Dopo le vicissitudini dell’Orta 10 in 10, sono atterrato a mezzanotte e fatto quasi 500 km di statali con un archibugio di GPS che continuava a portarmi verso traghetti inesistenti. Tira e molla, arrivo alla partenza solo 5 minuti prima del via. Sarebbe stato impossibile, se non fossi abbastanza di casa qui. L’anno scorso le avevo già corse ma nel senso opposto. Siamo in cima allo stato, a Inishowen la penisola più vasta d’Irlanda, la rigirerò tutta un’altra volta. La regione è quella del Donegal, Repubblica d’Irlanda, e sfiora la contea di Londonderry, Irlanda del Nord.
Le quattro maratone si svolgono quest’anno in senso antiorario lungo una strada panoramica di circa 100 miglia chiamata, dal nome gaelico della penisola, “100 Inis Eoghain”. Cartelli con questo nome si ritrovano quasi ad ogni bivio. Sono 104,8 miglia di percorsi costieri segnati intorno ad Inishowen. Tutto è costellato di bei paesaggi, monumenti storici, piccole fattorie e villaggi amichevoli. Estremo Nord è Capo Malin che è il CAPO NORD irlandese (Malin Head), ci si arriva attraverso zone selvagge e desolate, scogliere impressionanti e piccole spiagge incastonate tra alture rocciose bagnate da onde di otto metri. Quest’anno però deve essere stato scoperto dagli italiani. Tante moto e camper per espugnare quel lembo di terra. Fosse che han letto il mio articoletto dell’anno scorso?
Novità della corsa di quest’anno una presenza quasi raddoppiata di partecipanti, segno che la formula piace. Quasi nessuno straniero. Inserimento di un chip a lettura a contatto tipo quello dei trail con rilevamento alla mezza maratona. Diminuiti se non spariti i ristori. Più marshall che offrivano solo acqua come se non bastasse quella che veniva giù. Impressionanti per grandezza le medaglie, che alla fine si possono assemblare in una sola dal peso di quasi due chili. Alla sera di ferragosto si è fatto un bel party dal costo di 22 euro. Le 4 maratone costano 160 Euro più le navette. La logistica è piuttosto complessa, ma basta seguire a puntino le info di Harold Mc Guiness l’organizzatore, architetto giramondo che con il suo staff di buontemponi gestisce la Extreme North, società che si occupa anche di altri eventi durante l’anno. A ognuna delle 4 maratone hanno dato un nome preciso che viene riportato sulla medaglia
Day 1, giovedì 14 agosto 2014 – Kinnego Bay Marathon. Mia 200esima.
Come dicevo, sono arrivato 5 minuti prima della partenza al fantastico Redcastle Hotel, un resort con annesso 18 buche per i picchia palline, il tutto sulla sponda del mare. Si parte in piano facendo 9 miglia. Si passa da Moville, dove abita Harold. Quest’anno ho scelto di alloggiare qui perché c’è l’unico ristorante passabile della zona: Rosato’s. Per chi non lo sapesse, in Irlanda c’è il sistema metrico decimale ma le maratone si contano in miglia. Magari perchè può sembrare più corta. Quindi continuiamo sulle rive di Foyle dove arriva il traghetto, passando da Greencastle e poi per Shroove dove c’è un bellissimo faro. Arrivano, ahimè, le prime salite moderate e intermittenti oltre due miglia. Qui ecco il controllo e l’unico ristoro della giornata. Arriva l’attacco più duro: una salita di 250 m in un miglio. “Per Aspera ad astra” perché è la strada verso Kinego Bay. La giornata stranamente è bella, non metto neanche il kway. Prendo un sacco di aria fresca, respiro le bellezze paesaggistiche, arrivo in cima. Sulla cima incontro il fotografo di origini bulgare che c’era anche l’anno scorso e che parla un po’ d’italiano. Mi fa notare che in fondo, quelle montagne che si vedono ad est, sono quelle della Scozia. Un lunga discesa ci fa sfilare tutta la bella Kinego Bay fino alla baia della Armada spagnola in onore a dei galeoni che affondarono qui. Scopro quest’anno delle more buonissime, enormi e succose che mi fan perdere un mucchio di tempo. Al quarto giorno avrò guadagnato una tecnica raffinata di raccolta al volo. C’è ancora una salita finale lunga un miglio che segna la fine della giornata. Finita la salita, ho un attacco di sonno come mi è successo sul Lago di Costanza. Mi devo rilassare un pò: vagabondo attraverso la strada costiera panoramica di Tremone, e Ballyharry. Arriviamo al bellissimo villaggio turistico di Culdaff. Qui è dove alloggiavo l’anno scorso. Ci accoglie il Mc Guinness Bar. Qui abbiamo fatto la festa finale nel 2013. Invece della pasta, danno riso e zuppette con strani ingredienti. Ritrovo gli amici dell’anno scorso, Ken di Belfast, Humpherey di Wirklow e Peter di vicino a Longford. Insieme con quattro belle birre festeggiamo una 200esima maratona veramente fortunata, nei 12giorni delle tre edizioni è stato l’unico giorno di sole!
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Day 2, venerdì 15 agosto 2014 – Malin Head Marathon
Oggi è il giorno più spettacolare, si va a Capo Nord Malin Head. Purtroppo piove e pioverà un sacco. Da Culdaff ci portano con un pulmino sulla linea allo start, qualche miglio a nord: a Glengad. Apprezzo molto quelli che la riescono a fare in canottiera. Ci sono dieci gradi ma i maratoneti irlandesi solcano i venti freschi del nord Atlantico senza neanche fiatare. Il vento è talmente forte che mi sposta le scarpe, devo calcolare l’appoggio. Spazza e impazza lungo la costa, e fa impressione quando si unisce al suono delle onde dell’Atlantico che lambiscono gli scogli passando da Banba’a Corona. Ecco Malin Head. Un torrione segnala il punto di terra più a nord. Ancora 2 miglia e siamo alla mezza maratona. Qui c’è la salita principale della giornata, che ha fortunatamente alcuni punti di sollievo grazie al bellissimo paesaggio. Con il vento alle spalle, ora si può godere di alcuni dei paesaggi wonderful sulla via del ritorno attraverso Malin Town e poi nella pianura verso Culdaff. Eccoci ancora al Mc Guinness bar per una buona pinta di birra (a pagamento). La sera, grandi celebrazioni con cena (22 Euro). Gran bel posto sul mare: il Castleinn di Green Castle, ma poca pappatoria: un cocktail di gamberetti e un pezzettino di salmone con acqua. Birra to pay. Guest Speaker, Gerry Duffy, che è una specie di project manager della maratona che ha annoiato una buona ora con assurde slide sui rendimenti psicofisici, ecc. Questi è uno che nel 2011 ha fatto 32 maratona di fila e adesso, a quanto pare, riesce ancora ad avere una buona onda mediatica facendosi pagare cachet di presenza in molti eventi.
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Day 3, sabato 16 agosto 2014 – Mamore Marathon
Si parte da Culdaff che piove che dio la manda. La corsa mi porta attraverso il Golf Resort poi al villaggio di Ballyliffin, Clonmany. Qui ci sono quattro bellissime casette con il tetto di paglia. Poi, tre miglia oltre la mezza maratona, si incontra Mamore Gap. Qui c’è il passo di Hurris, dove un bambino ha scritto che quando c’è sole sembra un paradiso, ma quando piove è un inferno. Al passo c’è una statua che sembra Padre Pio, come ci sarà arrivata lassù?. Poi si scende per una strada diritta diritta che sembra la Monument Valley con la nebbia. Rimangono 8 miglia in una valle poco bella che non finiscono mai. Finalmente al traguardo a Buncrana. Zuppa in una scuola.
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Day 4, domenica 17 agosto 2014 – Muff Marathon
L’ultimo giorno. Quasi completamente piatta. E’ abbastanza noiosa. Niente d’interessante se non la parte finale sul mare, ma troppo trafficata. Altre 26,2 miglia attraverso Burnfoot, Bridgend, Muff, Quigleys Point e sul traguardo a Redcastle da dove eravamo partiti 4 giorni prima. Pranzo in un mega salone sul mare, ma l’atmosfera è un po’ asettica. Sembra quasi che il clima, una volta goliardico, si sia dopo tre anni appannato nel business o forse nei conti che non tornano. Comunque complimenti ad Harold, che se la cava sempre con signorilità e per le medaglie da lui disegnate. Complimenti anche al mio amico di Belfast, Geoff Smyth, che ha stracciato tutti anche quest’anno.
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