Una bella gara certificata e competitiva a tutti gli effetti, con giudici Uisp, chip, e ambulanza con medico a bordo. La location è azzeccata, dotata di ampi spogliatoi per uomini e donne, servizi, docce, bar e spazioso locale adibito a pasta party. Percorso rilassante con il tratto erboso (circa il 25% del totale) accidentato, quindi un po’ impegnativo. Ricchi i ristori e il pasta party finale. Molto bene l’illuminazione notturna: lampioni lungo i vialetti e piccoli ceri delimitanti i tratti erbosi creano un’atmosfera suggestiva. Allegra la musichetta che ci allieta durante le ore diurne e puntuali le notizie su giri e chilometri al passaggio degli atleti. La competizione è inserita nel calendario nazionale Grand Prix Iuta, che comprende le migliori 20 gare italiane.
Bentornata a Rossella Verzeletti, regina incontrastata del Lago d’Orta durante i primi 10 giorni di agosto e tanti auguri a Marco Bonfiglio che si appresta a partecipare alla Spartathlon di fine settembre. Partiamo alle 16:00, un orario “a misura d’uomo” che contenta tutti: quelli come me che prediligono competere di giorno e gli amanti della corsa notturna al lume di candela.
Il caldo torrido di luglio e agosto, ancora presente fino a qualche giorno fa, si è dissolto come per magia. Anche sotto il sole cocente, un venticello fresco permette di correre senza bruciare inutili energie. Dopo circa due ore, mentre violenti temporali e trombe d’aria flagellano il centro-nord d’Italia, a Ravenna la furia del vento dura solo una quindicina di minuti: sufficienti però a spazzar via fettucce bianche e rosse delimitanti il percorso e svariati picchetti, prontamente ripristinati dall’efficiente organizzazione. Qualche disagio solo al ristoro, dove i bicchieri di carta volano in tutte le direzioni.
Ultimati i 32 giri della maratona smetto di correre e mi ficco sotto la doccia. Dopo un gustoso pasta party a base di, pasta al pomodoro, insalata di riso, dolce e vino a volontà, saluto l’allegra compagnia.
Enrico, alla ricerca di un percorso più fluido per accontentare coloro che mirano al risultato cronometrico, anticipa che dal prossimo anno eliminerà il tratto erboso riducendo il circuito a circa 900 metri: peccato, perché il solo pensiero di dover completare 47 giri per coprire la distanza della maratona mi fa girare non solo la testa ….
Per finire un cenno al pacco gara. Bella la medaglia in ceramica raffigurante il mausoleo di Teodorico. La “maglia intima tecnica” (ribattezzata su Facebook da Stefania “maglia di Spiderman”), se pur graziosa, è un tantino aderente. Come evidenzia la foto, calza benissimo a Enrico e ai runners che hanno la fortuna di avere un fisico asciutto. A tutti quelli come me, mette invece in risalto pancetta, maniglie dell’amore e pinguedini varie. Arrivederci al prossimo anno.
Clicca qui per le foto (di Mario Liccardi)



