Quella mascotte correva sui miei tempi, e per una quarantina di domeniche me la sono trovata sempre tra i piedi!
Anche sugli Appennini non rinunciò a fare l’uomo di mare, confuso fra i montanari. Giunto nella città resa famosa dalla maratona di Roberto Gherardi, alle prime difficoltà del Colla, s’incurvò fino al suolo, quasi a baciarlo. Le gambe muoveva lentamente, ma le braccia le roteava come fossero remi. “Neppure per Capodanno”, malignai, “giungerà in cima!”. Saranno state le sue riserve di iodio e di sali marini, fatto sta che con quella corsa dispendiosa, in cui agitava le braccia come se nuotasse nell’aria, arrivò in Piazza dei Martiri un’oretta prima di me!
Mi ero stancato di vedere quel lupo di mare ad ogni maratona. Per liberarmene, fui costretto a sottopormi a qualche allenamento supplementare, e verso novembre lo misi definitivamente alle mie spalle.
A fine gara, la doccia ristoratrice poteva attendere! Prendeva iscrizioni su tavolini tremolanti e, più frequentemente, usava le pareti murarie come appoggio, ed allora erano dolori: contro gravità, l’inchiostro non defluiva e non riusciva a completare i dati. Ma, intanto, la quota d’iscrizione l’aveva incassata! Prima di cominciare a scrivere, timidamente, delicatamente e flebilmente accennava: “Prego, 10 Euro”. I 300 iscritti, che hanno corso sotto il magnifico sole primaverile, se li è pescati uno ad uno con la lenza: la sua non è stata una pesca d’altura, né ha usato reti a strascico!
Il merito maggiore di Francesco Capecci è quello d’essere riuscito a venderci la sabbia d’inverno, quando, sollevata dal vento, schiaffeggia i nostri corpi! Ha commercializzato il mare, quand’esso è torvo e minaccioso! Qual è il segreto del successo di questa maratona? Il mare ci ricorda il relax, le vacanze, i luoghi caldi ed esotici, le avventure giovanili e le scappatelle, a me precluse, purtroppo, per essere marcato stretto, e perché con le sue instancabili e lunghe gambe non avrei scampo: sarei rincorso fino in cima al mondo! Ecco trovato il motivo: Francesco ed Anna ci fanno sognare con soli 10 Euro, senza mandare in fumo patrimoni alla disperata ricerca del numero 53.
Conclusasi brillantemente la 3° Maratona sulla Sabbia, non ci si illuda di non vedere più la mascotte per le strade d’Italia. Da domani, ricomincerà a propinarci la sabbia d’inverno. Adesso, lo sapete: prima di scandire il nome ed il cognome, versate i 10 Euro: tanto costa sognare!


