Venivo dal Mugello del giorno prima. Seguivo il “Leon” in uno stato di trans cercando di autosuggestionarmi. Correvo fuori da me stesso fissando la mia ombra per sopportare la fatica incredibile. Brancolavo lungo la sponda del Pisciatello cercando di trattenere la mia personale degenerazione di cellule nervose. Ogni tanto un urlo del “Macho” si levava: “Demo! Demo! Demo!”. Attraversavo la fase più oscura del “wandering”. Che cosa è il “wandering”?. E’ un aspetto comune ai malati di Alzheimer e ai maratoneti: i malati che presentano “wandering” camminano senza una meta precisa alla ricerca di un luogo dal quale trarre benessere, mentre i maratoneti trovano il loro benessere in modo consapevole attraverso la corsa. Ma questa consapevolezza a lungo andare si perde. E degenera in un richiamo incosciente a correre, correre, correre.
Alla fine tagliato il traguardo e ringraziato il mio “mentore, mastro protettore, Adriano”, lo abbandonai dopo la foto di rito sul traguardo. Mentre mi allontanavo. lui mi fissava. Aspettava che rientrassi in me stesso o che barcollando cadessi a terra. Invece no, dopo aver camminato in mezzo alla baraonda del Parco di Levante, uscii zigzagando dall’ingresso principale verso est. Attraversai il lungomare Carducci. Scesi sulla spiaggia della colonia dell’Agip. Il mio “wandering” non mi abbandonava. Come Virginia Woolf che va a suicidarsi con le scarpe e tutto quanto il resto, entrai pian piano nella acqua del mare. L’umidità del giorno aveva lasciato posto a una leggera brezza che dava limpidezza alle spiagge increspando le acque. Causa la bassa marea, dovetti avanzare per più di 300 m. Ero quasi al largo quando l’acqua raggiunse gli occhi e fui sommerso completamente. Solo e solo allora realizzai di aver portato a termine la mia prima “doppietta”!
Da allora questo “vizio assurdo” non mi lascia. Il “wandering” non mi abbandona. Dalle lucide fasi preparative durante le settimane precedenti, alla partenza in pre-trans del venerdì fino al ritorno a casa con il gustoso tintinnio della doppia medaglia al collo. Il lunedì mi risveglio da questa fase bipolare un pò soddisfatto ma molto depresso per una settimana che sarà inutile perché vuota della gioia delle corse. Il “Vizio assurdo” è anche il titolo di un libro di memorie di Davide Lajolo che parla dell’amicizia con Cesare Pavese facendone una biografia. Il vizio assurdo consisteva nella volontà di auto-annientamento di Pavese letterariamente avvolta da un senso di solitudine e disperazione. Però tutto veniva esaltato dal fascino della ricerca interiore che purtroppo, come nella Woolf, fu portato alle estreme conseguenze del suicidio.
Ma torniamo alla malattia dell’Alzheimer. Tutti la esorcizziamo non parlandone e facendo scendere il silenzio. Non esiste un test per diagnosticare la malattia dell’Alzheimer, tutti potremmo già esserne un po’ malati. Le cellule nervose potrebbero già essere in fase degenerativa. L’unica cosa in cui possiamo sperare è di non fare parte dei 44 milioni di malati. Numero da brividi riferito alla popolazione mondiale in rapida ascesa. Per salvarci possiamo solo seguire questi dettami dell’Associazione contro l’Alzheimer: esercizio fisico e mentale, seguire attività sociali e una dieta bilanciata, fare test clinici specie a livello cardiologico. Fin qui incrociamo le dita e seguiamo questi dettami che sono dopotutto quel che il buon senso ci consiglia. Ma c’è un altro aspetto che è nascosto nel silenzio: l’aspetto sociale della sofferenza. Il malato è quello che forse “soffre” di meno. Il peso enorme di questa malattia, per ora senza cura, si scarica sulle famiglie, stravolgendo le abitudini e gli affetti.
Così ben venga per il terzo anno questa manifestazione. Così ne parlano gli organizzatori: “la Maratona dedicata all’Alzheimer è la prima a tracciare il suo percorso tra i paesaggi della Romagna collinare e marittima. La sola, nel territorio, a configurarsi come grande giornata di raccolta fondi solidale e a proporre distanze adatte ad ogni livello di preparazione. L’unica, infine, pensata per promuovere l’attività fisica come risposta efficace contro la malattia, come veicolo d’integrazione sociale per le persone affette da demenza”.
Da Cesena Today cogliamo questi numeri e un’infinità di notizie che ne delineano il successo: “La terza edizione della Maratona Alzheimer, che ha visto la perfetta coincidenza con la Giornata Mondiale Alzheimer, si deve ricordare per i grandi numeri, che la confermano occasione di festa collettiva, rito familiare del benessere e della solidarietà. Cresce in fretta la maratona di Cesena e della Wellness Vally, che al Parco di Levante di Cesenatico ha contato oltre 4500 presenze tra competitivi – 1000 nelle tre distanze, tra maratona, 30 km e 10 miles – nordic walking e passeggiate nel Parco (200), volontari (500) e non competitivi, 3000 persone che hanno affrontato il tratto Cesena-Cesenatico prevalentemente in cammino. Ma anche tanto pubblico, giunto per incitare l’amico o il famigliare di turno, tanti bambini e tanti anziani, alcuni dei quali affetti da questa malattia purtroppo incurabile e che solo il movimento sembra prevenire e rallentare. Una lunghissima scia gialla apprezzatissima anche dai runners, nonostante gli slalom, soprattutto nella parte finale del Pisciatello… Allo Stadio Dino Manuzzi di Cesena una lunga fila al punto iscrizioni dei camminatori ha dato il buongiorno alla Maratona Alzheimer 2014, lasciando intuire sin dalle prime luci del mattino che i numeri sarebbero stati travolgenti. Ticket esauriti, per la passeggiata Cesena-Cesenatico e per la corsa non competitiva di 16 km. Di lì a poco una nuova folla si è radunata alla partenza, sulle note di Radio Bruno, per lo start della 16 km (10 Miles )e della corsa non competitiva. Non poteva mancare il sindaco di Cesena Paolo Lucchi che, accompagnato dal gruppo della “Scarpinata Solidale”, ha ribadito l’importanza che sta assumendo la Maratona Alzheimer per la città di Cesena, la sua capacità di mettere a fuoco, seppur dando vita ad una splendida giornata di festa, i disagi connessi ad una malattia incurabile che affligge numerose famiglie. A ribadire il concetto il pettorale della signora Maria, 80 anni, giunta in Romagna da Torino per correre la 10 Miles dell’Alzheimer. Insieme a Stefano Montalti, presidente dell’associazione promotrice e destinataria dei fondi Amici di Casa Insieme, e a Monica Fantini, Direttrice di Legacoop Romagna, entrambi sopraggiunti da Mercato Saraceno, il sindaco Lucchi ha dato il via alla corsa. Quest’anno grande attenzione anche all’animazione, che non ha toccato solo le partenze ma anche la Piazza Centrale di Cesena, Piazza del Popolo, colorata e riempita per tifare, incitare e incoraggiare gli atleti! I ballerini di Cesena Danze e gli atleti di Ars Duellatorum si sono esibiti per tutte le persone che credono nei valori di questa speciale competizione, gli Scout di Cesena 9 hanno fatto giocare i bambini, tutti vestiti con i colori della maratona, i genitori della Scuola Primaria Saffi hanno offerto la colazione. Questo è la maratona, una festa di valori, dello sport e della solidarietà. E la solidarietà è continuata anche dopo il tempo massimo delle 6 ore; alle 15 si è svolta l’estrazione dei quasi 10.000 biglietti venduti della Lotteria Maratona Alzheimer, distribuiti anche tra gli atleti, che hanno regalato ai primi una Fiat Panda, un Booster Yamaha“.
Clicca qui per le foto (di Paolo Gino)



