La partecipazione ha premiato l’organizzazione. Quasi 1.110 arrivati contro 926 dello scorso anno (20% in più) e 907 della prima edizione.
Come nel 2017 anche oggi fa caldo, il mese di ottobre appare sempre più come un prolungamento dell’estate. Alcuni difetti riscontrati lo scorso anno sono stati annullati, il percorso è quasi completamente sgombro da traffico veicolare. Per altri dettagli, cliccare per leggere la cronaca precedente.
Ho iniziato a correre maratone a Calderara nel 1984. Era il secolo scorso, la passione continua. È rimasto intatto il piacere per le condizioni al contorno: il viaggio, l’ambiente podistico, i saluti agli amici, le foto ai maratoneti e ai luoghi attraversati.
Sono invece sempre meno interessato al risultato cronometrico. Se allenato, fatico ad arrivare sotto le cinque ore, mentre con allenamento assente o carente stento a rimanere nel tempo massimo consentito. Dopo il 21esimo km non mi diverto più, l’unica ragione di continuare a sfacchinare è la conquista del punto-maratona.
La vis agonistica è ridotta al lumicino. Mi accontento ormai di “piccole e innocenti soddisfazioni”, come quella di battere, semel in anno, gli amici un po’ più veloci. Ad esempio, arrivare prima di Mister 1.000 maratone Vito Piero Ancora che ogni volta nella seconda parte di gara saluta e se ne va. Una piccola soddisfazione che quest’anno non ho ancora provato. Quando ci riesco ….. brindo.
Piccola soddisfazione assaporata oggi tagliando il traguardo insieme a Paola Noris e Stefano Giorgio nel tempo stratosferico di 5 ore e 27 minuti, con il prode Ferdinando Gambelli (che mi aveva raggiunto al 23^ km) relegato nelle retrovie.
Non succede quasi mai. Quando capita, stappo lo champagne e alzo il calice verso il cielo (*).
Clicca qui per le foto (di Mario Liccardi)
(*) Bugia. Mi accontento di una birra.



