa. Dopo un primo tratto “normale”, diventa molto impegnativo. Il problema sono le discese ripide, da correre su stradine molto tecniche e difficili. In una di queste, uno strettissimo terrapieno circondato da profondi fossi, pur caracollando a passo d’uomo per restare in equilibrio, riesco a cadere due volte senza gravi conseguenze. Mettendo però le mani per terra sopra cespugli spinosi, anche in presenza del sole vedo le stelle. Capisco solo ora il significato dell’abbigliamento “adatto alla gara” della locandina: i guanti, avrei dovuto indossare appositi guanti! Già molto stanco e stressato, termino il primo giro in quasi due ore. Faccio due conti e scopro che dovrei ancora “correre” per circa 8 ore e finire oltre mezzanotte. La partenza anticipata di un’ora è stata proprio una bella furbata! Per terminare alla luce del sole avrei dovuto partire prima di mezzogiorno! Decido di piantarla lì. Insieme a me abbandona anche Giuseppe Tundo. Dopo due giri lasciano Salvatore Dell’Aia, Gianfranco Toschi, Silvana Tosolini e qualcun altro ancora. Torno a casa, lieto di essermela cavata con alcune spine conficcate nel palmo delle mani e qualche graffio. Con la certezza che, continuando, sarebbe andata molto peggio.
Due parole sulla corsa, certamente amata da chi predilige i percorsi trail, nel cuore della collina di Montalbano e del parco archeologico, con ritrovo al “Pinone” all’interno di un bosco a 400 m di altezza con vista su Firenze. Niente da dire sulla calorosa accoglienza, l’ambiente festoso, l’abbondanza di cibo e bevande nella zona di partenza e il ricco pacco gara. Samuel ha certamente dato tutto se stesso per la riuscita della manifestazione. Così gli altri addetti alla logistica, tutti gentilissimi. Non esiste Tmax, quindi anche l’ultimo partecipante sarà classificato. Ma perché partire alle 15:30 e terminare a mezzanotte? Perché aggiungere al rischio proprio delle corse trail anche quello di correre nel buio? Sembra che dopo aver sperimentato ogni anno percorsi ed orari diversi (la prima edizione 7 giri da 5 km, l’anno scorso 6 giri da 7 km, quest’anno 4 giri) Samuel ascolterà i suggerimenti della maggior parte dei runners cambiando radicalmente l’anno prossimo: la partenza sarà quella classica alle 9:00 di domenica mattina. Un suggerimento: aumentare il numero dei ristori intermedi per combattere il gran caldo sempre presente in questa stagione. Bottigliette d’acqua da poter sorseggiare lungo il percorso secondo necessità sarebbero graditissime.
Una curiosità: al primo giro ha partecipato un podista locale insieme a due sue capre libere di correre insieme agli altri. Meglio dire “caprone”, perché sia il maschio che la femmina avevano una stazza non indifferente. Arrivate al ristoro, si sono ingolosite delle leccornie esposte sui banchetti e non volevano andarsene più. Avrebbero spazzato via tutto se il padrone, aiutato da alcuni volonterosi, non le avesse letteralmente prese per le corna e trascinate lontano.
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